La corsa a ostacoli

  • Posted on marzo 11, 2010 at 17:05

n86647555282_2329531_7006322E vi  domanderete che cavolo c’entri questo titolo con il post. C’entra, c’entra, eccome se c’entra.

Avevo promesso a me stessa che non avrei mai più toccato le mie riflessioni sulla scrittura e l’editoria, ma essendo un’autrice che cerca in maniera onesta e lavorando sodo con la fatica e il sudore e tutto il resto di compiere i passi meno lunghi della gamba e fare tutte le cose per bene per quanto riguarda l’invio dei romanzi a scopo pubblicazione e a case editrici rigorosamente senza contributo, ecco… dicevo che sebbene si tenti queste vie nella completa onestà d’intenti, non è tutto oro quel che luccica, anzi direi che la strada è irta di tantissimi ostacoli.

Lo spunto mi è stato suggerito involontariamente( ribadisco questo punto) leggendo un articolo sulla famigerata editoria a pagamento di Aldo Moscatelli, per altro molto interessante, arguto ed esaustivo come sono sempre gli articoli e i post di Aldo. Vi metto il link al suo blog e così poi potrete scaricare la rivista con l’articolo annesso.

http://casadeisognatori.splinder.com/post/22367749/GOCCE

Aperta parentesi: in questa rivista c’è anche una recensione all’Antologia, Un sogno dentro un sogno vol. 3, e si parla brevemente anche del mio racconto; più che una recensione la trovo una descrizione di quel che l’Antologia offre, per chi volesse leggerla. Chiusa parentesi.

Non voglio affatto parlare di editori a pagamento, per carità vade retro, ne ho le scatole piene, anche perchè ne parlano tutti in tutte le salse e quindi ormai lo sanno anche i muri di che si tratta. Ribadisco che essendo nettamente contraria, sono anche certa purtroppo che continueranno a proliferare, anche se si fa di tutto per poterli ostacolare. Più ne parlano, meglio è, ma nessuno potrà entrare nella testa degli scrittori che vogliono a tutti i costi pubblicare, nè nella testa degli editori che ne approfittano. Da che mondo è mondo le cose potranno cambiare, forse, solo se, come dice bene Aldo nell’articolo, ci fosse una Legge che vieta agli editori di farsi pagare. Ahhhh, aspetta e spera, dico io! Non nutro molte speranze in questo… Però si può e si deve combattere e forse si può farlo magari comprando romanzi delle piccole case editrici serie e senza contributo, no? Ecco questa è cosa da farsi. Ma anche qui diciamoci la verità, ci sono tante parole e pochi fatti. Nel mio piccolo ho comprato abbastanza romanzi di autori esordienti. Fino a ora però devo dire che non sono rimasta entusiasta di quel che ho letto a parte il romanzo di Aldo Moscatelli, Hitler era innocente( e a dire il vero, un po’ mi manca l’Aldo scrittore). Purtroppo sono tanto esigente, quando si tratta di scrittori agli esordi.

Lo sono perchè lo sono con me stessa innanzitutto e quindi quando trovo certe sbavature nella lettura, dal momento in cui esistono siti e forum che predicano che tali cose non devono essere fatte e poi vedo che invece si fanno, ma sembra che questo non pregiudichi la pubblicazione ecco… mi domando: ma una come me che si fa la testa come un pallone per revisionare un romanzo evitando tutte le imperfezioni e ci mette anni anche solo per scrivere qualcosa di decente( almeno per la sottoscritta) e con tutto quello che legge in giro, toglie tutti gli avverbi in-mente, lasciandone solo due al massimo tre per pagina, tiene la punteggiatura perfetta, dialoghi con lineetta lunga, virgole dove devono starci etc. e soprattutto toglie tutte le d-eufoniche per le quali dicono che gli editori se ne vedono, manco ti considerano, e poi leggendo romanzi di autori esordienti, anche pubblicati con case editrici senza contributo, mi trovo errori su errori, ripetizioni a iosa, virgole messe a casaccio, avverbi in mente anche dieci per pagina e tutto questo compromettendo pure il contenuto… secondo voi, io COME DIAVOLO DOVREI CONSIDERARE TUTTO QUESTO?

