Archive for the Category » Esperienze personali e riflessioni sull’editoria «

La corsa a ostacoli

n86647555282_2329531_7006322E vi  domanderete che cavolo c’entri questo titolo con il post. C’entra, c’entra, eccome se c’entra.

Avevo promesso a me stessa che non avrei mai più toccato le mie riflessioni sulla scrittura e l’editoria, ma essendo un’autrice che cerca in maniera onesta e lavorando sodo con la fatica e il sudore e tutto il resto di compiere i passi meno lunghi della gamba e fare tutte le cose per bene per quanto riguarda l’invio dei romanzi a scopo pubblicazione e a case editrici rigorosamente senza contributo, ecco… dicevo che sebbene si tenti queste vie nella completa onestà d’intenti, non è tutto oro quel che luccica, anzi direi che la strada è irta di tantissimi ostacoli.

Lo spunto mi è stato suggerito involontariamente( ribadisco questo punto) leggendo un articolo sulla famigerata editoria a pagamento di Aldo Moscatelli, per altro molto interessante, arguto ed esaustivo come sono sempre gli articoli e i post di Aldo. Vi metto il link al suo blog e così poi potrete scaricare la rivista con l’articolo annesso.

http://casadeisognatori.splinder.com/post/22367749/GOCCE

Aperta parentesi: in questa rivista c’è anche una recensione all’Antologia, Un sogno dentro un sogno vol. 3, e si parla brevemente anche del mio racconto; più che una recensione la trovo una descrizione di quel che l’Antologia offre, per chi volesse leggerla. Chiusa parentesi.

Non voglio affatto parlare di editori a pagamento, per carità vade retro, ne ho le scatole piene, anche perchè ne parlano tutti in tutte le salse e quindi ormai lo sanno anche i muri di che si tratta. Ribadisco che essendo nettamente contraria, sono anche certa purtroppo che continueranno a proliferare, anche se si fa di tutto per poterli ostacolare. Più ne parlano, meglio è, ma nessuno potrà entrare nella testa degli scrittori che vogliono a tutti i costi pubblicare, nè nella testa degli editori che ne approfittano. Da che mondo è mondo le cose potranno cambiare, forse, solo se, come dice bene Aldo nell’articolo, ci fosse una Legge che vieta agli editori di farsi pagare. Ahhhh, aspetta e spera, dico io! Non nutro molte speranze in questo… Però si può e si deve combattere e forse si può farlo magari comprando romanzi delle piccole case editrici serie e senza contributo, no? Ecco questa è cosa da farsi. Ma anche qui diciamoci la verità, ci sono tante parole e pochi fatti. Nel mio piccolo ho comprato abbastanza romanzi di autori esordienti. Fino a ora però devo dire che non sono rimasta entusiasta di quel che ho letto a parte il romanzo di Aldo Moscatelli, Hitler era innocente( e a dire il vero, un po’ mi manca l’Aldo scrittore). Purtroppo sono tanto esigente, quando si tratta di scrittori agli esordi.

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Tendenze autolesioniste!

n86647555282_2329099_2788554Eccomi qua, sempre agguerrita! Oggi volevo affrontare un discorso che ormai verrà a noia a tutti, ovvero quanto noi scrittori siamo autolesionisti. Ci vogliamo crocifiggere da soli, senza poi fustigarci per il mea culpa, anzi facciamo finta e sotto sotto vogliamo avere sempre ragione perchè siamo inattaccabili, siamo invincibili. Invincibili un paio di palle, scusate l’espressione, perchè quando non esiste l’umiltà, la consapevolezza che nella scrittura bisogna IMPARARE A MIGLIORARSI, e quando si è convinti di essere il top quando invece si è il contrario, allora vuol dire che esiste un grosso grossissimo problema. Sappiate che sconterete sempre e comunque con gli editori la vostra vanagloria, non verrete mai premiati se non vi rimboccate le maniche e lavorate sodo nella vostra scrittura. Perchè capiterà che al primo editore che avrà la volontà e la forza, nonchè il coraggio di leggervi e di dirvi il motivo del suo rifiuto, comincerete a vederci verde e diventerete come Hulk, senza infine poter capire che forse, dico forse, l’editore ha le carte in regola per rifiutare un Vs lavoro se in questo ci vede cose che non vanno. E’ come dire: il cliente ha sempre ragione. Beh, ragazzi miei, fatevene una ragione, l’editore la ragione ce l’ha eccome, anche quando il Vs lavoro è per davvero buono e lui non vorrà pubblicarlo per altri motivi. Potete incavolarvi, fare il diavolo a quattro, pestare i piedi in terra, alla fine col cavolo che vi pubblica.

