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Letture di quest’Estate, parte prima: Jeanne Kalogridis ( e i suoi tre romanzi storici).

TRATTASI DI POST LUNGO, ma scorrevole!

Questa Estate ho letto romanzi molto interessanti, di generi diversi, dallo storico, al chick-lit, al noir, all’urban fantasy ( genere che sopporto poco, ogni volta spero sempre di leggere qualcosa di veramente interessante, magari tradita da una quarta di copertina e invece…). Tutti rigorosamente tascabili e anche scontati, eh sì, perchè i fondi si stanno prosciugando e aprire un mutuo potrebbe compromettere il mio matrimonio.

Il fatto è che quando entro in libreria sono rapita, letteralmente. Cammino con lentezza e osservo con attenzione ogni libro e la sua copertina, lo sfioro con la mano, lo apro, a volte mi basta leggere le prime righe per capire se il romanzo è interessante oppure no. Dipende dalla scrittura dell’autore. Se è ridondante e prolissa, lo scarto in primis, se è invece scorrevole e ha mordente, ne studio bene la trama dalla quarta di copertina e poi cerco di ricordarmi l’autore e il titolo per informarmi su di lui via internet, prima di comprare. Principalmente vado negli scaffali dei romanzi di varia e le novità,  le CE che mi piacciono di più ( Piemme in cima alla lista delle preferite, poi le medio-piccole) poi un’occhiata ai rosa e i chick-lit ( la mia passione, che posso fare? Mi piace anche svagarmi e sorridere), infine i thriller di stampo esoterico, i saggi esoterici, poi cerco qualcosa dei miei autori preferiti… Starei lì per ore, conosco tutte le librerie dei centri commerciali di Padova, e anche del centro di Padova, ma la mia preferita è la LOVAT, perchè trovo anche quelli degli autori esordienti e di case editrici medio-piccole( e quando dico tutte, dico tutte, o per lo meno quelle che distribuiscono anche nelle librerie) e mi fanno su ogni libro il 15% di sconto. Una manna per una come me. Mio marito, invece, ogni volta che mi vede entrare, gli si rizzano i capelli in testa e mi ricorda tutti quelli che non ho ancora letto. La mia risposta è sempre la stessa: ” i libri sono l’unica cosa che non scade!” E’ anche vero che è da tempo che non ne compro più, proprio perchè ne ho parecchi ancora da leggere, altrimenti diventa una specie di circolo vizioso che non finirà mai.

Ma veniamo alle letture. Inizio con i tre romanzi storici della mia autrice preferita, Jeanne Kalogridis. Ho letto tutti i suoi romanzi pubblicati in Italia e ammetto che è solo una garanzia. Da quando ha smesso i panni della scrittrice urban fantasy e calzato quelli della scrittrice di romanzi storici, il risultato non è cambiato. La sua scrittura è semplice, scorrevole, intensa, emozionante. L’ho adorata negli horror su Dracula, l’ho amata nel paranormal-mystery de IL LABIRINTO DELLE STREGHE, ancor di più in questi romanzi storici definiti mystery, perchè la ricostruzione storica è intervallata dalla personale e a tratti fantasiosa seppur documentata descrizione delle protagoniste, marchiate dalla storia come personaggi negativi. La Kalogridis, amante del periodo del ’500 e ’600 e dei personaggi della corte dei Medici, ripropone una visione più femminile e intensa di queste figure, vissute in periodi politicamente difficili. Il risultato è un ritratto di personaggi forti, audaci, estremamente intelligenti, e poco remissivi, condizionati dall’amore per la propria famiglia, e in nome di questo amore disposte a sacrificare anche se stesse e a fare qualsiasi cosa per proteggere i propri cari, anche uccidere. Ecco che personaggi come Lucrezia Borgia o Isabella D’Aragona, o Caterina De medici, Regina di Francia, vengono restituite al mondo moderno senza l’onta che per secoli le ha marchiate di malvagità o peggio ancora, di stregoneria. Per altro, come ho notato ne IL LABIRINTO DELLE STREGHE, la profonda conoscenza delle arti occulte dell’autrice me la fa stimare ancor di più. Non si limita a dire cose a caso, ogni argomento di astrologia o di arti occulte, che siano esse magia bianca o nera, non è inventato. Anche per questo ammiro profondamente l’autrice, e a volte mi sembra di rivedere in lei lo stile e il mordente della compianta Marion Zimmer Bradley. E’, secondo me, la sua erede.

L’ENIGMA DELLA GIOCONDA

Da secoli un mistero avvolge il dipinto più famoso di Leonardo da Vinci: cosa – e chi? – si cela dietro l’enigmatico sorriso di Monna Lisa dei Gherardini? Intorno al ritratto vi è una ragnatela di segreti, di omicidi e di oscure passioni che risalgono al 1478, il giorno in cui Firenze fu sconvolta dalla Congiura dei Pazzi. La giovane Madonna Lisa, bellissima figlia di un mercante di lana legato ai potenti della città, è tormentata dal ricordo della morte della madre, Lucrezia, e dai sanguinosi fatti che seguirono quel giorno di sangue di cui nessuno vuol parlare. In uno scenario che lentamente si delinea in tutta la sua complessa oscurità, Lisa è protagonista degli intrighi politici di Firenze. Una fitta trama in cui emerge la figura di Leonardo: amico, artista, ma anche spia e uomo d’azione. Sarà lui ad accompagnare Lisa alla ricerca della verità, per quanto orribile e sconvolgente possa essere. Un segreto catturato sulla tela che rimane ancora oggi una delle meraviglie dell’umanità. Prima edizione del 2007 pubblicata da Longanesi.

