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Letture di quest’Estate, parte prima: Jeanne Kalogridis ( e i suoi tre romanzi storici).

TRATTASI DI POST LUNGO, ma scorrevole!

Questa Estate ho letto romanzi molto interessanti, di generi diversi, dallo storico, al chick-lit, al noir, all’urban fantasy ( genere che sopporto poco, ogni volta spero sempre di leggere qualcosa di veramente interessante, magari tradita da una quarta di copertina e invece…). Tutti rigorosamente tascabili e anche scontati, eh sì, perchè i fondi si stanno prosciugando e aprire un mutuo potrebbe compromettere il mio matrimonio.

Il fatto è che quando entro in libreria sono rapita, letteralmente. Cammino con lentezza e osservo con attenzione ogni libro e la sua copertina, lo sfioro con la mano, lo apro, a volte mi basta leggere le prime righe per capire se il romanzo è interessante oppure no. Dipende dalla scrittura dell’autore. Se è ridondante e prolissa, lo scarto in primis, se è invece scorrevole e ha mordente, ne studio bene la trama dalla quarta di copertina e poi cerco di ricordarmi l’autore e il titolo per informarmi su di lui via internet, prima di comprare. Principalmente vado negli scaffali dei romanzi di varia e le novità,  le CE che mi piacciono di più ( Piemme in cima alla lista delle preferite, poi le medio-piccole) poi un’occhiata ai rosa e i chick-lit ( la mia passione, che posso fare? Mi piace anche svagarmi e sorridere), infine i thriller di stampo esoterico, i saggi esoterici, poi cerco qualcosa dei miei autori preferiti… Starei lì per ore, conosco tutte le librerie dei centri commerciali di Padova, e anche del centro di Padova, ma la mia preferita è la LOVAT, perchè trovo anche quelli degli autori esordienti e di case editrici medio-piccole( e quando dico tutte, dico tutte, o per lo meno quelle che distribuiscono anche nelle librerie) e mi fanno su ogni libro il 15% di sconto. Una manna per una come me. Mio marito, invece, ogni volta che mi vede entrare, gli si rizzano i capelli in testa e mi ricorda tutti quelli che non ho ancora letto. La mia risposta è sempre la stessa: ” i libri sono l’unica cosa che non scade!” E’ anche vero che è da tempo che non ne compro più, proprio perchè ne ho parecchi ancora da leggere, altrimenti diventa una specie di circolo vizioso che non finirà mai.

Ma veniamo alle letture. Inizio con i tre romanzi storici della mia autrice preferita, Jeanne Kalogridis. Ho letto tutti i suoi romanzi pubblicati in Italia e ammetto che è solo una garanzia. Da quando ha smesso i panni della scrittrice urban fantasy e calzato quelli della scrittrice di romanzi storici, il risultato non è cambiato. La sua scrittura è semplice, scorrevole, intensa, emozionante. L’ho adorata negli horror su Dracula, l’ho amata nel paranormal-mystery de IL LABIRINTO DELLE STREGHE, ancor di più in questi romanzi storici definiti mystery, perchè la ricostruzione storica è intervallata dalla personale e a tratti fantasiosa seppur documentata descrizione delle protagoniste, marchiate dalla storia come personaggi negativi. La Kalogridis, amante del periodo del ’500 e ’600 e dei personaggi della corte dei Medici, ripropone una visione più femminile e intensa di queste figure, vissute in periodi politicamente difficili. Il risultato è un ritratto di personaggi forti, audaci, estremamente intelligenti, e poco remissivi, condizionati dall’amore per la propria famiglia, e in nome di questo amore disposte a sacrificare anche se stesse e a fare qualsiasi cosa per proteggere i propri cari, anche uccidere. Ecco che personaggi come Lucrezia Borgia o Isabella D’Aragona, o Caterina De medici, Regina di Francia, vengono restituite al mondo moderno senza l’onta che per secoli le ha marchiate di malvagità o peggio ancora, di stregoneria. Per altro, come ho notato ne IL LABIRINTO DELLE STREGHE, la profonda conoscenza delle arti occulte dell’autrice me la fa stimare ancor di più. Non si limita a dire cose a caso, ogni argomento di astrologia o di arti occulte, che siano esse magia bianca o nera, non è inventato. Anche per questo ammiro profondamente l’autrice, e a volte mi sembra di rivedere in lei lo stile e il mordente della compianta Marion Zimmer Bradley. E’, secondo me, la sua erede.

