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ago
16
Beh, dai, concedetemi, un bell’AMEN anche questa volta! E colgo l’occasione da brava bloggerrr, di ringraziare i numerosi visitatori, il blog cresce sempre più, lo so che non gliene frega nulla a nessuno, ma a me fa piacere. E se ho cancellato parecchi commenti, è solo perchè ritengo doveroso che chi scrive, sia pertinente con il post che commenta ed educato con la padrona di casa, perchè questa fino a prova contraria è CASA MIA! Io non sono un critico, non sono una leccaculo ( passatemi il termine), nè vado da un blog all’altro facendomi figa pur di avere qualche commento, nè mi pregio di essere la migliore… Nè sono falsa in ciò che scrivo! Sono solo coerente e per fortuna chi mi conosce bene, lo sa!
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ago
12

Cari lettori, mi dispiace molto non aggiornare la mia CASA così spesso, ma purtroppo sento l’Estate, il caldo, l’afa ed essendo negli anta, la stanchezza, la pressione bassa e le… caldane la fanno da padrone, non contando che ultimamente mi concedo molte giornate di riposo e, se posso, me ne vado al mare! Non mi dilungherò nei miei soliti post panegirici, ma sarò piuttosto breve e poco pesante, lo giuro!
Scrittevolmente parlando, sono in un periodo piuttosto fervido e pieno di importanti decisioni. Ho deciso su che genere vertere, ho deciso che forse dovrei avere maggiore fiducia in me stessa e dare ai miei scritti più opportunità. Battere il chiodo finchè è caldo, insomma. Basta con il pessimismo! Ora a Settembre invierò un altro romanzo, genere chick-lit, al quale tengo particolarmente e che alle mie fidi lettrici stroncagambe è piaciuto molto. Sembra facile scrivere un romanzo ironico e leggero, ma credetemi, non lo è. Si rischia sempre di cadere nel banale e risaputo, ebbene… a quanto pare mi dicono che ho un enorme potere: quello di tenere desta l’attenzione del lettore fino alla fine e di non stancarlo mai. Wow! Devo crederci se me lo dicono in tanti e manco li ho pagati, a dire il vero a me non mi ha regalato mai niente e nessuno e mi sono sempre sudata tutto!
In questi giorni la lettura mi consente di sopportare meglio la calura infernale e di estraniarmi. Eh, sì, appunto, solo che c’è un però e un ma…
I REFUSI, maledetti bastardi!
La cosa è assai grave a mio parere e forse perchè io sono piuttosto esigente, sia con la mia scrittura ( decine di riletture, di stesure, leggo e rileggo fino all’esaurimento, fino a quando la storia non mi esce dalle orecchie e ancora non sono contenta…), che maggiormente nella lettura. Ho letto nel mondo dei bloggers che tanti si lamentano dei romanzi delle piccole CE ( parlo sempre delle non a pagamento, sia chiaro) e del fatto che di alcune l’editing è fatto coi piedi e le imperfezioni del testo e i refusi abbondano. Ma nessuno parla delle grandi CE, dei refusi che trattandosi di una grande, dovrebbero non essere la norma, ma solo un piccolo incidente di percorso. Ultimamente certi refusi abnormi, mi danno così fastidio, che tendo a evitare di comprare altro della suddetta CE, a meno che non sia un autore al quale tengo particolarmente.
La peggiore in assoluto è la Newton and Compton: il secondo di Keri Arthur ho dovuto abbandonarlo proprio per colpa di refusi a ogni pagina. Trattasi di frasi mozze, o di aggiunte che ci stanno come i cavoli a merenda, di refusi soliti, come le d-eufoniche che personalmente odio, addirittura errori di battitura, quasi ingenui… dico, ma gli editor in quel romanzo si stavano facendo una vacanza alle Maldive? Ma scherziamo? Come posso dire che un romanzo è godibile quando in OGNI PAGINA c’è più di un maledetto refuso? Mi fa capire quanto seriamente lavorino anche le grande CE. Io certe cose le guardo moltissimo, da lettrice onnivora e carnivora, se noto refusi simili, non compro più una cispa della suddetta CE, me ne guardo molto, ma molto bene! Non dico che ci sono in tutti certi refusi bislacchi, ad esempio LA PAPESSA era perfetto, ma poi andando a vedere mi sono accorta che è stato edito PIEMME e poi N&C ha curato ( si fa per dire) il tascabile. E te credo che non c’erano refusi, allora!
Ultimamente ho letto il piacevolissimo LE AVVENTURE DI UNA KITTY ADDICTED di Eliselle, edito da Zorro e anche lì… insomma, vogliamo capire che se stesso NON VA ACCENTATO? Il sè, se è seguito da stesso NON VA ACCENTATO, è un errore grossolano, intollerabile.( ERRATA CORRIGE: mi scuso con i lettori, ma l’editore Aldo Moscatelli de I Sognatori mi ha tirato le orecchie, in senso buono e ringrazio moltissimo, avvisandomi del mio errore su se stesso, il quale in realtà può andare anche accentato. Dall’Accademia della Crusca si evince che:“è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa “irrilevanza” specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini”.! Quindi, in definitiva, va bene in entrambi i casi. Ora farò MEA CULPA, mi fustigherò col cilicio, dopodichè credo mi scaverò pure la fossa!) Ho trovato lo stesso errore anche in AMABILI RESTI della E/O! Ho trovato anche alcune inesattezze a livello grafico, del tipo: in un discorso diretto l’urlato non va con le maiuscole, ma con il corsivo. Sono accorgimenti che rendono il testo anche gradevole a livello ottico e non solo a livello tematico.