Dapprincipio, la mia enorme curiosità era indirizzata al grande Leonardo Da Vinci, e a quel piccolo e a mio parere non così speciale quadro che è esposto al Louvre. Ma come mai un quadro simile ha suscitato così grande interesse? Lasciando da parte Dan Brown e le sue fantasiose assertazioni, sinceramente quando l’ho visto dal vivo, ne sono rimasta solamente delusa. Troppo piccolo, faticavo a vederlo dietro quella enorme teca dai vetri così spessi e la marea di persone assiepate a contemplarlo. Quando ritornerò nella mia amata Parigi, ad Aprile dell’anno prossimo, lo guarderò per la terza volta, chissà che non cambi idea. A me piace molto Leonardo, sia chiaro, ma non sono stata rapita dal sorriso enigmatico della Gioconda. Invece, la Kalogridis incentra tutto il romanzo proprio su quella dama che sorride in maniera non enigmatica, ma secondo l’autrice quasi derisoria, perchè nasconde un segreto che nessuno mai saprà. La storia è avvincente, senza intoppi, così intrigante che l’ho letto in pochi giorni. La scrittura mi rapisce, mi conduce a mano lì insieme con personaggi illustri, tra cupi momenti in cui la corte dei Medici e il loro dominio comincia a tentennare. Non ho mai studiato a fondo quel periodo, avevo solo un esile ricordo scolastico, ma la vivida rivisitazione storica che la Kalogridis tratteggia, mi ha davvero incuriosito e affascinato. Non vi dico di più, vale la pena leggerlo. La figura femminile di Monna Lisa vi farà innamorare. Forse il finale, comprensivo di un happy end a tinte rosa ( ma ci sta benissimo), è un tantino esagerato, ma… è un romanzo, non dimentichiamolo mai. L’autore ha tutto il diritto di andare fuori dal seminato e dare una propria visione di quel che la storia non ci ha svelato, forse volutamente. E forse, le dicerie sul fatto che tanti vedano un autoritratto di Leonardo, ha qualcosa a che fare con il romanzo!

ALLA CORTE DEI BORGIA

1492, Sancia d’Aragona, figlia del re Alfonso II di Napoli, viene data in sposa a Goffredo Borgia, l’ultimogenito del pontefice Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, uomo potente e corrotto che sogna di dominare l’Italia. Un matrimonio combinato che ha come scopo proteggere Napoli dalle ambizioni di Luigi di Francia, ottenere l’alleanza con la Spagna e ampliare il potere del Papa. A Roma Sancia si trova circondata dalla grandezza della Città Eterna, ma anche avviluppata in una stretta trama di intrighi. La temibile Lucrezia sarà sua alleata o nemica? E Cesare Borgia diventerà un amante appassionato o il suo peggior nemico? Sulle orme della storia, Sancia s’addentra in un difficile cammino scoprendo doti che non sospettava di avere. E per sopravvivere, dovrà diventare più spietata dei suoi avversari.

Per quanto siano tutti e tre molto belli, questo è di gran lunga il mio preferito. Sarà che la storia della famiglia Borgia è così oscura che affascina, seppur sia convinta che la storia non sempre riveli ogni particolare, e sveli ogni verità. Per essere certi dell’attendibilità degli avvenimenti storici come sono descritti, avremmo dovuto vivere in quel periodo come testimoni oculari e quantunque lo fossimo stati, chi ci dice che non siamo condizionati da un sentimento o emozione che il personaggio ci suscita? Se magari quel personaggio non c’ispira fiducia, avrò una predisposizione più negativa nei suoi riguardi, così crederò alle dicerie senza attenermi alla realtà dei fatti, nè renderla oggettiva, perchè non sono più obiettiva. Sono opinioni diverse a seconda di quel che il personaggio suscita nell’individuo( dopotutto, siamo umani, no?). Insomma, io la penso così. Non credo che la storia ci abbia sempre svelato gli accadimenti nella sua totale effettiva realtà. Personaggi femminili che per le fonti storiche sono apparsi piuttosto negativi ( si dice che Lucrezia fosse esperta di veleni e che avesse avvelenato parecchi amanti…), diventano invece ‘umani’, protagonisti travolti dagli eventi, influenzati dalle circostanze, mossi da ragioni politiche, da intrighi e tradimenti, che per amore della famiglia sono in grado di fare qualsiasi cosa, anche la più turpe… Non penso che Lucrezia Borgia o Isabella D’Aragona siano state così negative come ho letto su wikipedia( su Isabella ho letto che era una donna di facili costumi). La Kalogridis restituisce a queste figure femminili la dignità e l’umanità. Un romanzo intrigante, che delinea il periodo in cui il potere temporale era per la Chiesa ben più importante della formazione spirituale dei fedeli. Il potere di conquista superava quello della fede. Alessandro Borgia non era di certo un santo… nemmeno Cesare Borgia, se è per questo. La nota a fine romanzo dell’autrice rivela quanto cerchi di essere fedele alla storia, senza però condividerne alcuni passaggi, e il risultato è assolutamente eccellente!

LA REGINA MALEDETTA

Caterina de’ Medici è una delle regine più calunniate della storia. Nel suo ultimo romanzo Jeanne Kalogridis racconta la storia di una ragazza dolce, destinata a diventare una pedina nei machiavellici giochi di corte. Figlia della famiglia più potente di Firenze, Caterina rimane orfana in tenera età e a quattordici anni viene data in sposa a Enrico Il di Francia. Ma la vita alla corte di Francia si rivela molto difficile per la giovane regina. Oscurata dall’amante del marito, la splendida Diana di Poitiers, Caterina fa ricorso alle arti oscure della stregoneria per riconquistare l’amore di Enrico e riuscire ad avere quei figli che sembrano non voler arrivare. Su uno sfondo storico perfettamente ricostruito, Jeanne Kalogridis ci regala l’avvincente ritratto di una donna forte e desiderosa di felicità.

