TRATTASI DI POST LUNGO, ma scorrevole!
Questa Estate ho letto romanzi molto interessanti, di generi diversi, dallo storico, al chick-lit, al noir, all’urban fantasy ( genere che sopporto poco, ogni volta spero sempre di leggere qualcosa di veramente interessante, magari tradita da una quarta di copertina e invece…). Tutti rigorosamente tascabili e anche scontati, eh sì, perchè i fondi si stanno prosciugando e aprire un mutuo potrebbe compromettere il mio matrimonio.
Il fatto è che quando entro in libreria sono rapita, letteralmente. Cammino con lentezza e osservo con attenzione ogni libro e la sua copertina, lo sfioro con la mano, lo apro, a volte mi basta leggere le prime righe per capire se il romanzo è interessante oppure no. Dipende dalla scrittura dell’autore. Se è ridondante e prolissa, lo scarto in primis, se è invece scorrevole e ha mordente, ne studio bene la trama dalla quarta di copertina e poi cerco di ricordarmi l’autore e il titolo per informarmi su di lui via internet, prima di comprare. Principalmente vado negli scaffali dei romanzi di varia e le novità, le CE che mi piacciono di più ( Piemme in cima alla lista delle preferite, poi le medio-piccole) poi un’occhiata ai rosa e i chick-lit ( la mia passione, che posso fare? Mi piace anche svagarmi e sorridere), infine i thriller di stampo esoterico, i saggi esoterici, poi cerco qualcosa dei miei autori preferiti… Starei lì per ore, conosco tutte le librerie dei centri commerciali di Padova, e anche del centro di Padova, ma la mia preferita è la LOVAT, perchè trovo anche quelli degli autori esordienti e di case editrici medio-piccole( e quando dico tutte, dico tutte, o per lo meno quelle che distribuiscono anche nelle librerie) e mi fanno su ogni libro il 15% di sconto. Una manna per una come me. Mio marito, invece, ogni volta che mi vede entrare, gli si rizzano i capelli in testa e mi ricorda tutti quelli che non ho ancora letto. La mia risposta è sempre la stessa: ” i libri sono l’unica cosa che non scade!” E’ anche vero che è da tempo che non ne compro più, proprio perchè ne ho parecchi ancora da leggere, altrimenti diventa una specie di circolo vizioso che non finirà mai.
Ma veniamo alle letture. Inizio con i tre romanzi storici della mia autrice preferita, Jeanne Kalogridis. Ho letto tutti i suoi romanzi pubblicati in Italia e ammetto che è solo una garanzia. Da quando ha smesso i panni della scrittrice urban fantasy e calzato quelli della scrittrice di romanzi storici, il risultato non è cambiato. La sua scrittura è semplice, scorrevole, intensa, emozionante. L’ho adorata negli horror su Dracula, l’ho amata nel paranormal-mystery de IL LABIRINTO DELLE STREGHE, ancor di più in questi romanzi storici definiti mystery, perchè la ricostruzione storica è intervallata dalla personale e a tratti fantasiosa seppur documentata descrizione delle protagoniste, marchiate dalla storia come personaggi negativi. La Kalogridis, amante del periodo del ’500 e ’600 e dei personaggi della corte dei Medici, ripropone una visione più femminile e intensa di queste figure, vissute in periodi politicamente difficili. Il risultato è un ritratto di personaggi forti, audaci, estremamente intelligenti, e poco remissivi, condizionati dall’amore per la propria famiglia, e in nome di questo amore disposte a sacrificare anche se stesse e a fare qualsiasi cosa per proteggere i propri cari, anche uccidere. Ecco che personaggi come Lucrezia Borgia o Isabella D’Aragona, o Caterina De medici, Regina di Francia, vengono restituite al mondo moderno senza l’onta che per secoli le ha marchiate di malvagità o peggio ancora, di stregoneria. Per altro, come ho notato ne IL LABIRINTO DELLE STREGHE, la profonda conoscenza delle arti occulte dell’autrice me la fa stimare ancor di più. Non si limita a dire cose a caso, ogni argomento di astrologia o di arti occulte, che siano esse magia bianca o nera, non è inventato. Anche per questo ammiro profondamente l’autrice, e a volte mi sembra di rivedere in lei lo stile e il mordente della compianta Marion Zimmer Bradley. E’, secondo me, la sua erede.