Mi hanno fatto na testa tanta dicendomi che lo stile poco pulito compromette l’intera stesura del romanzo. Me lo hanno detto persone del campo, non i soliti amici e parenti vari, che manco mi leggono eh? Quindi non dico balle. Io sono super critica con me stessa, nel mio lavoro, nei miei romanzi, tendo a essere una perfezionista e a volte m’incavolo pure se trovo un accento messo nel posto sbagliato. La cura che dedico a ciò che faccio, non la scorgo però in altri autori che vengono pubblicati ugualmente. Quindi, dove sta la verità, signore e signori? Sia chiaro che io parlo di pulizia di stile, non di contenuti etc…

Ecco che vengo al succo del discorso. Tralasciando i romanzi pubblicati da case editrici a pagamento che manco leggo, io ho trovato che pure alcune case editrici senza contributo non badano tanto alla pulizia del testo. Per uno scrittore tentare la via delle case editrici senza contributo perciò è sempre un terno al lotto. Non si è sicuri dell’editing che ti fanno, nè della pubblicità al romanzo che ti fanno, si è sempre sul chi va là.

Per altro volete sapere un’altra cosa? La mia enorme titubanza nell’inviare il mio thriller, con tutto che ho speso un occhio della testa per inviare il cartaceo, è stata proprio quella che non si è certi se si viene letti oppure no. Il dubbio mi è sorto con una piccola, la Leone, che a nemmeno un mese dall’invio, dopo che avevo letto che ci volevano ben otto mesi di attesa, mi invia una mail di rifiuto, la solita trafila del’ non rientra nella nostra linea editoriale’ quando sinceramente parlando io ho inviato un thriller a una casa editrice che pubblica thriller non salami! Quindi mi domando: l’avete LETTO DAVVERO? Se mi aveste scritto che vi fa schifo, lo avrei gradito di più. Sì lo so, penserete che non si è mai contenti, ma se io sono chiara e lampante, perchè non lo devono essere pure loro? Ognuno tira l’acqua al suo mulino, ebbene la voglio tirare anche io al mio. Il dubbio mi sorge perchè quando ti scrivono non mettono il titolo dell’opera e allora mi veniva da rispondere: scusatemi, ma sapete di quale opera si tratta? Oppure come la MORGANTI mi vengono a scrivere che la mia opera pur interessante, non rientra nei loro parametri. E anche qui, che cacchio, mi dite di inviarvi un thriller e ve lo invio, non alla sezione salami, ma alla sezione thriller. Solo che ti danno il contentino, al chè non me ne posso fare un bel picchio se è interessante, e allora se lo è perchè non me lo pubblicate, scusa??? I miei dubbi amletici non credo verrano mai risolti, siore e siori. La mia incazzatura non sta nei rifiuti, sinceramente che venga rifiutata non mi preclude altri invii ad altre case editrici, ma qui si parla di serietà. Io sono seria, non scrivo mai mail del tipo: vi ho mandato un capolavoro, e guardate che se non me lo pubblicate, peggio per voi! Io sono seria ed esigo serietà.

Eh lo so che mi tirerò dietro le antipatie degli editori, ma chissenefrega, non ho quasi mai sentito in giro che si parli di quel che per davvero capita anche se si è pubblicati da editori piccoli e senza contributo e che diamine( nel WD se ne parla). Non tutto è rose e fiori, non tutto lo è…

Io esigo molto poco e cioè che mi si legga, il lavoro degli editori altrimenti quale sarebbe, quello di leggere le SINOSSI? Se ci sono case editrici che rispondono ai rifiuti, beh che siano motivati. Che cavoli, fateli prestampati, ma fateli, no? Abbiamo letto tutto il suo romanzo e ci dispiace, ma a noi non piace. BENE, BENISSIMO, ok! Mi sta bene. Altrimenti fate come tante altre che ti dicono, se dopo quattro mesi non avete alcuna risposta vuol dire che è stato rifiutato, almeno loro t’informano prima. Un rifiuto è un rifiuto, su questo non si discute, ma sinceramente parlando, pensate anche a quel povero Cristo che si vede arrivare na mail simile, senza scrivergli come cacchio si chiama, nè il romanzo che ha inviato che però è stato rifiutato! Alzi la mano chi pensa sia stato preso per il didietro?

Ora calma, calma, non faccio di tutta l’erba un fascio, so che ce ne sono di piccole, oneste e anche in gamba, in gambissima e che diamine altrimenti mi sarei già ritirata nel mio eremo a vita privata! Però scusatemi eh… ma c’è anche chi prende paura delle lunghezze, o chi non le considera, costi e non costi. Beh sapete che vi dico? Io che scrivo non mi faccio venire le ansie se mi dilungo con la storia, però poi mi vengono perchè mi domando: a chi cazzo( scusate l’intercalare) invio questo romanzo lungo 350 pagine? Ma pensate che i romanzi lunghi siano tutti delle cavolate? Capisco dei costi di stampa, e figuriamoci, però almeno leggeteli prima di scartarli, leggeteliiiiii, perchè ci può sempre essere quell’opera davvero buona che merita di essere pubblicata, porco mondo!