Quindi accettate, fate un bel respiro, armatevi di santa pazienza e cercate di NON MOLLARE MAI, migliorandovi. Migliorare è la parola d’ordine. Abbiate il coraggio di studiarvi la grammatica, di fare tanto esercizio, di farvi aiutare da chi ne sa più di voi e soprattutto, imparate a abbassare la testa quando vi si dice che qualcosa del vostro lavoro non va e bisogna migliorarla… Perchè se voi siete furbi, se vi avvalete di persone che vi possono davvero aiutare, se faticate e avete la pazienza di leggere e rileggere il vostro lavoro con calma, perchè non vi corre dietro nessuno e il tempo che utilizzate, non è tempo perso, allora… dico solo allora e forse, ma con tanti se, riuscirete a trovare un editore che crederà nel vostro lavoro… E sappiate che vi dovete porre sempre con estremo rispetto nei confronti di chi vi giudica, mai con altezzosità, perchè ricordate che è l’umiltà che paga, non solo con gli altri, ma anche con voi stessi!

Orbene, ieri sono stata spettatrice di una accesa discussione nel blog de I SOGNATORI. Aldo Moscatelli non è uno che le manda a dire, anzi le dice e basta. Io non posso che stimare chi dice ciò che pensa, anche se quel che pensa è piuttosto duro, sia da digerire che a volte da commentare. Nessun elogio il mio, eh? Lui è così, prendere o lasciare e su questo io sono simile. Quindi lo capisco alla perfezione! Per altro e lui lo sa, non sono sempre d’accordo con lui, ma con questo non significa che lo devo odiare perchè la pensa diversamente da me, sarei una ottusa se la pensassi così, no?

Vorrei che davvero andaste sul suo blog e leggeste i suoi post, sono illuminanti, perchè lui non indora mai la pillola a nessuno, ma anzi spiega quel che realmente accade nel panorama editoriale come ad esempio le sue vicissitudini da editore. Lo dice con la speranza che chi legge possa capire quel che lui vuol comunicare e cioè che a volte bisognerebbe cambiare atteggiamento e cercare di essere un pochino più umili. Non lo dice per fare guerre di sorta. Come ieri ad esempio. Il suo post di ieri per me non era davvero una novità. Perciò vi mando al link e fatevi una idea, andate oltre le incazzature e i toni accesi di alcuni e infantili di altri e anche oltre al mio primo commento che ho sparato dopo essermi bevuta in cicchetto ( da brava astemia)!

http://casadeisognatori.splinder.com/post/21650388/SCRITTORI+ESORDIENTI%3A+IL+LATO+

Ed è in linea di massima quel che io continuo a scrivere incessantemente nel mio blog. Quasi tutti i miei post sulla categoria RIFLESSIONI SULL’EDITORIA si rifanno a questa tendenza dello scrittore: l’autolesionismo. Io non ce l’ho quasi mai con gli editori, loro fanno il loro lavoro, ma quasi sempre con gli scrittori. Fustigatemi se volete, ma è una realtà. Ci sono scrittori che veramente potrebbero darsi una vera e propria calmata! Perciò potrei riassumere il tutto in alcune massime Emanuelesche:

Cari scrittori, non pensiate che quel che voi scrivete sia il best seller dell’anno, perchè non lo è se nessuno vi vuole pubblicare.