L’ENIGMA DELLA GIOCONDA

Da secoli un mistero avvolge il dipinto più famoso di Leonardo da Vinci: cosa – e chi? – si cela dietro l’enigmatico sorriso di Monna Lisa dei Gherardini? Intorno al ritratto vi è una ragnatela di segreti, di omicidi e di oscure passioni che risalgono al 1478, il giorno in cui Firenze fu sconvolta dalla Congiura dei Pazzi. La giovane Madonna Lisa, bellissima figlia di un mercante di lana legato ai potenti della città, è tormentata dal ricordo della morte della madre, Lucrezia, e dai sanguinosi fatti che seguirono quel giorno di sangue di cui nessuno vuol parlare. In uno scenario che lentamente si delinea in tutta la sua complessa oscurità, Lisa è protagonista degli intrighi politici di Firenze. Una fitta trama in cui emerge la figura di Leonardo: amico, artista, ma anche spia e uomo d’azione. Sarà lui ad accompagnare Lisa alla ricerca della verità, per quanto orribile e sconvolgente possa essere. Un segreto catturato sulla tela che rimane ancora oggi una delle meraviglie dell’umanità. Prima edizione del 2007 pubblicata da Longanesi.

Dapprincipio, la mia enorme curiosità era indirizzata al grande Leonardo Da Vinci, e a quel piccolo e a mio parere non così speciale quadro che è esposto al Louvre. Ma come mai un quadro simile ha suscitato così grande interesse? Lasciando da parte Dan Brown e le sue fantasiose assertazioni, sinceramente quando l’ho visto dal vivo, ne sono rimasta solamente delusa. Troppo piccolo, faticavo a vederlo dietro quella enorme teca dai vetri così spessi e la marea di persone assiepate a contemplarlo. Quando ritornerò nella mia amata Parigi, ad Aprile dell’anno prossimo, lo guarderò per la terza volta, chissà che non cambi idea. A me piace molto Leonardo, sia chiaro, ma non sono stata rapita dal sorriso enigmatico della Gioconda. Invece, la Kalogridis incentra tutto il romanzo proprio su quella dama che sorride in maniera non enigmatica, ma secondo l’autrice quasi derisoria, perchè nasconde un segreto che nessuno mai saprà. La storia è avvincente, senza intoppi, così intrigante che l’ho letto in pochi giorni. La scrittura mi rapisce, mi conduce a mano lì insieme con personaggi illustri, tra cupi momenti in cui la corte dei Medici e il loro dominio comincia a tentennare. Non ho mai studiato a fondo quel periodo, avevo solo un esile ricordo scolastico, ma la vivida rivisitazione storica che la Kalogridis tratteggia, mi ha davvero incuriosito e affascinato. Non vi dico di più, vale la pena leggerlo. La figura femminile di Monna Lisa vi farà innamorare. Forse il finale, comprensivo di un happy end a tinte rosa ( ma ci sta benissimo), è un tantino esagerato, ma… è un romanzo, non dimentichiamolo mai. L’autore ha tutto il diritto di andare fuori dal seminato e dare una propria visione di quel che la storia non ci ha svelato, forse volutamente. E forse, le dicerie sul fatto che tanti vedano un autoritratto di Leonardo, ha qualcosa a che fare con il romanzo!

ALLA CORTE DEI BORGIA

1492, Sancia d’Aragona, figlia del re Alfonso II di Napoli, viene data in sposa a Goffredo Borgia, l’ultimogenito del pontefice Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, uomo potente e corrotto che sogna di dominare l’Italia. Un matrimonio combinato che ha come scopo proteggere Napoli dalle ambizioni di Luigi di Francia, ottenere l’alleanza con la Spagna e ampliare il potere del Papa. A Roma Sancia si trova circondata dalla grandezza della Città Eterna, ma anche avviluppata in una stretta trama di intrighi. La temibile Lucrezia sarà sua alleata o nemica? E Cesare Borgia diventerà un amante appassionato o il suo peggior nemico? Sulle orme della storia, Sancia s’addentra in un difficile cammino scoprendo doti che non sospettava di avere. E per sopravvivere, dovrà diventare più spietata dei suoi avversari.