L’ENIGMA DELLA GIOCONDA
Da secoli un mistero avvolge il dipinto più famoso di Leonardo da Vinci: cosa – e chi? – si cela dietro l’enigmatico sorriso di Monna Lisa dei Gherardini? Intorno al ritratto vi è una ragnatela di segreti, di omicidi e di oscure passioni che risalgono al 1478, il giorno in cui Firenze fu sconvolta dalla Congiura dei Pazzi. La giovane Madonna Lisa, bellissima figlia di un mercante di lana legato ai potenti della città, è tormentata dal ricordo della morte della madre, Lucrezia, e dai sanguinosi fatti che seguirono quel giorno di sangue di cui nessuno vuol parlare. In uno scenario che lentamente si delinea in tutta la sua complessa oscurità, Lisa è protagonista degli intrighi politici di Firenze. Una fitta trama in cui emerge la figura di Leonardo: amico, artista, ma anche spia e uomo d’azione. Sarà lui ad accompagnare Lisa alla ricerca della verità, per quanto orribile e sconvolgente possa essere. Un segreto catturato sulla tela che rimane ancora oggi una delle meraviglie dell’umanità. Prima edizione del 2007 pubblicata da Longanesi.
Dapprincipio, la mia enorme curiosità era indirizzata al grande Leonardo Da Vinci, e a quel piccolo e a mio parere non così speciale quadro che è esposto al Louvre. Ma come mai un quadro simile ha suscitato così grande interesse? Lasciando da parte Dan Brown e le sue fantasiose assertazioni, sinceramente quando l’ho visto dal vivo, ne sono rimasta solamente delusa. Troppo piccolo, faticavo a vederlo dietro quella enorme teca dai vetri così spessi e la marea di persone assiepate a contemplarlo. Quando ritornerò nella mia amata Parigi, ad Aprile dell’anno prossimo, lo guarderò per la terza volta, chissà che non cambi idea. A me piace molto Leonardo, sia chiaro, ma non sono stata rapita dal sorriso enigmatico della Gioconda. Invece, la Kalogridis incentra tutto il romanzo proprio su quella dama che sorride in maniera non enigmatica, ma secondo l’autrice quasi derisoria, perchè nasconde un segreto che nessuno mai saprà. La storia è avvincente, senza intoppi, così intrigante che l’ho letto in pochi giorni. La scrittura mi rapisce, mi conduce a mano lì insieme con personaggi illustri, tra cupi momenti in cui la corte dei Medici e il loro dominio comincia a tentennare. Non ho mai studiato a fondo quel periodo, avevo solo un esile ricordo scolastico, ma la vivida rivisitazione storica che la Kalogridis tratteggia, mi ha davvero incuriosito e affascinato. Non vi dico di più, vale la pena leggerlo. La figura femminile di Monna Lisa vi farà innamorare. Forse il finale, comprensivo di un happy end a tinte rosa ( ma ci sta benissimo), è un tantino esagerato, ma… è un romanzo, non dimentichiamolo mai. L’autore ha tutto il diritto di andare fuori dal seminato e dare una propria visione di quel che la storia non ci ha svelato, forse volutamente. E forse, le dicerie sul fatto che tanti vedano un autoritratto di Leonardo, ha qualcosa a che fare con il romanzo!
ALLA CORTE DEI BORGIA
1492, Sancia d’Aragona, figlia del re Alfonso II di Napoli, viene data in sposa a Goffredo Borgia, l’ultimogenito del pontefice Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, uomo potente e corrotto che sogna di dominare l’Italia. Un matrimonio combinato che ha come scopo proteggere Napoli dalle ambizioni di Luigi di Francia, ottenere l’alleanza con la Spagna e ampliare il potere del Papa. A Roma Sancia si trova circondata dalla grandezza della Città Eterna, ma anche avviluppata in una stretta trama di intrighi. La temibile Lucrezia sarà sua alleata o nemica? E Cesare Borgia diventerà un amante appassionato o il suo peggior nemico? Sulle orme della storia, Sancia s’addentra in un difficile cammino scoprendo doti che non sospettava di avere. E per sopravvivere, dovrà diventare più spietata dei suoi avversari.