Non pensiate che per pubblicare basti scrivere un romanzo, perchè non è vero.

Non pensiate che siano tutti lì a lodarvi e osannarvi, perchè a parte i parenti e amici stretti che purtroppo a volte ci sono costretti per non incorrere nelle vostre ire, non è così.

Non pensiate che per pubblicare basti avere in mente una storia, amare un genere letterario, un periodo storico, avere sette in Italiano, essere laureati, perchè non è così.

Non pensiate che essere scrittori sia economicamente vantaggioso perchè altrimenti è meglio che vi teniate il vostro lavoro.

Non pensiate che scrivere sia un lavoro innanzitutto perchè è una passione che ci muove a tal punto da poter diventare forse un giorno lontano un lavoro. Non pensiate che gli scrittori Italiani, quelli affermati siano così ricchi, perchè in genere si pompano di un bel po’ nelle pubblicità le vendite dei libri, per farsi comperare il libro, e perchè sennò?

Non pensiate che tutti gli editori possano valutarvi il romanzo, perchè a parte Aldo non ne conosco altri e parlo di piccole case editrici.

Accettate le critiche, quando esse sono costruttive, non vi rendete nemmeno conto di quanto possano far bene al Vs romanzo e soprattutto se sono critiche di professionisti, che sanno scrivere e che conoscono bene i risvolti della scrittura.

Quand’anche non vi venisse accettato il Vs lavoro, dovete farvi sempre ma culpa, perchè alla fine si sa benissimo che gli editori se vedono uno scrittore di talento, lo pubblicano quasi a occhi chiusi!

Domandatevi sempre che cosa non va nella Vs storia, stateci su anche mesi e mesi, non abbiate fretta, perchè tanto la scontereste alla fine.

E per carità, ricordatevi che ci sono case editrici serie, che siano piccole, medie o grandi, che vi pubblicano, basta dare una occhiata nel sito del WRITER’S DREAM e che cavoli, io mi sono fatta una cultura su quelle case editrici, le ho studiate, ci ho guardato la collana, i contatti, se vanno bene o no per il mio romanzo, per il genere del romanzo. Se non lo sapete, guardatevi nelle mie pagine IL MANIFESTO contro il contributo editoriale e poi andate sul sito di Aldo, lì troverete pure le case editrici piccole ma serie che sono a completa disposizione degli autori senza far pagare loro un contributo. Non sopporto chi dice che ne ha le palle piene delle case editrici quando ne ha testata una con la quale non si è trovata bene. Porco mondo ragazzi allargate le vostre vedute, altrimenti è solo perchè vi fa comodo!

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Scrittori in cerca di editore, parte terza!

Continua il mio viaggio in questo pazzo mondo, che secondo me ha più le fattezze di un universo parallelo, lo puoi raggiungere ma di sicuro mai abitarci!

Mi impressiona il fatto che nei blog degli scrittori esordienti non si affronti questo grosso problema, ma si rimane ancorati nella propria piccola realtà di scrittore che vuol a tutti i costi farsi conoscere e raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Scusatemi, ma alla fine sono gli editori che vi devono pubblicare, non di certo i lettori. I lettori sono importanti, ma mai che legga in un blog un segno di protesta, o di minima comprensione del grosso dilemma che ci vede tutti partecipi: la difficoltà di pubblicare, di trovare un editore serio e onesto, di inviare il nostro lavoro alle case editrici che abbiano nella collana almeno il genere che tratta il romanzo. No, la maggior parte pensa ai frutti del proprio lavoro, a quanto nel contratto potranno guadagnare. Mi vien da ridere. Non crediate che i grandi scrittori guadagnino così tanto, in genere le cifre sono molto ma molto gonfiate, se il tizio e il caio ha venduto milioni di copie, allora potete benissimo dimezzare quella cifra e forse arriverete alla realtà. Ma veniamo a noi, a me non me ne frega nulla di cifre e guadagni. PUNTO E STOP.