Per quanto siano tutti e tre molto belli, questo è di gran lunga il mio preferito. Sarà che la storia della famiglia Borgia è così oscura che affascina, seppur sia convinta che la storia non sempre riveli ogni particolare, e sveli ogni verità. Per essere certi dell’attendibilità degli avvenimenti storici come sono descritti, avremmo dovuto vivere in quel periodo come testimoni oculari e quantunque lo fossimo stati, chi ci dice che non siamo condizionati da un sentimento o emozione che il personaggio ci suscita? Se magari quel personaggio non c’ispira fiducia, avrò una predisposizione più negativa nei suoi riguardi, così crederò alle dicerie senza attenermi alla realtà dei fatti, nè renderla oggettiva, perchè non sono più obiettiva. Sono opinioni diverse a seconda di quel che il personaggio suscita nell’individuo( dopotutto, siamo umani, no?). Insomma, io la penso così. Non credo che la storia ci abbia sempre svelato gli accadimenti nella sua totale effettiva realtà. Personaggi femminili che per le fonti storiche sono apparsi piuttosto negativi ( si dice che Lucrezia fosse esperta di veleni e che avesse avvelenato parecchi amanti…), diventano invece ‘umani’, protagonisti travolti dagli eventi, influenzati dalle circostanze, mossi da ragioni politiche, da intrighi e tradimenti, che per amore della famiglia sono in grado di fare qualsiasi cosa, anche la più turpe… Non penso che Lucrezia Borgia o Isabella D’Aragona siano state così negative come ho letto su wikipedia( su Isabella ho letto che era una donna di facili costumi). La Kalogridis restituisce a queste figure femminili la dignità e l’umanità. Un romanzo intrigante, che delinea il periodo in cui il potere temporale era per la Chiesa ben più importante della formazione spirituale dei fedeli. Il potere di conquista superava quello della fede. Alessandro Borgia non era di certo un santo… nemmeno Cesare Borgia, se è per questo. La nota a fine romanzo dell’autrice rivela quanto cerchi di essere fedele alla storia, senza però condividerne alcuni passaggi, e il risultato è assolutamente eccellente!

LA REGINA MALEDETTA

Caterina de’ Medici è una delle regine più calunniate della storia. Nel suo ultimo romanzo Jeanne Kalogridis racconta la storia di una ragazza dolce, destinata a diventare una pedina nei machiavellici giochi di corte. Figlia della famiglia più potente di Firenze, Caterina rimane orfana in tenera età e a quattordici anni viene data in sposa a Enrico Il di Francia. Ma la vita alla corte di Francia si rivela molto difficile per la giovane regina. Oscurata dall’amante del marito, la splendida Diana di Poitiers, Caterina fa ricorso alle arti oscure della stregoneria per riconquistare l’amore di Enrico e riuscire ad avere quei figli che sembrano non voler arrivare. Su uno sfondo storico perfettamente ricostruito, Jeanne Kalogridis ci regala l’avvincente ritratto di una donna forte e desiderosa di felicità.

Finito da poco. Eccezionale romanzo costruito storicamente nei minimi dettagli. Che dire se non che è stupendo? In più, adoro la Francia e Parigi. Caterina De medici è un personaggio a tutto tondo, ricostruito alla perfezione, con tutte le fragilità, le debolezze che contraddistinguono una donna che diventa delfina in un paese straniero, dove non conosce nessuno e nessuno la vuole. Una donna forte che per un dono che possiede fin da piccola, quello della preveggenza, deve combattere contro il destino stesso che purtroppo, svelerà le carte senza poterle cambiare. La verità fin dall’inizio le sarà chiara, ma non vorrà assolutamente che l’amore possa essere sconfitto, e farà qualsiasi cosa, anche la più turpe pur di salvarlo. A chi piacciono i romanzi storici,  con un pizzico di elemento soprannaturale, lo consiglio caldamente. Ottime le ricostruzioni dei banchetti nuziali. Giuro, mi sembrava di essere lì con loro. Ho già detto che amo quest’autrice?