Se io fossi editore non guarderei nè il genere, nè la lunghezza, ma la qualità dello scritto, l’originalità e ovviamente la commerciabilità.

In definitiva, siamo anche noi poveri scrittori che ci barcameniamo a destra e a manca con la speranza di trovare un porto dove attraccare, beh la maggior parte delle volte, ci troviamo in braghe di tela, per così dire… E purtroppo questo non lo penso solo io… ma nel sottobosco degli scrittori, il malcontento viene celato per timore di dire la propria anche quando non tutto va come si vorrebbe!

Posso dire AMEN? AMEN!!

PS: la foto non è stata presa a caso!!

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AMABILI RESTI di ALICE SEBOLD: il romanzo… il film…

  • Posted on marzo 4, 2010 at 15:41

Avviso i cari lettori, e vi ringrazio perchè siete davvero moltissimi, che i miei post saranno sporadici, proprio perchè come ho già precedentemente scritto, verteranno quasi esclusivamente sulle mie letture, a parte qualche post dove, forse, metterò qualche mio scritto. Io leggo a periodi, ma in questo ho ripreso il mio tram tram abituale perchè il romanzo che mi faceva dannare l’ho terminato con mia somma gioia e adesso è in lettura. In realtà ne ho ripreso un ennesimo, scritto tanti anni or sono, e lo sto revisionando… Eh sì, ne ho un bel po’ di finiti ai quali non ho mai dato alcuna possibilità di una eventuale pubblicazione, ovviamente sempre con case editrici NON A PAGAMENTO ( credo sia chiaro e lampante ormai, no?). Ad esempio quello che ho ultimato è troppo lungo e mi sono già bruciata alcune strade… credo che mi modernizzerò e penserò alle case editrici in digitale, a questo proposito se andate sul blog e il forum del WRITER’S DREAM troverete una notizia molto importante a riguardo.

Ma veniamo a noi.

AMABILI RESTI

Prima di andare al cinema a vedere il film, ho voluto a tutti i costi leggere il romanzo.

ALICE SEBOLD mi ha sorpreso. Ricordate il film GHOST? Il compianto Patrick Swayze moriva assassinato ingiustamente e tramite una veggente, il morto, ovvero Patrick, cercava in tutti i modi di far capire alla moglie che era in pericolo di vita e che il suo migliore amico lo aveva assassinato perchè si era trovato invischiato in affari loschi. Ora, non entro in merito di quel film bellissimo, ma diciamo che  in AMABILI RESTI il tema dell’aldilà è trattato in maniera preponderante, anche se in modo completamente diverso.

Io ho amato questo romanzo, ve lo dico subito. L’ho amato perchè innanzitutto ho scorto nella scrittura dell’autrice una rara sensibilità, nell’affrontare certi temi, così scabrosi, e tuttavia così reali, che mi fanno inorridire al solo pensiero. Delicata e struggente, non si è lasciata andare a immagini truculente, horror per dircela tutta, che io non sopporto. Nemmeno la violenza è resa esplicita, e su questo tutti capiscono che voglio dire, no? Ma qui si sente, si prova la sofferenza della protagonista, che comprende di essere in pericolo di vita perchè ingannata dall’apparente bonarietà del vicino di casa, la persona più anonima che passava inosservata a tutti, che era invece così malato da struprarla e poi tagliarla a pezzi, metterla dentro un sacco e chiuderla in una cassaforte. Susie Salmon scappa da quel dolore, e si ritrova in una specie di Limbo, un posto che non è nè cielo, nè terra, ma un luogo di mezzo, dove tante anime restano lì perchè non sopportano di distaccarsi da quel che erano state e dalla loro famiglia. E’ proprio questo che capita a Susie. Il romanzo non è un banale resoconto dell’omicidio, ma quanto il racconto di quel che capita dei suoi AMABILI RESTI, e quindi la sua famiglia, dopo la morte. Lo sguardo di Susie, in prima persona ripercorre ogni momento di vita, disperazione, sofferenza e caduta nel baratro del padre e della madre. I personaggi sono caratterizzati molto bene, sono vissuti, con i loro difetti e i pregi. Non voglio raccontare oltre, altrimenti scapperei negli spoiler, ma mi sono commossa in alcuni punti, in altri ho parteggiato perchè l’assassino, un pedofilo come purtroppo ce ne sono tanti nel mondo, fosse scoperto… Non sarà così purtroppo, ma la SEBOLD confida molto nella giustizia divina, particolare che ho apprezzato. L’unico neo, se mi è permesso dirlo, è stata la traduzione. Per carità, non è tradotto male, ma sinceramente mi aspettavo che una casa editrice come la E/O, almeno facesse correzione di bozze, perchè quei se stesso, con il sè accentato proprio non si possono vedere. Sarò anche tanto esigente, ma non si può tralasciare un errore grammaticale così vistoso. Questo la dice lunga sul fatto che i refusi nei romanzi delle case editrici grandi, abbondano e le tal case editrici manco se ne accorgono, oppure se ne infischiano. Io, invece, sto molto attenta ai refusi e agli errori nei romanzi e mi disturba moltissimo trovarli in romanzi così importanti.

