E vi domanderete che cavolo c’entri questo titolo con il post. C’entra, c’entra, eccome se c’entra.
Avevo promesso a me stessa che non avrei mai più toccato le mie riflessioni sulla scrittura e l’editoria, ma essendo un’autrice che cerca in maniera onesta e lavorando sodo con la fatica e il sudore e tutto il resto di compiere i passi meno lunghi della gamba e fare tutte le cose per bene per quanto riguarda l’invio dei romanzi a scopo pubblicazione e a case editrici rigorosamente senza contributo, ecco… dicevo che sebbene si tenti queste vie nella completa onestà d’intenti, non è tutto oro quel che luccica, anzi direi che la strada è irta di tantissimi ostacoli.
Lo spunto mi è stato suggerito involontariamente( ribadisco questo punto) leggendo un articolo sulla famigerata editoria a pagamento di Aldo Moscatelli, per altro molto interessante, arguto ed esaustivo come sono sempre gli articoli e i post di Aldo. Vi metto il link al suo blog e così poi potrete scaricare la rivista con l’articolo annesso.
http://casadeisognatori.splinder.com/post/22367749/GOCCE
Aperta parentesi: in questa rivista c’è anche una recensione all’Antologia, Un sogno dentro un sogno vol. 3, e si parla brevemente anche del mio racconto; più che una recensione la trovo una descrizione di quel che l’Antologia offre, per chi volesse leggerla. Chiusa parentesi.
Non voglio affatto parlare di editori a pagamento, per carità vade retro, ne ho le scatole piene, anche perchè ne parlano tutti in tutte le salse e quindi ormai lo sanno anche i muri di che si tratta. Ribadisco che essendo nettamente contraria, sono anche certa purtroppo che continueranno a proliferare, anche se si fa di tutto per poterli ostacolare. Più ne parlano, meglio è, ma nessuno potrà entrare nella testa degli scrittori che vogliono a tutti i costi pubblicare, nè nella testa degli editori che ne approfittano. Da che mondo è mondo le cose potranno cambiare, forse, solo se, come dice bene Aldo nell’articolo, ci fosse una Legge che vieta agli editori di farsi pagare. Ahhhh, aspetta e spera, dico io! Non nutro molte speranze in questo… Però si può e si deve combattere e forse si può farlo magari comprando romanzi delle piccole case editrici serie e senza contributo, no? Ecco questa è cosa da farsi. Ma anche qui diciamoci la verità, ci sono tante parole e pochi fatti. Nel mio piccolo ho comprato abbastanza romanzi di autori esordienti. Fino a ora però devo dire che non sono rimasta entusiasta di quel che ho letto a parte il romanzo di Aldo Moscatelli, Hitler era innocente( e a dire il vero, un po’ mi manca l’Aldo scrittore). Purtroppo sono tanto esigente, quando si tratta di scrittori agli esordi.
Lo sono perchè lo sono con me stessa innanzitutto e quindi quando trovo certe sbavature nella lettura, dal momento in cui esistono siti e forum che predicano che tali cose non devono essere fatte e poi vedo che invece si fanno, ma sembra che questo non pregiudichi la pubblicazione ecco… mi domando: ma una come me che si fa la testa come un pallone per revisionare un romanzo evitando tutte le imperfezioni e ci mette anni anche solo per scrivere qualcosa di decente( almeno per la sottoscritta) e con tutto quello che legge in giro, toglie tutti gli avverbi in-mente, lasciandone solo due al massimo tre per pagina, tiene la punteggiatura perfetta, dialoghi con lineetta lunga, virgole dove devono starci etc. e soprattutto toglie tutte le d-eufoniche per le quali dicono che gli editori se ne vedono, manco ti considerano, e poi leggendo romanzi di autori esordienti, anche pubblicati con case editrici senza contributo, mi trovo errori su errori, ripetizioni a iosa, virgole messe a casaccio, avverbi in mente anche dieci per pagina e tutto questo compromettendo pure il contenuto… secondo voi, io COME DIAVOLO DOVREI CONSIDERARE TUTTO QUESTO?
Mi hanno fatto na testa tanta dicendomi che lo stile poco pulito compromette l’intera stesura del romanzo. Me lo hanno detto persone del campo, non i soliti amici e parenti vari, che manco mi leggono eh? Quindi non dico balle. Io sono super critica con me stessa, nel mio lavoro, nei miei romanzi, tendo a essere una perfezionista e a volte m’incavolo pure se trovo un accento messo nel posto sbagliato. La cura che dedico a ciò che faccio, non la scorgo però in altri autori che vengono pubblicati ugualmente. Quindi, dove sta la verità, signore e signori? Sia chiaro che io parlo di pulizia di stile, non di contenuti etc…
Ecco che vengo al succo del discorso. Tralasciando i romanzi pubblicati da case editrici a pagamento che manco leggo, io ho trovato che pure alcune case editrici senza contributo non badano tanto alla pulizia del testo. Per uno scrittore tentare la via delle case editrici senza contributo perciò è sempre un terno al lotto. Non si è sicuri dell’editing che ti fanno, nè della pubblicità al romanzo che ti fanno, si è sempre sul chi va là.