DIMENTICAVO: la traduzione è ottima, non ci sono refusi, nè sbavature, un plauso alla traduttrice. Contando sul fatto che una traduzione fatta bene, non deve essere letterale, credo che lo stile della Kalogridis lo rispecchi. Ma chi ha detto che per scrivere un romanzo storico si debba per forza utilizzare un linguaggio aulico, forzato e obsoleto? Questi romanzi sono meravigliosi e la scrittura è elegante, senza essere prolissa, nè ridondante, nè piena di parole auliche che appesantiscono la storia. Insomma, ricordiamoci di essere nel duemila, questi romanzi ne sono un esempio lampante!

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Non facciamo DISINFORMAZIONE

COPIO E INCOLLO il post preso dal blog Pensieri in una goccia d’inchiostro della mia amica e collega scrittrice SONIA CAPORALI a proposito della disinformazione sugli EAP. Ne ho piene le tasche di chi continua a disinformare, se volete pagare fatelo pure, ma poi non andate in giro a dire che gli EAP sono cosa e buona e giusta per gli scrittori perchè c’è sempre qualche povero allocco che ci casca. Siate realisti e dite la verità, e cioè che purtroppo uno paga solo per vanagloria, senza voler migliorare, nel caso in cui nessuna CE free lo pubblichi… Meditate gente meditate! ( Io purtroppo ho pagato solo l’agente letterario il quale mi ha indirizzato a una CE a pagamento, se l’avessi saputo avrei lasciato perdere, pur non pagando l’editore. L’agente sapeva che non volevo pagare una CE e pur sapendolo, mi ha fatto questo scherzetto. )

IL LINK DEL POST di Sonia:

http://www.soniacaporali.com/2010/08/basta-con-la-disinformazione.html

IL LINK DEL POST SUL BLOG DEL WRITER’S DREAM da cui è nato il post di Sonia:

http://www.writersdream.org/blog/2010/08/gli-editori-a-pagamento-non-esistono/#more-883

Non facciamo disinformazione!

Non è vero che “Se vuoi pubblicare devi per forza pagare”. NON È VERO!

Se il manoscritto vale davvero, verrà pubblicato… tutto a spese dell’editore. Sì, perché gli editori sono degli imprenditori e, come tali, si assumono il cosiddetto rischio d’impresa.

NON è l’autore a doverlo fare.

NON è l’autore che deve acquistare le copie del suo romanzo.

NON è l’autore che deve fare il venditore porta a porta per vendere qualche decina di copie del suo libro.

NON è l’autore che deve sobbarcarsi le spese di editing e correzione bozze.

NON è l’autore a pagare l’editore per vedere il suo libro pubblicato, ma casomai sarà il contrario. L’editore (datore di lavoro) pagherà l’autore (dipendente) per il lavoro che ha svolto (il romanzo).

È solo e soltanto l’editore a investire nel proprio autore.

Troppo facile pubblicare a pagamento (e ve lo dice una che anni fa, per colpa della propria ingenuità, ha vissuto quell’esperienza sulla propria pelle. Da quel giorno, proprio per quello, evita l’EAP come la peste e si batte affinché gli altri non facciano il suo stesso errore). Spedite il vostro manoscritto agli editori free, grandi, piccoli e medi (ce ne sono 130 QUI), e aspettate. Se il romanzo vale davvero verrà pubblicato, altrimenti mettetevi l’anima in pace e correggetelo di nuovo. Poi ritenterete.

Ma per favore, non mandate in giro la voce (gran cazzata) che si può pubblicare solo a pagamento. Ripeto: NON è vero!!!

Sono pochissime le case editrici a pagamento serie, che fanno una severa cernita del materiale che arriva in redazione. Il 95%, al contrario, pubblica di tutto, non fa selezione, non fa editing, non fa correzione bozze. Risultato? Si hanno tra le mani dei libri che sono uno scandalo, delle ciofeche.

Perciò, ponderate bene: pubblicare gratuitamente si può!