Finito da poco. Eccezionale romanzo costruito storicamente nei minimi dettagli. Che dire se non che è stupendo? In più, adoro la Francia e Parigi. Caterina De medici è un personaggio a tutto tondo, ricostruito alla perfezione, con tutte le fragilità, le debolezze che contraddistinguono una donna che diventa delfina in un paese straniero, dove non conosce nessuno e nessuno la vuole. Una donna forte che per un dono che possiede fin da piccola, quello della preveggenza, deve combattere contro il destino stesso che purtroppo, svelerà le carte senza poterle cambiare. La verità fin dall’inizio le sarà chiara, ma non vorrà assolutamente che l’amore possa essere sconfitto, e farà qualsiasi cosa, anche la più turpe pur di salvarlo. A chi piacciono i romanzi storici,  con un pizzico di elemento soprannaturale, lo consiglio caldamente. Ottime le ricostruzioni dei banchetti nuziali. Giuro, mi sembrava di essere lì con loro. Ho già detto che amo quest’autrice?

DIMENTICAVO: la traduzione è ottima, non ci sono refusi, nè sbavature, un plauso alla traduttrice. Contando sul fatto che una traduzione fatta bene, non deve essere letterale, credo che lo stile della Kalogridis lo rispecchi. Ma chi ha detto che per scrivere un romanzo storico si debba per forza utilizzare un linguaggio aulico, forzato e obsoleto? Questi romanzi sono meravigliosi e la scrittura è elegante, senza essere prolissa, nè ridondante, nè piena di parole auliche che appesantiscono la storia. Insomma, ricordiamoci di essere nel duemila, questi romanzi ne sono un esempio lampante!

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Bisogna discernere… prima parte!

Questo post è anomalo, perchè poco ha a che vedere con la scrittura, il mondo dell’editoria e quant’altro. Forse ha a che vedere con i libri, ma alla lontana. Ci ho pensato su un bel po’ prima di scriverlo, ma alcuni fatti di questi ultimi giorni mi hanno portato alla conclusione che, dato che si tratta del mio blog, il mio spazio personale, credo di essere libera di dire quel che penso. Non preoccupatevi non ho alcuna intenzione di offendere chichessia, non sono un’adolescente e sono sopravvissuta a una madre-generale, tanto dolce e buona, ma profondamente convinta che i propri figli si dovevano crescere con polso forte, insegnando loro principalmente le buone maniere. Mia madre è una guerriera, quando c’è lei siamo tutti sull’attenti! Il risultato è che da brava figlia minore, per quanto fosse mio fratello la pecora nera, diciamo che ero piuttosto ribelle, quindi so benissimo che cosa vuol dire essere educati. L’ho imparato con le buone e le cattive.Chiuso l’inciso, ora capite perchè mi definiscono IENA, sono leggendarie le litigate tra me e mia madre, e forse dipende dal fatto che credo di somigliarle un pochino, non solo fisicamente. Chiuso l’inciso di nuovo.

Il titolo del post è chiaro, mi sembra, no? Bisogna saper discernere. Soprattutto quando si coltiva una passione e si fa di tutto per approfondirne la conoscenza. Io sono profondamente interessata ai temi esoterici. Diciamo su larga scala, sono onnivora e leggo qualsiasi cosa che mi possa avvicinare il più possibile alla comprensione di  tali temi, anche molto ostici. Quando comprai un saggio sulla teosofia, convinta di voler capire a fondo i pensieri della Blavasky, riuscii solo a leggere poche pagine, alchè mi dovetti dare per vinta. Vi erano concetti sulla concezione della nascita del mondo, che mi davano fastidio. Non riuscivo a sopportare che la teosofia potesse essere così lontana dalla mia visione della vita, quasi Biblica e del mondo. Il libro è ancora lì, perchè io credo che ci siano i momenti giusti per leggere e per capire le cose e solo quando siamo pronti ad accettare certe realtà, è il momento perfetto per discernerle.

Non so che cosa mi abbia spinto a studiare la storia del Cristianesimo e la branca ‘eretica’, non accettata dalla Chiesa. Sono cresciuta dalle suore, lo ammetto, ma non sono mai stata influenzata dalle estenuanti ore di religione, anche se andavo a Messa quasi tutte le mattine prima di andare a scuola e se studiavo con zelo le vite dei santi. Le suore del Don bosco all’epoca erano molto ligie al dovere religioso, eravamo un collegio esclusivamente femminile, indossavamo il grembiule e ci dovevamo vestire decentemente, erano vietate le minigonne e il trucco. Ma vi assicuro che la mia classe era talmente indisciplinata che una mia compagna un giorno tagliò con le forbici il ciuffo del nostro insegnante di religione, Don Antonio. Il risultato fu una punizione con un voto di meno per tutte in condotta! Dopo il diploma, scappai a gambe levate da tutto ciò che avesse a che fare con la religione. Non perchè fossi atea, anzi, ma perchè non mi piaceva essere costretta a fare le cose, nè a credere a qualche cosa, se non capivo prima che cosa era in realtà. Ho iniziato così con alcuni saggi che prendevano in esame il periodo del primo cristianesimo con scientificità, rigore e disciplina, che si concludevano con verità che per una come me, cresciuta a pane e Bibbia ( per così dire), erano molto sconvolgenti. Quando lessi il saggio su MARIA MADDALENA di Lynn Picknett, sono stata male per un bel po’ di giorni. Non era tanto il fatto di aver letto cose sconvolgenti, ma non trovavo giusto farci stare nella completa ignoranza quando c’è un mondo di realtà, alcune poco verosimili, altre da prendere in concreta considerazione, e che queste siano state insabbiate per permetterci di non discostarci dalla fede, così come ci è stata insegnata. Ora, lungi da me fare un’analisi di tutto questo, per carità, io sono per il vivi e lascia vivere, ma come tale, da ricercatrice, sono una che non riesce ad accettare come un asino e dire sì, se c’è tutto un mondo al di sotto che deve essere conosciuto. Poi, starà a me decidere quale via intraprendere, credo che nessun’altro debba decidere per me. Ora, se io sono convinta che all’epoca di Gesù, Yeshua, ci siano stati dei profondi e poco chiari gap, buchi storici, cuciti malamente, senza farci capire molto di quel che è accaduto in quel periodo, non credo che si debba mettermi al rogo. Forse, se fossi vissuta nel cinquecento, tutto quel che penso, mi ci avrebbe portato. Leggere Kathleen Mcgowan m’ha aiutato a unire con un filo logico tutti i miei vuoti. Basta leggere i vangeli gnostici per comprendere il significato della personalità e la presenza di una Sacerdotessa come Maria Maddalena, io le sono fondamentalmente devota. C’è chi ci crede, chi no, chissenefrega.