Il forum del Writer’s Dream, finora mi sembra il luogo più adatto a trattare certi risvolti della editoria e degli scrittori esordienti. Di più non dico, andate nel loro sito e blog e troverete di tutto, almeno fanno informazione, anche se non sono d’accordo su ogni cosa, però nell’ambito delle case editrici sono gli unici che hanno fatto chiarezza e si son presi tante mazzate per aver osato parlare delle case editrici a pagamento! Insomma, esiste anche l’omertà editoriale, purtroppo.

Oggi vorrei porre  attenzione su qualcosa nella quale mi sono imbattuta l’altro giorno ed è davvero molto ma molto divertente, sì ridere per non piangere. Innanzitutto, la regola: se nel sito web di una casa editrice non c’è nessun contatto, nulla che possa far pensare che la tale casa editrice legga anche manoscritti di autori emergenti e non… a meno che non siano raccomandati oppure che abbiano un agente letterario ( la maggior parte delle volte questa condizione è imprescindibile, ma anche qui ci sarebbero tante cose da aggiungere), è meglio lasciarla perdere. Lo dicono anche le ragazze di Studio 83 nel loro vademecum, a me sembra talmente chiaro e lampante,  non serve che uno me la consigli, ma in effetti tanti lo fanno lo stesso, inviando a vuoto. Ma che senso c’è, scusatemi? Perchè non vi prendete un po’ di calma e soprattutto cercate di inviare a una o due, senza fare invio SELVAGGIO? Spendete soldi per niente! Indirizzatevi su una grande, se proprio volete, ma date risalto anche alle piccole case editrici, che hanno fatto di male per essere così snobbate? Vi credete così bravi da pensare che la Mondadori vi farà un contratto esclusivo solo per voi? Allora, ponderate bene, cercate e fatevi un idea della casa editrice e magari sarebbe bene che compraste anche qualche suo romanzo. Che sia piccola o grande, non importa, solo comprando un romanzo di quella casa editrice vi renderete conto di come sono pubblicati i libri, della cura con cui li stampano, dell’editing fatto al testo, della validità delle opere pubblicate. Insomma, ci sono romanzi pubblicati dalle grandi che lasciano a desiderare, per non dire che sono delle ciofeche belle e buone! E, cosa ancor più importante, quando si parla di piccola casa editrice, non è termine dispregiativo, anzi. La piccola casa editrice che lavora bene, che è ben supportata, un po’ alla volta potrà anche raggiungere livelli di media grandezza. Anche le più grandi hanno iniziato così…Diamo spazio anche alle piccole realtà che lavorano seriamente, che non chiedono contributi, che possono farcela e continuano il loro lavoro onestamente, non buttiamo via soldi per quelle a pagamento!

Come al solito mi perdo nei meandri dei miei pensieri, quando quello che volevo dire era altro.