Per quanto siano tutti e tre molto belli, questo è di gran lunga il mio preferito. Sarà che la storia della famiglia Borgia è così oscura che affascina, seppur sia convinta che la storia non sempre riveli ogni particolare, e sveli ogni verità. Per essere certi dell’attendibilità degli avvenimenti storici come sono descritti, avremmo dovuto vivere in quel periodo come testimoni oculari e quantunque lo fossimo stati, chi ci dice che non siamo condizionati da un sentimento o emozione che il personaggio ci suscita? Se magari quel personaggio non c’ispira fiducia, avrò una predisposizione più negativa nei suoi riguardi, così crederò alle dicerie senza attenermi alla realtà dei fatti, nè renderla oggettiva, perchè non sono più obiettiva. Sono opinioni diverse a seconda di quel che il personaggio suscita nell’individuo( dopotutto, siamo umani, no?). Insomma, io la penso così. Non credo che la storia ci abbia sempre svelato gli accadimenti nella sua totale effettiva realtà. Personaggi femminili che per le fonti storiche sono apparsi piuttosto negativi ( si dice che Lucrezia fosse esperta di veleni e che avesse avvelenato parecchi amanti…), diventano invece ‘umani’, protagonisti travolti dagli eventi, influenzati dalle circostanze, mossi da ragioni politiche, da intrighi e tradimenti, che per amore della famiglia sono in grado di fare qualsiasi cosa, anche la più turpe… Non penso che Lucrezia Borgia o Isabella D’Aragona siano state così negative come ho letto su wikipedia( su Isabella ho letto che era una donna di facili costumi). La Kalogridis restituisce a queste figure femminili la dignità e l’umanità. Un romanzo intrigante, che delinea il periodo in cui il potere temporale era per la Chiesa ben più importante della formazione spirituale dei fedeli. Il potere di conquista superava quello della fede. Alessandro Borgia non era di certo un santo… nemmeno Cesare Borgia, se è per questo. La nota a fine romanzo dell’autrice rivela quanto cerchi di essere fedele alla storia, senza però condividerne alcuni passaggi, e il risultato è assolutamente eccellente!
LA REGINA MALEDETTA
Caterina de’ Medici è una delle regine più calunniate della storia. Nel suo ultimo romanzo Jeanne Kalogridis racconta la storia di una ragazza dolce, destinata a diventare una pedina nei machiavellici giochi di corte. Figlia della famiglia più potente di Firenze, Caterina rimane orfana in tenera età e a quattordici anni viene data in sposa a Enrico Il di Francia. Ma la vita alla corte di Francia si rivela molto difficile per la giovane regina. Oscurata dall’amante del marito, la splendida Diana di Poitiers, Caterina fa ricorso alle arti oscure della stregoneria per riconquistare l’amore di Enrico e riuscire ad avere quei figli che sembrano non voler arrivare. Su uno sfondo storico perfettamente ricostruito, Jeanne Kalogridis ci regala l’avvincente ritratto di una donna forte e desiderosa di felicità.
Finito da poco. Eccezionale romanzo costruito storicamente nei minimi dettagli. Che dire se non che è stupendo? In più, adoro la Francia e Parigi. Caterina De medici è un personaggio a tutto tondo, ricostruito alla perfezione, con tutte le fragilità, le debolezze che contraddistinguono una donna che diventa delfina in un paese straniero, dove non conosce nessuno e nessuno la vuole. Una donna forte che per un dono che possiede fin da piccola, quello della preveggenza, deve combattere contro il destino stesso che purtroppo, svelerà le carte senza poterle cambiare. La verità fin dall’inizio le sarà chiara, ma non vorrà assolutamente che l’amore possa essere sconfitto, e farà qualsiasi cosa, anche la più turpe pur di salvarlo. A chi piacciono i romanzi storici, con un pizzico di elemento soprannaturale, lo consiglio caldamente. Ottime le ricostruzioni dei banchetti nuziali. Giuro, mi sembrava di essere lì con loro. Ho già detto che amo quest’autrice?
DIMENTICAVO: la traduzione è ottima, non ci sono refusi, nè sbavature, un plauso alla traduttrice. Contando sul fatto che una traduzione fatta bene, non deve essere letterale, credo che lo stile della Kalogridis lo rispecchi. Ma chi ha detto che per scrivere un romanzo storico si debba per forza utilizzare un linguaggio aulico, forzato e obsoleto? Questi romanzi sono meravigliosi e la scrittura è elegante, senza essere prolissa, nè ridondante, nè piena di parole auliche che appesantiscono la storia. Insomma, ricordiamoci di essere nel duemila, questi romanzi ne sono un esempio lampante!
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