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In viaggio… e racconto breve….

Lo so. Da tempo non aggiorno LA CASA, è vero. Questo è un periodo di transizione per me e cerco di viverlo nel miglior modo possibile, anche se non è nel mio carattere essere tranquilla, ma all’opposto sono una persona che rimugina, riflette, pondera, soffre in silenzio etc… Ammetto anche di essere una persona che tende a tenersi in disparte, soprattutto nel campo letterario. Non faccio parte di alcun forum, conosco pochissimi scrittori ma solo per scelta personale, la maggior parte di chi mi legge e sostiene è solo lettore e su questo ne ho ricavato in salute. Il fatto che ultimamente mi sia allontanata ancor di più dalla scrittura è venuto a mio vantaggio. Ho potuto pensare a lungo alle mie scelte, in un certo senso mi sono ossigenata il cervello, schiarita la mente, rispistinato i circuiti intellettivi. Ebbene ho trascorso una vacanza che quella di Fracchia è nulla a confronto, perchè c’avevamo la nuvola nera sopra la testa che ci ha seguito per ben sei giorni ininterrottamente, ma a parte questo devo a quel viaggio moltissimo. Visitare i castelli e le chiese gotiche del Sud Tirolo, credetemi, non ha eguali. Mi sono ritemprata lo spirito dall’immensa cultura, sono tornata piena di energia ed entusiasmo, non so dove verrà indirizzato, ma da qualche parte di sicuro finirà… forse ricomincerò a scrivere con più fiducia in me stessa e chi lo sa!

Nel frattempo una piccolissima soddisfazione l’ho ottenuta con un mio racconto breve che verrà pubblicato nell’Antologia scaturita dal concorso della Freaks Edizioni ‘I brevissimi’, è poca cosa, ma per me è qualcosa. Mera soddisfazione personale, non c’è altro dietro a una pubblicazione con altri 60 racconti pubblicati, eh? In particolar modo perchè ‘La signora dei cimiteri’ è un racconto molto particolare, cui l’idea mi era venuta in mente mentre andavo al cimitero ( cosa che faccio molto spesso) a trovare i miei amati suoceri. Ammetto che i cimiteri hanno il loro fascino, li considero luoghi di pace, non di morte. Non posso inserirlo nel blog per motivi di copyright, ma se vorrete leggerlo, ve lo invierò in privato, ovviamente solo a chi conosco bene e che viene spesso a leggermi nel blog!

Inserirò qui perciò una foto che ho fatto al misterioso Castello del Tirolo, ricco di fascino e anche di storia, un luogo che considero stranamente magico, o quanto meno pieno di presenze che si sono fatte immortalare nelle mie foto eheheh E dato che con la foto ci sta benissimo, posterò un racconto breve che avevo messo tempo addietro su Facebook, e che ad alcuni è piaciuto molto. E’ stato scritto due anni or sono, ora non scrivo più racconti da parecchio tempo. E’ una rivistazione del viaggio Dantesco che l’anima compie alla morte…

IN  VIAGGIO

Ogni errore è scolpito nella mia memoria che si perde nel tempo e nello spazio.

I Tormento

Camminava senza alcuna fretta. Strascicava i piedi ma non li scorgevo. Eppure udivo il debole fruscio del tessuto e l’attrito pesante sul terreno.

Si appoggiava faticosamente alla falce che tratteneva tra le mani, artigli che ghermivano.

Un predatore.

Io, la preda.

Il cappuccio nascondeva per metà il suo volto. Una luce sanguigna illuminava occhi scavati di un teschio scarnificato. Quando mi fissò, una immane forza risucchiò ogni mio pensiero.

Il mio io posseduto. Un burattino al quale venivano tirati i fili di un’illusoria esistenza.

La Morte digrignò denti anneriti dall’immortalità, la mascella scricchiolò producendo un rumore sordo. Secco.

Mi diede le spalle e procedette senza fermarsi. Avrei dovuto seguirla ma l’orrore mi sopraffece, e gridai a squarciagola. L’urlo rimbombò nelle cavità di quel luogo ameno, all’apparenza Infernale.

In effetti, non ne ero tanto sicura.

Il suono della mia voce, così reale e vivido, echeggiò disperdendosi. Una buia e lunga grotta dove l’oscurità del Nulla che divorava Tutto, penetrava come gelo nelle ossa. Era capace di far rabbrividire anche il cuore più impavido. Ma il mio non lo era.

La Morte si fermò.

Più in là, in un sogno senza tempo, intravidi una bara bianca soffocata dalla terra.

Agghiacciata dalla paura, mi paralizzai. Un sibilo acuto e doloroso scaturì dalla mia gola.

Fu in quell’istante che lo notai. Il cappio penzolava nel vuoto oscillando come una finta promessa di speranza.

Avrei trovato la liberazione dal dolore solamente infilandomelo al collo. Avrei potuto farla finita e decidere di sprecare la mia vita rifuggendo la sofferenza.

− Aiutami – la esortai, allungando la mia mano verso la sua. Gli artigli non afferrarono che il vuoto.

I suoi occhi come ombre di sangue. Nessuna risposta dal buio della Morte.

Nel suo sguardo vidi riflessa la mia anima arida, imprigionata in un disperato grido d’amore che s’infranse nel silenzio.

L’ignoto aprì un varco nel Nulla.