Ciò che ho trovato nella voce proposte editoriali di una grande casa editrice. Non farò nomi, se volete domandatemi in privato, tanto di case grandi non ce ne sono tante e potrete trovarla da voi. Quel che mi ha fatto sorridere è quella pagina scaricabile in pdf che la tal casa editrice ha proprinato allo scrittore esordiente che vorrebbe pubblicare con loro. Fin dalle prime battute è IL SENSO DEL CONTROSENSO; si vuole dare il contentino all’autore, oppure ci si vuole far leggere chissà, consigliando di inviare il manoscritto, ma tenendo conto che i lettori che hanno all’interno della casa editrice sono oberati di lavoro , che la casa editrice pubblica pochi volumi all’anno e che soprattutto sono nomi stranieri( già da qui il mio cervello si mette in moto con migliaia di?????). Non è finita: comincia la solita tiritera del ‘non inviate raccolte di racconti, saggi o poesie, perchè si sa nessuno le considera, tanto meno una casa editrice grande’( questo lo sanno anche i muri ormai). Attenzione, il modo in cui dover inviare è pressochè ENCOMIABILE: per salvaguardare le foreste meglio inviare via mail, ma solo sinossi e un estratto di tot cartelle, i tempi saranno lunghissimi e ovviamente solo nel caso RARISSIMO che ci sia interesse per quelle tot cartelle ( PRATICAMENTE MAI). Il paragrafo finale merita un premio nobel all’intelligenza: ovviamente meglio avvalersi di una scuola di scrittura e di un agente letterario però…qui sta il bello…loro ricordano che in internet ci sono molte forme d’espressione presenti e un’alternativa valida alla pubblicazione! MA AVETE CAPITO come hanno rigirato la frittata? E io dovrei inviare il mio romanzo o anche una infima sinossi quando è così logico che hanno fatto di tutto per farci rinunciare? MA DOVE SIAMO FINITI? Ma non facevano più bella figura a dire chiaramente le cose? NOI NON VOGLIAMO MANOSCRITTI DI ESORDIENTI, perchè ci troviamo da soli gli scrittori da pubblicare…per la salvaguardia delle foreste, beh, quello secondo me era il tocco da maestro! I veri ecologisti sono quelli che pubblicano su carta riciclata, PUNTO!

Per ciò che riguarda la ricerca di case editrici, vi posso dire che cosa ho fatto io, anche se magari a nessuno interesserà. Ho inviato a sole due case editrici il cartaceo ( è un malloppone enorme, altro che disboscamento foreste): uno a una casa piccola, l’unica che aveva nella sua collana un riferimento a romanzi thriller e poi a una grande, l’unica che ha un riquadro con PROPOSTE INVIO DATTILOSCRITTI , e ti dice dove inviare e stop. La invio a questa casa grande, perchè tra le grandi è quella che mi piace di più. Non sono supportata da un agente letterario, so che alcune case grandi richiedono questo( e vabbè, e poi? potrebbe sempre essere a vuoto, le probabilità di farcela sono sempre scarse, a meno che non si sia dei veri talenti), ma sinceramente non lo farò mai più. Aver vissuto una esperienza anni or sono e molto negativa, mi ha fatto comprendere che posso benissimo farcela anche da sola. A mio onesto parere, credo che le agenzie letterarie in Italia non abbiano la mentalità dei veri agenti all’estero, e cioè supportare i talenti esordienti dando loro la reale possibilità di essere conosciuti dalle grandi case editrici, in genere si trincerano dietro nomi di grandi ma alla fine il risultato cambia poco. Personalmente non mi fido, ma non posso fare di tutta l’erba un fascio. Di serie e professionali ce ne saranno senz’altro! Dico quel che penso e basta. Lo dico con cognizione di causa e anche perchè ho le prove testate di altri scrittori, che hanno avuto più o meno l’esperienza simile alla mia. RIPETO: è la mia opinione e non voglio fomentare discorsi retorici, sarei ben felice se qualcuno potesse, dati alla mano però, dirmi il contrario! Se il problema fosse l’editing ci si può benissimo far aiutare da un’associazione culturale come STUDIO 83: sono bravissime, costano poco e hanno una professionalità che non ho ancora trovato in altri, loro non fanno le agenti. Però…però, carissimi scrittori, questa è la mia opinione, vorrei trovare qualcuno che si è trovato bene con un agente e ha ottenuto ciò che il suo romanzo meritava…anzi, scrivetemi, mi piace anche dare belle notizie, mica solo brutte, eccheccavoli! Non c’è cosa più gradita di una smentita, mo’ ho fatto pure la rima!