Riguardo al film, devo dire che è stato piuttosto attinente al romanzo, ma ho ringraziato il cielo di aver letto prima il romanzo, perchè come ben si sa, difficilmente un film riesce a trasporre tutto ciò che c’è in un romanzo. Comprimere una storia come questa non è stato facile, ho apprezzato lo sforzo e ho amato moltissimo la figura del padre, così come nel romanzo , direi il carattere meglio descritto in tutte le sue sfaccettature, ma tante cose sono state omesse e hanno rischiato di falciare la reale comprensione della storia, cosa che mi sono premurata di colmare a film finito con l’amica che è venuta con me a vedere il film, la quale mi ha detto che ora è invogliata a leggere il romanzo!

Se potessi dare un voto, direi 8 al romanzo e 7 al film ( ma 10 all’attore che interpreta il padre, perchè non mi smentisco mai!!!)

Vi lascio citando un tratto quasi a fine romanzo… ce ne sono parecchi che ho annotato, ma questo a mio parere racchiude il significato della storia e soprattutto del bellissimo titolo:

” Guardando la mia famiglia brindare a champagne, pensai al fatto che dalla mia morte le loro vite si erano trascinate avanti e indietro… Queste erano le bellissime ossa cresciute intorno alla mia assenza; i legami- a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi – nati dopo che me n’ero andata. E allora cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me. Gli avvenimenti cui la mia morte aveva dato luogo erano semplicemente le ossa di un corpo che in un momento futuro imprevedibile sarebbe divenuto intero. Il prezzo di quel che ormai vedevo come un corpo miracoloso era stato la mia vita.”

BUONA LETTURA!

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Segnalazione video…

  • Posted on febbraio 24, 2010 at 14:49

Il portale dell’ISOLA DELLA POESIA molto attento a scovare, anche tramite i concorsi che redige, bravissimi poeti che poi prendono parte con poesie stupende ad arricchire un sito come pochi, serio, accurato e molto ben congegnato, ogni tanto sforna anche video sul mondo della scrittura e dell’editoria degni di nota. Questo che vi linkerò è la seconda parte di quello sull’editoria gratuita che postai pochi mesi or sono.

Qui c’è una metafora molto interessante sullo scrittore. Anche se oramai se ne dicono in ogni dove riguardo le case editrici a pagamento, chè se uno paga si sa che lo fa con cognizione di causa e solo per ottenere inutile fama e gloria, direi che non se ne parla mai troppo.

Questo è il link al video su youtube.

http://www.youtube.com/watch?v=-0grJK_VEZw

E questo è il link dal loro sito, dove potete cliccare sull’immaginetta del contadino:

http://www.isoladellapoesia.com/main.php

BUONA VISIONE!

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Conversando del più e del meno…

  • Posted on febbraio 11, 2010 at 16:31

Avevo intenzione di intitolare questo post LETTURE DI EVASIONE E ALTRO…, ma dato che sono una che aggiunge premesse su premesse e che i romanzi che ho letto non sono poi così eclatanti da meritarsi tutto lo spazio di un post, ho deciso che converserò con i miei lettori di quel che mi passa per la testa…

E’ da un po’ di tempo che non aggiorno il blog! Purtroppo, da quando ho deciso di dare più spazio alle mie letture che ai proseliti sulla scrittura, editoria e quant’altro di più accattivante, diminuiscono pure i potenziali post che considero ‘nucleari’ perchè hanno il potere di agitare talmente gli animi da provocare mezzi disastri. E’ quel che accaduto poco più di un mese fa quando gemellai il post sull’e-book di Aldo Moscatelli dove tra le altre cose si parlava anche della famosa, famigerata editoria a pagamento… Sonia Caporali più di me sa la bagarre che è esplosa! Ma non voglio tornare su questo…

Mi sono accorta che parlare oggi giorno di editoria EAP o EANP è diventata moda imperante. Mi manca l’originalità, adesso tutti parlano di editoria a pagamento in modo piuttosto accalorato, e con tanto di banner che inneggiano gli scrittori potenziali a evitare certe strade.