II Dolore

L’aria grigia e tetra era opprimente. Una fitta e densa nebbia che puzzava di uova marce. La grotta era scomparsa all’improvviso trascinando con sé la tenebra dove la Morte dimorava.

Cieca, raminga senza meta. Le mani protese in avanti nel timore di precipitare nel vuoto.

Calpestavo melma, i piedi affondavano nel fango. A ogni passo, udivo fievoli gemiti. A ogni lamento, molteplici passi che sprofondavano nel dolore al pari mio.

Mi trovavo nell’antro dell’espiazione dalla sofferenza, ma non ne ero così sicura.

I ricordi s’infransero come onde nel mare della vita.

Che avevo fatto?

La mia esistenza sprecata per ignavia e debolezza. La depressione mi aveva lusingata. Pensai di aver vinto. Mi ero fidata e l’avevo lasciata fare. Chiunque avesse tentato di destarmi da quel terribile patimento non fu abbastanza veloce da riuscire a salvarmi.

Non volevo essere salvata.

M’insegnarono che il libero arbitrio era necessario per comportarmi con coscienza. Ma la follia e l’egoismo sconvolsero il mio equilibrio e fui incapace di domandare aiuto.

A chi mi amava e a Dio.

I rimorsi come schegge di vetro che coprirono di sangue le mani. Erano ferite difficilmente guaribili.

Dovrò scontare per l’eternità le conseguenze dei miei sbagli.

Fino a che la Consapevolezza non mi richiamerà all’ordine.

III Purificazione

Dove mi trovavo nulla era misurabile, eppure mantenevo un vago ricordo della temporaneità della vita.

Ero convinta fossero trascorsi lunghi secoli. La lunga, dolorosa, attesa mi avrebbe ricompensato di quel che avevo perduto?

Immaginavo la mia amata, azzurra, Terra mutare, trasformarsi, germogliare e fiorire nella sua assoluta bellezza che da viva non ammiravo quasi mai, così presa da me stessa e la mia caducità. Non potevo esserne partecipe.

Struggenti ricordi mi resero quasi agonizzante.

Il motivo per cui la mia esistenza fu un inferno sulla terra mi annientò.

Avendo conosciuto il vero luogo in cui dimorano le anime peccatrici, non mi sarei mai permessa di violare la sacralità dell’essere umano.

I doni mi si offersero a piene mani, ma non potevo goderne nell’oscurità in cui mi trovavo.

Piansi.

Capii quanto la mia sciocca vacuità fosse stata l’artefice della mia rovina.

In quella consapevolezza mi accorsi di quanto avessi provocato sofferenza in chi mi amava.

− Mi dispiace − esordii in un lamento senza fine.

E la Vera Luce si presentò.

IV Il Ritorno

Quel che accadde in seguito non riesco a rammentarlo.

Fare il bagno nella Luce della Vita è un’esperienza inimmaginabile, salvifica, che annulla la memoria storica.

Il motivo per cui un’anima in pena come la mia abbia avuto questo privilegio, forse ha a che vedere coi secoli trascorsi a mia insaputa, che mi hanno permesso di comprendere quanto sia stata stupida a gettare via la vita. Di tutto ciò, non potevo che trarne insegnamento.

Tuttavia, ora, la mente è confusa.

È un bozzolo. Una tabula rasa, pronta a essere di nuovo riscritta.

Del lungo, periglioso, viaggio intrapreso per raggiungere piena coscienza del mio io, non rimangono che sfocati frammenti.

Invece, vorrei spiegare quanto sia meraviglioso e gratificante essere ritornata.

Ma è impossibile descrivere uno stato d’animo simile.

Si può solo immaginare.

È come essere sopravvissuti a una terribile catastrofe.

Solo vivendo il dolore, la sofferenza e la paura si riesce a comprendere il vero significato dell’esistenza.

Questa è la ferrea legge Universale.

Non c’è Tenebra che Luce non conosca.

Ho sconfitto la Morte e posso amare di nuovo la Vita.

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Ultime letture: Felicità senza zucchero, Scarlett, Il libro dell’Amore…

Come avevo precedentemente scritto, per quanto sia in lunga pausa dalla scrittura, non lo sono dalla lettura, anche perchè ho innumerevoli romanzi da leggere che sono lì che mi guardano, ansiosi che li sfogli, e ultimamente sono ben propensa a divorare libri, come facevo un tempo. Oggi parlerò degli ultimi tre che ho letto molto volentieri, sono contenta di aver ritrovato il piacere di leggere, l’avevo perso da tempo insieme con la passione di scrivere, almeno qualcosa di buono ho ritrovato.

Per altro, queste mie sono letture tutte consigliabili.

FELICITA’ SENZA ZUCCHERO

Mi piace Lolly Winston. La trovo piuttosto cervellotica come scrittrice, perchè viviseziona tutti i personaggi, sia le protagoniste femminili che quelli maschili, andando in profondità e snocciolando ogni nevrosi, paura, debolezza, ansia e nel contempo facendo compiere al personaggio prima una immersione nel suo stadio negativo per poi riportarlo alla luce, alla consapevolezza di se stesso, al cambiamento in positivo. Una catarsi psicologica che potrebbe essere pesante per chi legge e invece no, perchè il suo linguaggio è semplice, lineare, fluido e a tratti anche ironico, si rimane concentrati nella storia. Non è affatto una scrittrice chick-lit, è solo una scrittrice di romanzi di narrativa non di genere, questo è poco ma sicuro. Avendo letto per primo CIOCCOLATA PER DUE e avendolo trovato molto interessante, anche per le tematiche piuttosto difficili che l’autrice tratta, non ho voluto affatto perdermi anche quest’ultimo, comprato in versione tascabile con tanto di mega sconto del 30%. Insomma, si capisce che adoro la PIEMME? Sì, l’adoro.