Bene, carissimi lettori. Potrei anche dilungarmi sul mio problema personale di ritrovarmi in un genere nella scrittura, ma quello a cui sarei davvero portata non è considerato di qualità ( il che con un romanzo simile in mano, CHE HO SCRITTO E POTREI BENISSIMO INVIARE, mi farebbe scartare quasi tutte le piccole case editrici e deviare verso le grandi, perciò, peggio che andar di notte), ahimè e qui scendiamo in un altro discorso che sarebbe bene sviscerare alle prossimine… Io parlo de LA LETTERATURA AL FEMMINILE, che non comprende solo i famosi romanzi rosa, romance e i suoi derivati ( a proposito più avanti parlerò di una scrittrice molto brava di romance storici, SYLVIA Z.SUMMERS, vorrei dar voce anche ai talenti Italiani), ma il genere al quale sono più portata e cioè il CHICK-LIT. Alzi la mano chi sa che vuol dire e chi conosce qualche romanzo di un’autrice del genere? Farei terra bruciata, ho paura…

Bene, alla prossima…BYE!

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Segnalazione importante per scrittori in cerca di editore…

Questo è il prolungamento del post precedente. Vi linkerò un piccolo vademecum delle ragazze di Studio 83, che conosco bene e che so essere molto brave, efficienti e professionali, anche perchè mi sono state d’aiuto per la messa a punto del mio romanzo. Qui affrontano un tema molto insidioso che mi sta a cuore e che dovrebbe essere importante per tutti coloro che vorrebbero essere pubblicati senza avere poi le classiche sorprese NEGATIVE e demoralizzanti.

In questi giorni anche io sto inviando il mio romanzo L’OMBRA DEL FALCO alle case editrici, ma come è giusto che sia e come già consigliano nel loro vademecum le ragazze di Studio 83, non bisogna inviare a casaccio, ma stare molto attenti e accorti. Per ciò che mi riguarda, dato che purtroppo è da anni che non invio na mazza di nulla e che mi sento come in trincea, mi sono automunita di tuta mimetica, elmetto e kalasnikov e sono pronta per la mia grande battaglia. Mi toccherà rimanere in trincea per mesi e mesi a aspettare e forse anche invano, purtroppo. La qual cosa mi sta già demoralizzando, se penso ai soldi che mi toccherà spendere per inviare il mio manoscritto di 230 pagine, e ancor prima per renderlo decente per poterlo inviare. Insomma è una trafila lunghissima.

In questo vademecum Studio 83 vi aiuta anche a saper scegliere, bene e coscienziosamente. Avete mai fatto caso, che di case editrici piccole non a pagamento ce ne sono pochissime? E poi, la maggior parte tende a voler un romanzo non di genere, altre ancora pubblicano solo fantasy ( e che palle co sti fantasy) altri ancora non vogliono romanzi più lunghi di un certo numero di caratteri…mannaggia… non sto facendo polemiche sia chiaro, però io già sono al di fuori di tutto e della grazia divina se tra tutte ce n’è solo una casa editrice alla quale posso inviarlo, e parlo delle piccole eh? …eh sì che non ho scritto un tomo eppure facendo un rapido calcolo, avendo scritto un thriller esoterico, ho pochissime chance anche solo di inviare.