Quindi la cosa è ormai chiara: se uno pubblica pagando, vuol dire che alla fine è solo perché vuole farlo, non tanto perché non sa che vuol dire. Buon per lui, io preferisco vivere in pace con la mia coscienza ribadendo pure il fatto che non leggerò mai più nulla di case editrici a pagamento, anche se il tal romanzo dovesse essere la migliore espressione letteraria degli ultimi tempi. Tanto di cappello per lo scrittore, lui sa che tutti i suoi amici lo leggeranno, pena flagelli di vario tipo, come fustigazioni con cilicio e simili, io sinceramente ho le mie idee, e le porterò avanti sempre e comunque. Se io comprassi il libro di una casa editrice a pagamento, con tutto quello che mi sono sgolata e che ho sottoscritto in anni che frequento il campo dell’editoria, sarei proprio scema! È come dargliela vinta, non potrei farlo manco sotto tortura.

Negli ultimi tempi sto leggendo molto poco, causa ultimazione di un romanzo che mi sta facendo vedere i sorci verdi, ma che finalmente sta quasi per essere terminato. È come un parto podalico, talmente sofferto che alla fine non so nemmeno se il risultato potrà essere quello che mi aspettavo, ma attendo di finirlo per poi far giudicare criticamente e anche negativamente i miei fidi stronca−gambe( Laura, Susi, Sonia siete avvertite!). E non solo, con PREDE, ora al vaglio di alcune case editrici ( ah per la cronaca, tanto per farvi fare quattro risate, sì perchè c’è sempre chi spera nelle mie disfatte, ho già avuto due risposte negative. La MORGANTI mi ha scritto che pur interessante il romanzo non rientra nella loro linea editoriale. Poco male, non mi butto giù da nessun balcone, nè con questo decido di pubblicarmelo da me, nè di pagare qualcuno che me lo pubblichi, non sarei onesta con me stessa! Io so che prima o poi quel romanzo avrà fortuna)  ho avuto una valutazione dettagliata e critica dalle ragazze di Studio 83 sui punti di forza e debolezza del romanzo, e ho intenzione di rifarlo anche con quest’ultimo, se non altro perchè poi ho la sicurezza di averci lavorato sodo, facendomi aiutare da addetti ai lavori!

Poichè il romanzo che sto ultimando mi prende la maggior parte del tempo libero, ho letto pochi libri. Romanzi di evasione, come tanti li considerano. Non escludo però di voler comprare alcuni titoli interessanti di autori esordienti, di case editrici piccole e senza contributo, che ho adocchiato navigando in internet e me li sono già appuntati( della VORAS e della GALAAD). Aspetto di terminare quelli che ho ancora da leggere e poi lo farò.

I romanzi letti sono:

LA STAGIONE DEI MATRIMONI di KATIE FFORDE

Lettura piuttosto piacevole e distensiva, non è tra i migliori della Fforde, ma non mi è così dispiaciuto, anche se la trama era risaputa. In genere la Fforde è più intrigante e simpatica, qui invece è caduta nella banalità. Credo sia perchè alla fine la fantasia in certi romanzi si perde… Però non è malaccio se uno lo considera per quel che è!

PICCOLE CONFUSIONI DI LETTO di EMILY GIFFIN

La GIFFIN invece è una scoperta. E’ un’autrice molto ironica, ma che conosce molto bene i meccanismi della psicologia femminile e ha la capacità di essere molto realistica, tanto che a volte ci si immedesima nelle vicende dei suoi personaggi. Chi ha mai avuto nella vita un’amica, che pur essendo la  migliore, si sentiva anche tale e non te ne faceva passare nessuna? In questo romanzo ci si imbatte proprio in un rapporto d’amicizia piuttosto a senso unico. E in genere l’amica è sempre la più bella, ha tutto ciò che vuole, ha sempre qualcosa in più di te e quindi il confronto non regge mai… solo che a volte questa perfezione nasconde al di sotto un grosso problema, e quando ci si accorge che forse la migliore amica non è poi così migliore di te, allora i nodi vengono tutti al pettine… Leggetelo, vi farà sorridere e anche riflettere!

Come ultima cosa, vorrei anche dire che chiunque qui è il benvenuto, ma io vorrei un po’ di rispetto nei confronti sia del mio blog, che della sottoscritta. Sinceramente trovo di cattivo gusto chi viene qui solo per farsi pubblicità e manco si degna di leggere quel che è scritto nel mio blog, soprattutto se non conosco la tal persona. Siete avvisati, dunque. Io amo i confronti e gli scambi d’idee, e poi sinceramente leggo solo chi davvero mi piace. Nessuno mi dice a me che cosa e chi devo leggere…( questo è in generale, non mi riferisco a nessuno, dato che non è la prima volta che mi capita)

A bientot dunque!