In questo romanzo la Winston affronta un tema piuttosto delicato, quello delle sterilità femminile. Elinor non riesce ad avere figli e così dopo le varie inseminazioni e fecondazioni in vitro con risultato negativo, si allontana dal marito, Ted, diventando incostante, perennemente arrabbiata, perdendo il proprio equilibrio psicofisico, diventando l’ombra di se stessa. Il marito che non riesce, pur amandola, a farle capire che un figlio per lui non è la cosa più importante, si sente trascurato e commette per debolezza( perchè è il classico uomo buono, ma senza tante palle) il tragico errore di avere un relazione con un’altra donna. La relazione viene scoperta per caso da Elinor e da qui ne accadranno di ogni. Quel che mi è piaciuto della Winston è tratteggiare una protagonista femminile che non è particolarmente amabile, almeno per la sottoscritta, mentre ha descritto il marito con delicatezza, quasi a essere pur nel suo tradimento, capito e compreso. In realtà nel romanzo tutti i personaggi vengono descritti con grande capacità psicologica, anche i minori. Fondamentalmente, mi sono sentita in sintonia con il marito di lei, perchè ho trovato stupido l’atteggiamento di Elinor di voler avere un figlio a tutti i costi e di incolpare il marito per questo, quando in realtà ciò che è più importante è mantenere saldo l’amore della coppia e trovare lo stesso la voglia di continuare in due, se in tre o più non si può essere. Credo che il messaggio del romanzo fosse proprio questo…

SCARLETT

Se la Winston è stata una sorpresa, BARBARA BARALDI lo è di più. Devo ancora leggere gli altri suoi romanzi e ammetto che la letteratura gotica non è il mio forte, ma avevo sentito parlare così bene di lei che non appena ho notato il suo ultimo romanzo, ho deciso di prenderlo( col 30% di sconto pure questo). So che la BARALDI è considerata la regina del gotico Italiano, e mi levo tanto di cappello perchè la trovo proprio brava. Una scrittura asciutta, poco ridondante ( personalmente non sopporto chi si nasconde dietro le belle parole, perchè andare al sodo e far capire il proprio talento è altro),  poetica e riesce a tenerti in scacco fino a quando non arrivi alla fine del romanzo. L’ho letto in un giorno e mezzo SCARLETT, era breve per la mia super velocità di lettura, quindi l’ho letteralmente divorato. Diciamo che il plot narrativo rientra nei canoni, trattandosi di ragazzini che vanno al liceo, con difficoltà familiari ( i suoi genitori litigavano sempre) il trasloco e una scuola nuova in cui ambientarsi in quel di Siena. Scarlett è una ragazza normalissima, il suo modo di vivere è tipico dei ragazzini della sua età, fa fatica a fare amicizia, insomma, tutto nella norma di questi romanzi per ragazzi… ma quando fanno la loro comparsa Mikael e Vincent, ecco che cambia tutto. Non voglio spoilerizzare, ma finalmente c’è qualcuno che pensa che non serve sempre mettere vampiri e licantropi in ogni dove, insomma di creature gotico-fantastiche ce ne sono na marea, e sinceramente non se ne può più di vampiri( nè sopporto l’ultima tendenza giovanile di parlare di angeli come creature oscure, ma che cavolate immani!). Quindi ben vengano questi due bellissimi ragazzi, che non sono nè vampiri, nè licantropi, nè mezzosangue, ma i guardiani dell’inferno, nè angeli, nè demoni, una via di mezzo, che proteggono gli umani dal mondo infernale. Il romanzo è una lettura molto piacevole, la Baraldi scrive davvero bene, vorrei leggerla in cose più intriganti e forti, lo farò…

The last, but nont the least e anzi l’ho tenuto per ultimo perchè per me è di particolare importanza:

IL LIBRO DELL’AMORE

Il seguito del VANGELO DI MARIA MADDALENA, è molto affascinante, sia per la tematica trattata- Maureen deve cercare di trovare il vangelo scritto di pugno da Gesù e andato perso chissà dove, sia per il salto temporale nell’anno mille con la descrizione della vita della grande Matilde di Canossa, che per grazia di Dio è! Non tratta solo di questo, ma di tantissimo altro, bisognerebbe leggerlo di nuovo e più attentamente per poterlo scoprire. Ciò che mi ha lasciato esterrefatta sono state le note dell’autrice e quel che in esse racconta. Credo che per leggere questi romanzi bisogna essere aperti con la mente. Tutto quel che posso dire è che mi ha lasciato una sensazione molto positiva dentro di me. Mentre lo leggevo, dato che la stessa autrice rivela che ha scritto questo romanzo come un labirinto iniziatico, inserendo al suo interno indizi esoterici, che per altro si riesce a capire solo con altre letture…ho pensato di mettere, per chi volesse approfondire gli argomenti trattati, tutti i saggi che in un certo qual modo mi hanno aiutato a percepire il romanzo non come un semplice thriller ( ripeto non lo è), ma come quel che è: una Via diversa di comprensione di conoscenze che sono andate perdute nel tempo. Quando si parla del labirinto nella Cattedrale di Chartres, che è di una meraviglia unica, mi sono informata su altri labirinti che ci sono qui in Italia, oltre a quello della Cattedrale di S.Martino di Lucca… dopo aver letto il romanzo, altrimenti non capite quel che voglio dirvi, date un’occhiata al labirinto di Alatri, e rimarrete davvero a bocca aperta dallo stupore! E poi ricordate che nell’arte c’è molto più di quel che i vostri occhi vedono… bisogna guardare bene per capire…

Di seguito le letture che vi possono aiutare per capire meglio il romanzo:

-I VANGELI GNOSTICI, Elaine Pagels, Oscar mondadori.

-LA RIVELAZIONE DEI TEMPLARI, Lynn Picknett- Clive Prince, Sperling Paperback

-LA CABALA, Will Parrett, Nuovi Misteri ed Oscar Mondadori.