Vogliamo parlare delle medie-grandi? L’ATTESA è la parola d’ordine e a me non fregherebbe nulla se non avessi già 41 anni suonati e se non mi cogliesse un malanno che renderebbe le mie opere postume, sai mai che ti può accadere? Beh, per questo fo’ gli scongiuri, ma realmente io ci penso al tempo di attesa. Non ne voglio a nessuno, ma tutto questo mi demoralizza assai. Io non ho intenzione di essere pubblicata dalle major io vorrei solo riuscire a pubblicare con una casa editrice seria, che sia piccola, media, grande chi se ne importa! Beh, un po’ m’importa, ma per me questo non è il punto. Ho speso anni di duro lavoro dietro a un opera che alla fine non so nemmeno a chi cavolo inviare. SEMBRA UNA BARZELLETTA. Potreste anche dirmi che magari io posso essere una ciofeca e posso aver scritto una ciofeca, beh sì ci sta anche questo, però io ci sono stata dietro due maledetti anni e non solamente io, ho avuto una miriade di persone che hanno lavorato per me, aggratis e non aggratis, per rendere la tale opera decente, leggibile, ben scritta…non ho un best-seller in mano sia chiaro, ma almeno a me sembra essere un’opera godibile e piacevole da leggere. Però la speranza è sempre l’ultima a morire, giusto? Ho scritto questo per farvi capire che è davvero molto difficile anche solo riuscire a trovare una casa editrice decente e purtroppo io non sono una miracolata, tanti hanno tutto facile, io nella mia vita non ho mai avuto nulla di facile…purtroppo( senza che nessuno si scandalizzi, avrei potuto benissimo passare alle raccomandazioni, ma scusatemi dove sta la bravura e il talento per non parlare della dignità, se uno ti pubblica solo perchè si è raccomandati? E non parlo del passaparola…)!

In definitiva, vorrei che leggeste il VADEMECUM DELLE RAGAZZE DI STUDIO 83, e mi raccomando, seguite i loro consigli preziosi, cliccate nella sezione Articoli e lo troverete in pdf:

http://studio83.splinder.com/post/21221681/Eccoci+qui…

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Riassumendo in breve…cari scrittori esordienti…

Ultimamente ricevo parecchie mail di autori esordienti( quasi solo maschietti, pensa un po’) che mi domandano consigli su come intraprendere questa strada. Puntualmente rispondo con gentilezza, come faccio di solito. Però, ho notato che le domande che mi si rivolgono, più o meno sono le stesse. L’ho già scritto in precedenza su questo blog, ma lo rifarò, se non altro per rinfrescare la memoria un pochino a tutti.

Innanzitutto parto col dire che NO, MI SONO TROVATA MALISSIMO CON LA MIA CASA EDITRICE, che mai e poi mai la consiglierei a chichessia, nemmeno alla peggior persona al mondo, che è nella mia lista nera personale e in quella a pagamento della lista di case editrici stilata dal Writer’s Dream, il che la dice lunga sulla tal casa editrice. Anche se io NON HO PAGATO L’EDITORE, so per certo che è a pagamento. Quindi cari scrittori miei, lasciate perdere, che è meglio.

Secondo: SONO CONTRARIA, IN ASSOLUTO, ALLE CASE EDITRICI A PAGAMENTO e non mi sgolerò mai abbastanza nel dirlo a chiunque mi contatterà, anche se il tal o la tal scrittore/ice ci sta facendo un pensierino per le lusinghe ricevute al romanzo. Scusatemi, le lusinghe al Vs romanzo non fanno testo, perchè è il classico specchietto per le allodole o per noi poveri fessacchiotti( mi si perdoni il termine, lo dico con bonarietà) che ci caschiamo perchè vogliamo vederci CARTACEI. Beh, il mio romanzo cartaceo faceva schifo e so anche di altre mie amiche scrittrici, che hanno pubblicato in tal modo, che era davvero una vera ciofeca. Quindi, per carità, non fatevi abbindolare, non ne vale la pena. Non m’interessa se ci sono quelle che ti chiedono poco, e magari ti domandano di comprare poche copie e di farti un mazzo tanto per farti pubblicità… sempre a pagamento siete, o no? Conosco editori che hanno piccole case editrici NON A PAGAMENTO e sbarcano benissimo il lunario, hanno molte soddisfazioni, sono seriamente attenti ai propri autori, li tengono in grande considerazione, instaurano un rapporto speciale con loro. QUESTE REALTA’ esistono, ESISTONO, quindi non nascondetevi dietro a un dito e cercate.