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Classifica dei romanzi letti nel corso del 2009. The best, the worst and the Oscar goes to…

  • Posted on gennaio 25, 2010 at 20:16

AVVISO AI NAVIGANTI: trattasi di post lunghetto, ma non di difficile comprensione. Anzi, secondo me sarà anche utile per chi vorrà dei consigli su un tal romanzo, nel qual caso fosse interessato a comprarlo. Come un vero indiana Jones, sono andata alla ricerca di tutti i post sulle mie letture dell’anno precedente, nel 2009, e mi sono accorta di aver letto più o meno trenta romanzi e nel corso dell’anno ho aggiunto le mie piccole recensioni sul mio blog. Ho letto un po’ di tutto, spaziando nei generi e nelle letture, anche di autori esordienti. Alcuni mi sono piaciuti, altri leggermente di meno, per ovvi e validi motivi, ma sapete che farò? Ve li elenco in ordine cronologico crescente, fino all’ultimo libro letto a fine dell’anno scorso, e su ognuno aggiungo una frase significativa che avevo messo nel post attribuito al romanzo. Dopodichè, acclamerò il vincitore, miglior romanzo letto, peggior romanzo letto e ovviamente un Oscar al migliore dei migliori. Lo so, sembra infantile, ma ho voglia di dare un’aria frizzante e piacevole al mio blog, cosa che ultimamente avevo dimenticato di fare…

Tenetevi forte, diamo inizio alle danze.

1)Antologia un sogno dentro un sogno volume due, casa editrice I SOGNATORI: Tutti i racconti sono scritti molto bene e ognuno ha una sua caratteristica che lo rende speciale e diverso dagli altri. Approvo moltissimo le diverse angolazioni, voci, che sviluppano un unico tema, quello del sogno.

2)L’orologio di cenere, Aldo moscatelli, I Sognatori: È un personaggio atipico, circondato da amici tutt’altro che rispettabili ma simpatici…Il finale è inaspettato. Un romanzo che scorre lento, come il fluire della vita stessa.

3)Antologia 1 UN SOGNO DENTRO UN SOGNO, casa editrice I Sognatori: è molto bella. In essa ci sono dieci stupendi racconti di alta qualità, nella forma, nello stile e nei temi affrontati.

4)Noi due come un romanzo, Paola Calvetti: Una storia dal sapore vagamente retrò, tra massime di romanzi d’amore di grandi autori, che la protagonista ogni tanto rinfresca nella sua memoria e il nascere di un amore del passato che vive e si alimenta di missive, lettere scritte con l’inchiostro, su carta…lettere d’amore che sopravvivono all’era di internet e di tutte le diavolerie informatiche, odiate dalla protagonista cinquantenne la quale non vuole assolutamente conformarsi ai tempi e rimane ben ancorata alla propria realtà, al profumo dei fogli, ai libri da sfogliare, a tutto ciò che è vivo e reale, tangibile. Una donna intraprendente e una libreria che sopravvive nonostante tutto, proprio perchè diventa il centro, incrocio, il fulcro di tante altre vite, quelle dei lettori…un romanzo corale e molto delicato, intenso e raffinato, che fa sognare…

5)Un bacio nell’ombra, Laurell K.Hamilton: Quel che mi sorprende della Hamilton è la fantasia, senza ombra di dubbio. Una fantasia assai sfrenata. Quel che invece mi sorprende di me stessa è che, se ci fossero i tascabili dei prossimi di Merry Gentry, li prenderei. Sono pazza!

6)Blue Moon, serie Anita Blake, Laurell K.Hamilton: Va da sè che, quando ho incominciato a leggerli qualcuno deve avermi dato un colpo in testa! Alla fine ho trovato l’orrorifico gusto di leggerli, anzi di divorarli. Non che sia molto fiera di ciò, ma per quanto non riesca a digerire i vampiri, quando sono disgustosi, trovo che i romanzi di Anita Blake sono piuttosto intriganti.

7)La signora dei funerali, Madeleine Whickam: Diciamo che come Kinsella ha cambiato radicalmente, si è inglobata all’interno di un genere, come il chick lit, che piace molto e diciamo che è sicuro, mentre prima come Madeleine era molto più seria, più satirica, meno divertente…però forse sembrava più se stessa.