-IL DESTINO COME SCELTA- psicologia esoterica, Thorwald Dethlefsen, ed Mediterranee.

-MARIA MADDALENA, Lynn Picknett, Ed. età dell’acquario.

-INCHIESTA SUL CRISTIANESIMO, Corrado Augias-Remo Cacitti, Oscar Mondadori.

BUONA LETTURA!!

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Agorà – Il vangelo di Maria Maddalena e…

Ho modificato questo post nella prima parte.

Buona giornata a tutti i lettori del mio blog, e grazie perchè siete sempre in tanti!

Come vedete dal titolo oggi il post prenderà una piega molto diversa e credo che da qui in avanti pure il blog sarà diverso, anche se non so fino a dove, nè come… Mi scuso perciò con tutti coloro che si aspettano ‘qualcosa’ da me, che non potrò al momento soddisfare, non sono più in grado di essere quello che sono stata finora, dato che sento di dover andare avanti, cambiando certe tendenze e forse cambiando pure la strada da seguire, ma rimanendo sempre nella verità e sincerità. Parole criptiche, forse… non scervellatevi, non sono uscita di senno, chi vuole intendere, intenda!

Inizio da quel E…: senza farne una questione di stato, e poichè l’ho già accennato su FB, e ringrazio chi ha appoggiato la mia scelta, con gentilezza e cortesia, credo sia d’uopo pure qui dare il mio ADDIO( breve o lungo, non lo so ancora) ALLA SCRITTURA! Mi fermo per un bel po’, metto il tasto pausa sia dalla scrittura che e soprattutto da il marcio che sta intorno, e cerco di ossigenarmi il cervello che in tutti questi anni mi si è annacquato. Ho perso la voglia di scrivere, non tanto perchè trecento editori mi hanno rifiutato il romanzo, il che non è affatto vero, ma solo perchè ne sento l’estremo bisogno e stare ferma alla fine non cambia niente. Per me scrivere era una gioia, ora non lo è più. A volte era anche una sfida, ora ho perso ogni sorta di stimolo. Ultimamente mi accorgevo che scrivere era un obbligo, non mi sentivo più in grado di dire nulla… Però, dato che ci ho lavorato per anni e ho faticato come un mulo, il mio thriller PREDE, che è ancora al vaglio di alcune case editrici, merita di essere seguito. Gli altri tre che ho nel pc, rimarranno lì per un bel po’, e non li prenderò in mano nemmeno per correggerli. Quando dico una cosa, è quella e stop!

Ritorno perciò alle mie letture, ai saggi, che ho lasciato a impolverarsi da tempo immemore che mi appassionano da anni. Oggi volevo riunire in un unico post un film e un romanzo, che apparentemente sembrano molto diversi, ma hanno qualcosa in comune: due donne straordinarie che hanno avuto molta importanza nel periodo in cui hanno vissuto, anche se poi sono state: una barbaramente uccisa per le sue idee, l’altra accantonata per la verità che portava con sè e cioè gli insegnamenti della Via…

Ah, essendo una lettrice instancabile, non ho detto che non verrò più sul blog per parlare dei romanzi che leggo, anzi, forse non parlerò di scrittura et similia, ma di libri, sì! State sempre sintonizzati, quindi!

AGORA’

Io l’ho trovato un film straordinario. La nota su Wikipedia dice:

Ipazia (in greco antico: Ὑπατία, in latino: Hypatia; Alessandria d’Egitto, circa 370Alessandria d’Egitto, marzo 415) fu una matematica, astronoma e filosofa greca. Rappresentante della filosofia neo-platonica pagana,[1] la sua uccisione da parte dei parabolani, monaci cristiani,[2] l’ha resa una martire del Paganesimo[3] e della libertà di pensiero.[4]

Ecco, è detto tutto. Il film è incentrato proprio sulla bellissima figura di IPAZIA e sui conflitti religiosi di quel periodo, che a mio avviso hanno poco di diverso da quel che capita oggi nel mondo. In quel periodo Alessandria era fulcro, centro, di diverse religioni che tentavano di sopravvivere in uno spazio ristretto, nella famosa AGORA’ si concentravano più predicatori convinti di possedere l’assoluta verità. La religione cristiana stava prendendo il sopravvento sulla pagana( non dimentichiamoci che c’erano anche gli ebrei, persecutori e perseguitati), i pagani venivano soppressi tramite le sommosse. I parabolani non avevano le bombe a mano, ma utilizzavano lance, pietre e coltelli affilati e rendevano il maltolto a chi non la pensava come loro, forse vittime di una lunga persecuzione cristiana perpetratasi nei secoli… sinceramente trovo la guerra tra le religioni un’idiozia. La religione è creata dall’uomo, Dio non c’entra nulla con tutto questo, ma sembra che secoli e secoli di storia sanguinaria, non abbiano avuto l’effetto che si potrebbe sperare, tanto che adesso la storia non è cambiata, ora ci sono i kamikaze… Senza entrare in temi così difficili, questo non è il luogo giusto dove approfondirli, io ho trovato la figura di IPAZIA assolutamente straordinaria come è affascinante la religione neoclassica in un quartiere come Alessandria che ospitava una delle sette meraviglie del mondo antico, ora purtroppo perdute e cioè l’enorme quantità di documenti dello scibile umano contenuti nella BIBLIOTECA D’ALESSANDRIA. Essa cadde vittima del conflitto tra cristiani e pagani, nel 389 D.C. ci fu la distruzione del tempio di SERAPIDE ad Abu-Qir, mentre nel 391 la distruzione della biblioteca per ordine dell’imperatore Romano Teodosio, che la considerava l’ultima roccaforte dei pagani egiziani. Ipazia viene uccisa 14 anni dopo, la matematica platonica e l’ultima persona che ha insegnato nel Mouseion ( consiste nel luogo dove c’era anche la famosa Biblioteca ) venne uccisa barbaramente dai parabolani che la lapidarono, e poi la tagliarono a pezzi e li misero nei punti strategici della città per ricordare a tutti che qualsiasi pagano avrebbe fatto la stessa fine. E’ per questo che di Ipazia si conserva molto poco, se non le lettere di Sinesio, suo alunno nel Museo e successivamente vescovo di Tolemaide e poco altro. Per quanto sunto dell’intera storia, che andrebbe approfondita perchè molto interessante, il film è bellissimo ( spettacolari le riprese spaziali della terra a voler ricordare che noi siamo un piccolo puntino nell’immensità dell’universo), commovente e tragico di per sè, soprattutto per coloro che mai hanno studiato la storia del Cristianesimo se non ciò che riportano i vangeli. Ecco, basterebbe ampliare gli orizzonti per rendersi conto che non è tutto oro ciò che luccica e gli scheletri nell’armadio ce l’hanno tutti. Per altro, questo film è uscito l’anno scorso, mentre in Italia non se ne era a conoscenza, forse qualcuno ha bloccato la distribuzione e chi lo sa… Vorrei dire molto di più, ma voglio evitare gli spoiler e invitare tutti a vederlo perchè merita.