Terzo: il problema come dico sempre io non è a monte ma a valle. Il problema principalmente è di chi si definisce scrittore, chi è convinto di aver scritto il solito best-seller e magari ha letto solo Moccia ( senza nulla togliere al povero Moccia, ma insomma non è mica Calvino o Benni o Camilleri), chi è convinto di scrivere egregiamente solo perchè gli hanno detto che è bravo e magari ha molta strada da fare, chi ha talmente la testa dura da voler a tutti i costi pubblicare e poi quando lo si legge, ci si accorge di aver speso soldi per niente. Posso andare avanti all’infinito. Fatevi aiutare da persone esterne, obiettive che vi mettano sotto torchio, che sappiano anche correggere la lingua Italiana, perchè nessuno è nato imparato e purtroppo a chiunque sfuggono errori grammaticali anche belli consistenti. Meditate su ciò che scrivete, su ciò che volete trasmettere al lettore, mettetevi sempre nei panni di chi vi legge, non di chi vi LODA senza alcuna ragione. Se mi dicono SEI BRAVA, nemmeno io ci credo, chiaro? Se mi dicono SEI BRAVA e mi danno anche una ragione valida, allora forse potrei anche crederci. OCCHIO: non fidatevi molto degli scrittori( nonsono tutti così e io sono fortunata, ne conosco pochi ma buoni, ma esistono), la maggior parte delle volte vi danno il contentino per essere letti e farsi pubblicità. Su FACEBOOK ne ho cancellati a iosa di questi loschi figuri, sinceramente io leggo chi mi pare e piace, e se mi piace glielo dico con cognizione di causa!

Quarto: IMPARATE A SCRIVERE, imparate a avere pazienza, perchè se col tempo la Vs scrittura non migliora, allora mi dispiace per Voi, ma a meno che non siate già talentuosi e abbiate pubblicato con una casa editrice degna del suo buon nome, allora forse qualche problemino lo avete. Tutti possono migliorare, ovvio, ma ci riesce chi veramente s’impegna e ci mette tutta la fatica, il sudore, le lacrime e il sangue ( virtuale).

Quinto: ABBIATE PIETA’ DI CHI VI LEGGE IL BLOG. Per carità non andate a scrivere nei vostri blog che l’unico modo di pubblicare è con una GRANDE perchè tutte le piccole case editrici sono a pagamento. L’altro giorno ho notato questa STUPIDAGGINE su un blog e per davvero non s’ha da fare. Se dovete dare un consiglio a uno scrittore alle prime armi e che non sa dove sbattere la testa, per carità, dateglielo giusto e non ditegli tante scempiaggini. Non vi fregiate di conoscenze che non avete, fate ricerchine sul campo, constatate da Voi e poi potete scriverlo sul Vs blog. Ci sono piccole realtà molto valide, molto buone, basta solo riuscire a trovare quelle giuste per tante ragioni, per il genere che tratta il romanzo, per quel che noi vorremmo per il nostro romanzo. Per carità, provate anche le grandi, chissà magari ce la fate. Conosco scrittrici bravissime e in gamba che ce l’hanno fatta e non sono di certo state raccomandate, sfatiamo qualche mito, pleaseeeee.

Che altro dirvi? Seguite la Vs strada, la Vs inclinazione, la Vs testa, ascoltate ma fidatevi di pochi ma buoni, partecipate a pochi concorsi letterari, fatevi un Vs circolo di lettori delle Vs opere( senza scrittori al suo interno), studiate, sperimentate più strade, seguite quel che il cuore Vi dice e anche il Vs istinto.

E OVVIAMENTE TANTI AUGURI!!

ps: confermo che l’opinione sulle case editrici è strettamente personale e testata sul campo, per cui avrei anche mille ragioni per consigliare di NON PAGARE PER ESSERE PUBBLICATI!

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