8)Dopo lunga e penosa malattia, Andrea Vitali: un medico improvvisato agente investigativo in quel di Como. Un romanzo lento, ma intrigante e per niente banale, ma alla fine mi ha lasciato l’amaro in bocca e non ci ho capito nulla! Un peccato, attendevo una fine rivelatrice e invece…

9)I diari della famiglia Dracula( tutti e tre volumi della serie) Jeanne Kalogridis: Ho letto questi romanzi con una sorta di disgusto misto a un profondo fascino. Odio i vampiri, è chiaro. Non mi piacciono queste creature che non hanno nulla di interessante perchè la loro natura è irrimediabilmente diabolica. Saranno belli perchè incarnarno un Dio, ma è oscuro e quindi alla fine quel Dio diventa il male. E’ lo stesso male. La scrittrice però non solo ha risaltato nella storia della famiglia il fatto del vampiro come incarnazione del male, ma ha oscillato di continuo tra bene e male, rendendo la storia non un mero scritto horror e gotico, ma dandone un costrutto e una importanza quasi metafisica. Non ho mai letto nulla di così ben azzeccato e ben descritto nella lotta ETERNA TRA BENE E MALE. Ci sono delle scene talmente terrificanti che mi hanno davvero orripilato, ma ci stavano perfettamente bene. Erano logicamente inserite e non avulse dalla storia. Il fascino di questi romanzi sta nella tensione continua tra il male che sembra imperversare senza dare alcuna tregua e un Bene che pian piano cerca di farsi strada proprio tra le spire del MALE stesso.

10)Una boccata d’aria fresca, Katie Fforde: I temi sono sempre gli stessi: amicizia, amore, delusioni, sofferenze, passioni il tutto narrato con maturità e ironia nelle incantevolissime atmosfere quasi bucoliche delle campagne Inglesi.

11) Rossella, Alessandra Ripley: Devo dire che non si tratta di una storiella banale e risaputa, ma un vero e proprio viaggio nella vita di Rossella dopo la morte della figlia Diletta e la perdita dell’amore della sua vita, Rhett.

12) Amore di ghiaccio, Sonia Caporali: E’ una storia molto soft, delicata, ironica e profondamente romantica. Una piacevole e distensiva lettura che non vi annoierà.

13) 2012: L’apocalisse, Whitley Strieber: il romanzo è davvero avvincente e anche terrificante.

14) Alla corte dello zar, Rosemary Rogers: un ottimo romanzo storico con tutti gli ingredienti tipici: amore, seduzione, rivalità, passione, intrighi.

15)Demon’s kiss, Gena Showalter e 16) La regina della notte, Maggie Shaine: trattano dell’amore oscuro, quello tra creature oscure, tra vampiri oppure tra guerrieri e Dei dell’olimpo.

17) Domeniche da Tiffany, James Patterson: Una specie di favola a lieto fine che può anche commuovere. leggibile, ma non così esaltante, però è molto ironico, questo glielo devo a PATTERSON!

18) Colazione da Starbucks, Laura Fitzgerald: Una storia dolce e commovente, ironica e descritta con semplicità e con tatto. Un bel 10 e lode all’autrice. Ci fa capire quanto sia penoso e difficile vivere nei paesi islamici, pur tuttavia amando la propria nazione.

19)Finchè non cala il buio, Charlaine Harris: Vampiri e licantropi quindi. HAMILTON, HARRIS e infine MEYER. Diciamo così: la Hamilton ha preso dalla RICE, poi sono susseguite le altre…Io adoro sempre la HAMILTON se proprio deve piacermene una di queste. Ma la migliore è la KALOGRIDIS: solo lei nei DIARI DI DRACULA è stata attinente alla storia e ha tratteggiato i vampiri per quelle creature schifosamente infernali quali sono!

20) Chissà se stai dormendo, Josie Lloyd−Emlyn Rees: Secondo me è da leggere senza aspettarsi chissà che cosa, forse solamente qualche ora rilassante e piacevole.

21 e 22) Di tenebra e d’amore e Amore e altri sospetti, Sylvia Z. Summers: è un romanzo CORALE, a più voci… nonchè il periodo storico non è delegato a una semplice sfumatura di fondo, ma gli si dà il giusto risalto. Il tutto condito con un po’ di suspence, di intrigo, una sfumatura di giallo che, come scrittrice di thriller, personalmente adoro.

23) Spritz, Laura Rutzickova: Si respira aria di casa, per me che sono di Padova ( gallina al cento per cento), perchè l’ambientazione non fa da semplice sfondo statico alla storia, ma la si vive intensamente ( la compagnia dei veci dell’osteria è divertentissima).