Rachel Weisz è fenomenale, ha interpretato alla perfezione Ipazia, donna estremamente colta e forte, ma anche coraggiosa e senza alcuna paura, e come ultima cosa vorrei sottolineare una frase bellissima che pronuncia Ipazia nel film: ‘Unico mio sposo è la verità‘. Teniamo sempre a mente questa frase perchè non sempre la verità è contenuta nei libri di storia, ma si è perduta ed è stata soffocata nel tempo, non solo in questo caso…

IL VANGELO DI MARIA MADDALENA

Quando Maureen Paschal, giovane giornalista nota per le sue ricerche sulla figura di Maria Maddalena, riceve una lettera da Bérenger Sinclair, un nobile scozzese che la invita nel suo castello in Francia il giorno del solstizio d’estate per rivelarle un segreto che la riguarda, non sa che si sta lanciando in un’avventura densa di misteri e di morte.Guardando una fotografia di Maureen, Sinclair ha riconosciuto l’anello che la donna ha al dito, donatole da un antiquario di Gerusalemme. Secondo la leggenda, solo l’eletta può portarlo, colei a cui è dato di scoprire i papiri segreti che Maria Maddalena ha portato con sé fuggendo dalla Galilea, e che sono nascosti in Linguadoca. Sono testi rivoluzionari, che molti hanno cercato invano di recuperare nel corso dei secoli e che raccontano del legame tra la Maddalena e Gesù, e dei figli nati dal loro matrimonio.
Ma Sinclair non è l’unico a interessarsi ai preziosi papiri. Anche una setta segreta, la temibile Corporazione dei Giusti, è disposta a tutto, persino all’omicidio, pur di impadronirsene.
E quando Maureen troverà su una vecchia tomba un’incisione identica a quella del suo anello, la caccia si farà spietata.

Mi sono imbattuta in questo romanzo perchè da tempo mi consigliavano di leggerlo, solo che non sapevo che cosa ci avrei trovato. Lo considerano thriller, ma ha pochino del genere, in realtà la storia narrata è piuttosto controversa e potrebbe far venire le scaldane a parecchia gente. Alcuni lo vedranno come una emerita cazzata, propinata dall’autrice per eccesso di mitomania, altri lo vedranno come una storia scomoda… altri ne considereranno la peculiarità e cercheranno di trovare qualche nesso logico, qualche verità di fondo, forse andando alla ricerca di saggi che possano avvalere la teoria, ma difficilmente si riuscirà a trovare tutto quel che c’è scritto in questo romanzo. Questa premessa per dire che io l’ho letto, ma non ci passo per niente sopra, perchè molte cose che ho trovato al suo interno io le so già, le ho già lette in vari saggi sul Cristianesimo e sulla figura della Maddalena. Una figura senz’altro piena di fascino che studio da parecchi anni…

Mi sono sempre domandata perchè all’uscita del CODICE DA VINCI si sia mosso il mondo intero, facendo diventare miliardario il furbino Dan Brown, il quale non ha fatto altro che spulciare vari testi, unire alcune teorie  controverse e scrivere un thriller, un vero thriller ( nel senso che trattasi di romanzo, opera di finzione), che ha poco della verità, tanto di miscuglio di cose prese a casaccio ( per quanto mi sia piaciuto, eh?) per farcire il thriller di notizie vere, ma buttate lì, così. IL VANGELO DI MARIA MADDALENA non ha suscitato tutto questo interesse e la cosa mi stupiva mentre leggevo il romanzo, perchè lo consideravo molto, ma molto peggio di quello di Brown. Però, adesso che ho preso in mano il secondo della trilogia, ho capito perchè non ci sia stato clamore su tutto questo, e di certo non verrò a dirlo, se siete interessati alla storia di Gesù e di Maria maddalena e soprattutto aperti anche a considerare altre verità che non siano quelle propinate dai vangeli, forse potete anche leggerlo, altrimenti non vi fate il sangue acido e declinate.

Non dirò nulla di quel che c’è dentro il romanzo, a me è piaciuto proprio perchè non lo considero tale e anche perchè molte cose le sapevo già, e direi che se non si sanno prima, documentate e criticate, sono piuttosto inquietanti. Credo che nel corso della storia ci sia stata una sorta di occultamento di molte verità che altrimenti avrebbero scardinato i dogmi stessi su cui era fondata la religione cristiana. Io amo leggere, ma rimango sempre nello scetticismo fino a che non ho letto altri tremila saggi che mi aiutino a capire e a trarre un nesso logico e conclusioni mie personali. Posso solo dire che quel che ho letto non mi ha turbato, ma ha fatto luce su tante ombre… Vi metto il link al sito sulla trilogia se volete dare una occhiata:

http://www.trilogiadellamaddalena.it/book.view

BUONA LETTURA E BUONA VISIONE A TUTTI!

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