Per altro volete sapere un’altra cosa? La mia enorme titubanza nell’inviare il mio thriller, con tutto che ho speso un occhio della testa per inviare il cartaceo, è stata proprio quella che non si è certi se si viene letti oppure no. Il dubbio mi è sorto con una piccola, la Leone, che a nemmeno un mese dall’invio, dopo che avevo letto che ci volevano ben otto mesi di attesa, mi invia una mail di rifiuto, la solita trafila del’ non rientra nella nostra linea editoriale’ quando sinceramente parlando io ho inviato un thriller a una casa editrice che pubblica thriller non salami! Quindi mi domando: l’avete LETTO DAVVERO? Se mi aveste scritto che vi fa schifo, lo avrei gradito di più. Sì lo so, penserete che non si è mai contenti, ma se io sono chiara e lampante, perchè non lo devono essere pure loro? Ognuno tira l’acqua al suo mulino, ebbene la voglio tirare anche io al mio. Il dubbio mi sorge perchè quando ti scrivono non mettono il titolo dell’opera e allora mi veniva da rispondere: scusatemi, ma sapete di quale opera si tratta? Oppure come la MORGANTI mi vengono a scrivere che la mia opera pur interessante, non rientra nei loro parametri. E anche qui, che cacchio, mi dite di inviarvi un thriller e ve lo invio, non alla sezione salami, ma alla sezione thriller. Solo che ti danno il contentino, al chè non me ne posso fare un bel picchio se è interessante, e allora se lo è perchè non me lo pubblicate, scusa??? I miei dubbi amletici non credo verrano mai risolti, siore e siori. La mia incazzatura non sta nei rifiuti, sinceramente che venga rifiutata non mi preclude altri invii ad altre case editrici, ma qui si parla di serietà. Io sono seria, non scrivo mai mail del tipo: vi ho mandato un capolavoro, e guardate che se non me lo pubblicate, peggio per voi! Io sono seria ed esigo serietà.
Eh lo so che mi tirerò dietro le antipatie degli editori, ma chissenefrega, non ho quasi mai sentito in giro che si parli di quel che per davvero capita anche se si è pubblicati da editori piccoli e senza contributo e che diamine( nel WD se ne parla). Non tutto è rose e fiori, non tutto lo è…
Io esigo molto poco e cioè che mi si legga, il lavoro degli editori altrimenti quale sarebbe, quello di leggere le SINOSSI? Se ci sono case editrici che rispondono ai rifiuti, beh che siano motivati. Che cavoli, fateli prestampati, ma fateli, no? Abbiamo letto tutto il suo romanzo e ci dispiace, ma a noi non piace. BENE, BENISSIMO, ok! Mi sta bene. Altrimenti fate come tante altre che ti dicono, se dopo quattro mesi non avete alcuna risposta vuol dire che è stato rifiutato, almeno loro t’informano prima. Un rifiuto è un rifiuto, su questo non si discute, ma sinceramente parlando, pensate anche a quel povero Cristo che si vede arrivare na mail simile, senza scrivergli come cacchio si chiama, nè il romanzo che ha inviato che però è stato rifiutato! Alzi la mano chi pensa sia stato preso per il didietro?
Ora calma, calma, non faccio di tutta l’erba un fascio, so che ce ne sono di piccole, oneste e anche in gamba, in gambissima e che diamine altrimenti mi sarei già ritirata nel mio eremo a vita privata! Però scusatemi eh… ma c’è anche chi prende paura delle lunghezze, o chi non le considera, costi e non costi. Beh sapete che vi dico? Io che scrivo non mi faccio venire le ansie se mi dilungo con la storia, però poi mi vengono perchè mi domando: a chi cazzo( scusate l’intercalare) invio questo romanzo lungo 350 pagine? Ma pensate che i romanzi lunghi siano tutti delle cavolate? Capisco dei costi di stampa, e figuriamoci, però almeno leggeteli prima di scartarli, leggeteliiiiii, perchè ci può sempre essere quell’opera davvero buona che merita di essere pubblicata, porco mondo!
Se io fossi editore non guarderei nè il genere, nè la lunghezza, ma la qualità dello scritto, l’originalità e ovviamente la commerciabilità.
In definitiva, siamo anche noi poveri scrittori che ci barcameniamo a destra e a manca con la speranza di trovare un porto dove attraccare, beh la maggior parte delle volte, ci troviamo in braghe di tela, per così dire… E purtroppo questo non lo penso solo io… ma nel sottobosco degli scrittori, il malcontento viene celato per timore di dire la propria anche quando non tutto va come si vorrebbe!
Posso dire AMEN? AMEN!!
PS: la foto non è stata presa a caso!!
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