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Cogito

Un argomento a caso… SCRITTURA? Ma sì, va, che tanto di scrittura non ne parla mai nessuno.
Un post semiserio, che deriva da alcune riflessioni che mi sopraggiungono quando circumnavigo i blog di scrittori e lettori-recensori o forum sulla scrittura, oppure semplicemente alcuni commenti che leggo qui e là a caso dal caro Facebook.
Beh, se ne leggono di ogni, e a volte mi sorprendo delle diversità di opinioni, dei consigli profusi con decisa cognizione di causa( forse troppa?), di chi con presunzione poco velata pensi che una critica negativa, ma costruttiva, non debba in alcun modo scalfire la forte convinzione di essere bravi( quindi in definitiva chi la pensa in modo diverso è ignorato e basta, senza alcuna pietà, tanto chi si sente bravo, non progredisce), di chi invece soccombe di fronte alle avversità che la scrittura comporta, in ogni senso, così decide di lasciar perdere e abbandona il proprio sogno, che principalmente è una passione, chi è così intelligente da farsi incensare solamente da coloro ai quali sa di piacere… potrei andare avanti all’infinito.
Il discorso è che a mio onesto parere la scrittura è davvero un COLOSSO, una specie di MOSTRO, un’IDRA, che rischia di divorarci con le sue molteplici teste di serpente( quei tentacoli rappresentano le avversità che incontriamo nel nostro cammino), e solo noi dobbiamo trovare la strada per ammansirlo, non per annientarlo. Dobbiamo avere il controllo della situazione, senza lasciarci prendere dal panico, nè avere troppa convinzione, perchè altrimenti sarà difficile poter migliorare. Una via di mezzo, insomma.
Dal canto mio, credo che una buona dose di umiltà, ma non di sottomissione, sia fondamentale. E poi bisogna amare quel che si fa, bisogna essere tenaci e continuare per la strada che si vuole intraprendere, senza lasciarci abbattere di fronte a chichessia, qualsiasi situazione ci capiti.
Per poter essere sicuri di scrivere qualcosa di decente, io propongo sempre di farsi leggere dai professionisti ( far valutare il proprio romanzo da addetti ai lavori senza spendere troppo, al giorno d’oggi si può fare, l’ho scritto anche io fino alla nausea, guardate sotto), non dagli scrittori a meno che non siano seri, ben intenzionati, disinteressati, e non mossi da invidie varie e insulse ( credetemi,  ci sono pure questi). La maggior parte degli scrittori pensa di essere convinto di scrivere bene, oppure di essere meglio di altri, solo perchè ha padronanza di linguaggio, che già è un punto a favore, ma non è abbastanza. Io mi sono sempre messa in gioco, non ho mai ritenuto la mia scrittura perfetta, cavoli se lo fosse avrei già pubblicato un altro romanzo a quest’ora, anche se è sempre questione di tempo e pazienza, che a volte non ho. Mi sono sempre messa a disposizione di chi voleva leggermi, a volte mi è andata bene, altre male ( alcuni dapprima entusiasti, poi si dileguano per motivi oscuri e a questo punto non mi ci vuole fare due più due, fortuna che ci arrivo da me!). Per contro, mi sono sempre messa in discussione, perchè ricordiamoci che, anche se uno ha pubblicato, ha sempre il dovere di migliorarsi, non è mai perfetto, nessuno lo è, ahimè. Ho fatto tesoro di parecchie esperienze e le ho trasmesse a chi mi domandava aiuto, gioendo della progressiva crescita di costoro, e anche dei passi da gigante compiuti ( aiutare gli altri mi ha dato molte soddisfazioni, sono esigente e severissima, ma poi i risultati si ottengono sempre).
Nei mesi scorsi è capitato pure a me un periodo davvero brutto, ero triste e abbattuta, poi ho capito che si trattava dei miei ormoni ballerini… scherzi a parte, il panorama che si profila per noi scrittori è deludente assai, ci sono poche probabilità di essere per lo meno pubblicati ( uno su mille ce la fa), poche probabilità, una volta pubblicati, di essere letti ( e magari poi ci si scontra con le critiche, ma insomma ben vengano, no?)… Il cane che si morde la coda!
Avevo deciso di fermarmi, per capire se fosse davvero questa la mia strada, ma non posso andare contro natura ( il mio primo racconto, un horror, lo scrissi a dieci anni), perchè dopotutto per me… scrivere è riflettere me stessa nello specchio dei pensieri.
IO AMO SCRIVERE, credo che alla fine sia questo ciò che conta. Personalmente devo imparare a fregarmene di certa gente, quelli che ti sorridono davanti e dietro sparlano, di seguire il mio intuito, che non sbaglia quasi mai, e di credere solo in me stessa.
Beh, dai, concedetemi, un bell’AMEN anche questa volta! E colgo l’occasione da brava bloggerrr, di ringraziare i numerosi visitatori, il blog cresce sempre più, lo so che non gliene frega nulla a nessuno, ma a me fa piacere. E se ho cancellato parecchi commenti, è solo perchè ritengo doveroso che chi scrive, sia pertinente con il post che commenta ed educato con la padrona di casa, perchè questa fino a prova contraria è CASA MIA! Io non sono un critico, non sono una leccaculo ( passatemi il termine), nè vado da un blog all’altro facendomi figa pur di avere qualche commento, nè mi pregio di essere la migliore… Nè sono falsa in ciò che scrivo! Sono solo coerente e per fortuna chi mi conosce bene, lo sa!
Se volete far valutare il Vs manoscritto, rivolgetevi a uno dei seguenti link, andrete sul sicuro:

ASSOCIAZIONE STUDIO 83:

http://www.studio83.info/index.html

CASA EDITRICE I SOGNATORI, servizio di consulenza:

http://www.casadeisognatori.com/2servizioconsulenza.htm

AGENZIA TORRE DI CARTA, degli amministratori del WRITER’S DREAM:

http://torredicarta.net/

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Questione di… refusi!

Cari lettori, mi dispiace molto non aggiornare la mia CASA così spesso, ma purtroppo sento l’Estate, il caldo, l’afa ed essendo negli anta, la stanchezza, la pressione bassa e le… caldane la fanno da padrone, non contando che ultimamente mi concedo molte giornate di riposo e, se posso, me ne vado al mare! Non mi dilungherò nei miei soliti post panegirici, ma sarò piuttosto breve e poco pesante, lo giuro!

Scrittevolmente parlando, sono in un periodo piuttosto fervido e pieno di importanti decisioni. Ho deciso su che genere vertere, ho deciso che forse dovrei avere maggiore fiducia in me stessa e dare ai miei scritti più opportunità. Battere il chiodo finchè è caldo, insomma. Basta con il pessimismo! Ora a Settembre invierò un altro romanzo, genere chick-lit, al quale tengo particolarmente e che alle mie fidi lettrici stroncagambe è piaciuto molto. Sembra facile scrivere un romanzo ironico e leggero, ma credetemi, non lo è. Si rischia sempre di cadere nel banale e risaputo, ebbene… a quanto pare mi dicono che ho un enorme potere: quello di tenere desta l’attenzione del lettore fino alla fine e di non stancarlo mai. Wow! Devo crederci se me lo dicono in tanti e manco li ho pagati, a dire il vero a me non mi ha regalato mai niente e nessuno e mi sono sempre sudata tutto!

In questi giorni la lettura mi consente di sopportare meglio la calura infernale e di estraniarmi. Eh, sì, appunto, solo che c’è un però e un ma…

I REFUSI, maledetti bastardi!

La cosa è assai grave a mio parere e forse perchè io sono piuttosto esigente, sia con la mia scrittura ( decine di riletture, di stesure, leggo e rileggo fino all’esaurimento, fino a quando la storia non mi esce dalle orecchie e ancora non sono contenta…), che maggiormente nella lettura. Ho letto nel mondo dei bloggers che tanti si lamentano dei romanzi delle piccole CE ( parlo sempre delle non a pagamento, sia chiaro) e del fatto che di alcune l’editing è fatto coi piedi e le imperfezioni del testo e i refusi abbondano. Ma nessuno parla delle grandi CE, dei refusi che trattandosi di una grande, dovrebbero non essere la norma, ma solo un piccolo incidente di percorso. Ultimamente certi refusi abnormi, mi danno così fastidio, che tendo a evitare di comprare altro della suddetta CE, a meno che non sia un autore al quale tengo particolarmente.