24) Il labirinto delle streghe, Jeanne Kalogridis: In lei scorgo non solo la passione per la storia e i suoi fatti, ma anche l’ardire di andare oltre e ricercare un significato puramente esoterico ai fatti storici, sconfinando nella Conoscenza Assoluta e in ciò che si è sempre considerato magia o leggenda

25) Chissà se sono svegli, Josie Lloyd−Emlyn Rees: Ne succedono di ogni, si ride con loro e con le classiche cavolate di ragazzi quasi trentenni alle prese con la vita, l’amore, l’amicizia. Un affresco quasi surreale, ma che mi ha divertito moltissimo!

26) Amore e ritorno, Emily Giffin: secondo me affronta una tematica che a volte nemmeno noi vogliamo affrontare: guardare in faccia il passato e non avere nessuna recriminazione di ciò che FU!

27) Antologia ‘un sogno dentro un sogno’ volume tre, casa editrice I Sognatori: antologia curata nei dettagli, con racconti che si differenziano per tematiche e anche per linguaggi e stili. Ho preferito il primo volume, devo ammettere che in questo i racconti degli uomini mi hanno entusiasmata di più e ovviamente lascio fuori il mio racconto pubblicato, perché c’è da dire che ogni scarafone è bello a mamma soia!

28) Il simbolo perduto, Dan Brown: essendo molto interessata all’esoterismo e alla simbologia, l’ho apprezzato per quel che è e cioè un thriller ben congeniato e pieno di misteri che il credibile Langdon deve tentare di risolvere.

29) Saint−Marie, Antonio Gestri: Antonio Gestri è stato piuttosto bravo a caratterizzare trama e personaggi in un thriller da clichè americani, ritmi serrati e colpi di scena che non mancano. Purtroppo deve migliorare lo stile, poco pulito, e cercare di farsi editare e correggere prima di pubblicare un romanzo, perché i refusi e gli errori di punteggiatura e anche di grammatica e sintassi, inficiano la buona qualità che il romanzo avrebbe in sè!

30) SOS AMORE, Federica Bosco: Federica Bosco mi stupisce ogni volta che la leggo. Questa volta oltre a farlo per la convincente trama, poco banale e molto poco chick−lit, ma da romanzo vero e proprio, mi ha anche fatto commuovere. Ci si rispecchia nella protagonista, si soffre con lei e per lei e alla fine ci si auspica di poterla veder sorridere di nuovo, dopo i tanti problemi affrontati. Scritto bene, i personaggi sono caratterizzati con le loro debolezze e molto vividi, reali, tangibili, non avulsi dalla realtà che li circonda e che a volte è tipica di un chick−lit ( e che sinceramente a me non piace). È assolutamente da leggere!

Piccola rettifica, i romanzi sono 31,ho dimenticato SHIVER di Maggie Stiefvater: il motivo per cui me ne sono dimenticata, forse ha da vedersi nel fatto che purtroppo, affascinata come sono dai LICANTROPI, o forse meglio dire dai LUPI,  come animali-totem indiani per intenderci, avevo delle aspettative molto alte nei confronti del romanzo, cui avevo letto la trama e mi sembrava piuttosto interessante. Dopodichè ho dovuto ricredermi, non tanto perchè fosse scritto male, benchè sia un classico young-adults con tutti i crismi che il genere sottintende, ma quanto piuttosto dal fatto che mi sembrava di leggere la copia esatta di TWILIGHT, per meglio dire il TWILIGHT dei LUPACCHIOTTI! Mi dispiace più che altro perchè ho riscontrato molta sensibilità nella scrittura della Stiefvater.

THE BEST a pari merito:

IL LABIRINTO DELLE STREGHE e I DIARI DELLA FAMIGLIA DRACULA: Per me la Jeanne Kalogridis è stata una rivelazione. Dato il mio amore smisurato per Marion Zimmer Bradley e che ho precedentemente detto che la Kalogridis nello stile me la ricorda moltissimo, non posso che darle il mio voto più alto di gradimento. Non amo i vampiri, ma nei suoi diari c’è moltissimo di Stoker e non posso che averli apprezzati, anche nella loro inquietante brutalità.

THE WORST:

Quel che mi è piaciuto di meno è DOPO LUNGA E PENOSA MALATTIA di Andrea Vitali, in quanto come ho precedentemente spiegato, non mi ha convinto il suo voler a tutti i costi scrivere un giallo per poi terminarlo a quel modo incomprensibile.

L’OSCAR GOES TO… SOS AMORE di FEDERICA BOSCO, un romanzo maturo, scritto molto bene e capace di far sorridere e far commuovere, con tematiche che rispecchiano la realtà della nostra vita, gioie e dolori che devono essere affrontati con forza e coraggio. Leggetelo, ne vale la pena!

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