La peggiore in assoluto è la Newton and Compton: il secondo di Keri Arthur ho dovuto abbandonarlo proprio per colpa di refusi a ogni pagina. Trattasi di frasi mozze, o di aggiunte che ci stanno come i cavoli a merenda, di refusi soliti, come le d-eufoniche che personalmente odio, addirittura errori di battitura, quasi ingenui… dico, ma gli editor in quel romanzo si stavano facendo una vacanza alle Maldive? Ma scherziamo? Come posso dire che un romanzo è godibile quando in OGNI PAGINA c’è più di un maledetto refuso? Mi fa capire quanto seriamente lavorino anche le grande CE. Io certe cose le guardo moltissimo, da lettrice onnivora e carnivora, se noto refusi simili, non compro più una cispa della suddetta CE, me ne guardo molto, ma molto bene! Non dico che ci sono in tutti certi refusi bislacchi, ad esempio LA PAPESSA era perfetto, ma poi andando a vedere mi sono accorta che è stato edito PIEMME e poi N&C ha curato ( si fa per dire) il tascabile. E te credo che non c’erano refusi, allora!

Ultimamente ho letto il piacevolissimo LE AVVENTURE DI UNA KITTY ADDICTED di Eliselle, edito da Zorro e anche lì… insomma, vogliamo capire che se stesso NON VA ACCENTATO? Il sè, se è seguito da stesso NON VA ACCENTATO, è un errore grossolano, intollerabile.( ERRATA CORRIGE: mi scuso con i lettori, ma l’editore Aldo Moscatelli de I Sognatori mi ha tirato le orecchie, in senso buono e ringrazio moltissimo, avvisandomi del mio errore su se stesso, il quale in realtà può andare anche accentato. Dall’Accademia della Crusca si evince che:“è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa “irrilevanza” specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini”.! Quindi, in definitiva, va bene in entrambi i casi. Ora farò MEA CULPA, mi fustigherò col cilicio, dopodichè credo mi scaverò pure la fossa!) Ho trovato lo stesso errore anche in AMABILI RESTI della E/O! Ho trovato anche alcune inesattezze a livello grafico, del tipo: in un discorso diretto l’urlato non va con le maiuscole, ma con il corsivo. Sono accorgimenti che rendono il testo anche gradevole a livello ottico e non solo a livello tematico.

Per ora quella che non mi ha mai deluso, è stata la PIEMME, che siano cartonati oppure tascabili. Di tutti i romanzi letti non ho mai trovato refusi, sono sempre ben curati e ben tradotti e questo la dice lunga su questa CE, che trovo davvero ammirevole. Anche la Longanesi è perfetta, i romanzi della Kalogridis sono stati tradotti egregiamente e senza un refuso, nemmeno uno, eh? Manco con la lente d’ingrandimento lo trovi!

Badate bene, non parlo di libri brutti, ma di romanzi scritti con massima cura nei dettagli. Non ditemi che non si guardano certe cose, se si fanno certi ragionamenti non si ha rispetto nè per il lavoro dell’autore stesso che spera di trovare dei bravi traduttori ed editor e si affida a loro, e tantomeno nei confronti del lettore, che non è stupido!

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Hai scritto un manoscritto? INVIACELO!

incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt

Non posso che linkare questo video-parodia, delle ragazze dell’Associazione culturale Studio 83, che stimo moltissimo perchè primo mi hanno aiutato molto con la valutazione del mio thriller, secondo perchè sanno fare bene il loro lavoro e sono delle professioniste nel campo.

E qui la fanno bene in barba a quell’obbrobrio di spot televisivo (per altro, trovo ottima l’interpretazione del gesto di gettare il libro, assolutamente geniale e rispecchia in toto il messaggio dello spot dell’albatros, oltre a quell’inviacèlo ahahahaah) che ultimamente minaccia di farmi venire un alzamento di pressione per incazzamento, ogni volta che lo trasmettono, e sono tante le volte, perchè non fanno altro che alimentare le speranze di ignari scrittori che credono che quel che la signora dice, sia la sacrosanta verità! Per piacereeeee, quella è una spudorata campagna per gli EAP, non è illegale che si facciano certe cose, ma non si può assolutamente dire certe baggianate con quel sorriso plastificato in faccia e farla sempre franca( perchè dopo sono gli scrittori ignari che ci vanno di mezzo, mentre per quelli che sanno già tutto e continuano a farsi spillare soldi per pubblicare, dico accomodatevi, cazzi vostri!). Guardatevi l’esilarante e geniale video-parodia che ho linkato e così capirete il vero messaggio di quello che trasmettono in televisione: ed è in atto una democratizzazione culturale?… seeeee, e io c’ho scritto Jocondor in fronte!!!

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