Per ora quella che non mi ha mai deluso, è stata la PIEMME, che siano cartonati oppure tascabili. Di tutti i romanzi letti non ho mai trovato refusi, sono sempre ben curati e ben tradotti e questo la dice lunga su questa CE, che trovo davvero ammirevole. Anche la Longanesi è perfetta, i romanzi della Kalogridis sono stati tradotti egregiamente e senza un refuso, nemmeno uno, eh? Manco con la lente d’ingrandimento lo trovi!
Badate bene, non parlo di libri brutti, ma di romanzi scritti con massima cura nei dettagli. Non ditemi che non si guardano certe cose, se si fanno certi ragionamenti non si ha rispetto nè per il lavoro dell’autore stesso che spera di trovare dei bravi traduttori ed editor e si affida a loro, e tantomeno nei confronti del lettore, che non è stupido!
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lug
14
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Non posso che linkare questo video-parodia, delle ragazze dell’Associazione culturale Studio 83, che stimo moltissimo perchè primo mi hanno aiutato molto con la valutazione del mio thriller, secondo perchè sanno fare bene il loro lavoro e sono delle professioniste nel campo.
E qui la fanno bene in barba a quell’obbrobrio di spot televisivo (per altro, trovo ottima l’interpretazione del gesto di gettare il libro, assolutamente geniale e rispecchia in toto il messaggio dello spot dell’albatros, oltre a quell’inviacèlo ahahahaah) che ultimamente minaccia di farmi venire un alzamento di pressione per incazzamento, ogni volta che lo trasmettono, e sono tante le volte, perchè non fanno altro che alimentare le speranze di ignari scrittori che credono che quel che la signora dice, sia la sacrosanta verità! Per piacereeeee, quella è una spudorata campagna per gli EAP, non è illegale che si facciano certe cose, ma non si può assolutamente dire certe baggianate con quel sorriso plastificato in faccia e farla sempre franca( perchè dopo sono gli scrittori ignari che ci vanno di mezzo, mentre per quelli che sanno già tutto e continuano a farsi spillare soldi per pubblicare, dico accomodatevi, cazzi vostri!). Guardatevi l’esilarante e geniale video-parodia che ho linkato e così capirete il vero messaggio di quello che trasmettono in televisione: ed è in atto una democratizzazione culturale?… seeeee, e io c’ho scritto Jocondor in fronte!!!
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Category: A proposito di..., Avvisi e varie eventuali
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apr
14
Era da giorni che pensavo a un’argomento, che forse non sarà così interessante se non agli addetti ai lavori, come gli scrittori ad esempio, anche se non ne sono del tutto sicura. Innanzitutto, dovevo sincerarmi che il blog funzionasse bene, dati gli ultimi trascorsi, prima di scrivere un altro post e poi vedermelo cancellare, sigh!
Non preoccupatevi, va tutto OK col blog e anzi… siete tornati più numerosi che mai, robe dell’altro mondo, GRAZIE!
Che vorrò mai dire con quel Che c’è dietro? Vi siete mai domandati leggendo un racconto o un romanzo che cosa ha mai portato lo scrittore a scriverlo? Sembra una domanda quasi retorica oppure anche ingenua, meglio ancora una domanda del piffero, però quando leggo questo è il primo pensiero che mi passa per la mente. Quale sarà stata la scintilla scoccata nella fervida mente dell’autore per scrivere tal racconto o tal romanzo, e per scriverlo così bene? E’ naturale che mi riferisco a ciò che mi è piaciuto, la stessa domanda potrebbe valere al contrario però la formulerei così: ma dove cavolo ha trovato l’idea, non poteva risparmiarsela? Con tutto il rispetto per l’autore, se una cosa non mi piace, forse potrebbe anche prescindere dalla trama e vertere sullo stile.
Va da sè che questo quesito me lo pongo spesso, ma nelle recensioni non ne sento mai far cenno. Quando leggo qualcosa di buono, la fantasia galoppa in lidi lontani e mi scervello per trovare una soluzione all’enigma: Come ha fatto? Forse potrei rispondere, parlando di quel che c’è dietro alle mie opere. Anche se magari non gliene fregherà a nessuno! Ci provo.
Innanzitutto io amo l’originalità. Se ne leggono in giro di romanzi/ racconti belli e brutti, se ne leggono di cotte e di crude. Non sono avvezza ai racconti, nè a scriverli, nè a comprenderli, ma forse il motivo sta nel fatto che trovo molto difficile scrivere un racconto originale, più che un romanzo originale. Un racconto ti dà meno spazio di manovra, ti costringe a essere succinto, soprattutto se si è ingabbiati all’interno di determinati caratteri, come quelli imposti dai concorsi. Non ho più certi problemi, dal momento in cui concorsi non ne faccio quasi più… dico quasi… solo se ritengo che il gioco ne valga la candela. Nella maggior parte dei casi, non vale quasi mai, ma a volte vale!
Ad esempio: il mio racconto ‘Il cuore del deserto’ nell’antologia terzo volume, Un sogno dentro un sogno, I SOGNATORI.( sarà difficile che scriva ancora racconti così simbolici, a prescindere che piaccia o meno. Questo racconto è come si suol dire: BUONA LA PRIMA)
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Category: A proposito di..., Poesie e racconti brevi
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apr
07
Sarò super telegrafica, lo prometto!
PUNTO PRIMO: mi scuso per la mancata visibilità di sito e blog, un problema al server ha interrotto le comunicazioni per qualche giorno. Ora il problema è rientrato, grazie al mio webmaster che si è letteralmente spaccato la testa per comprendere l’accaduto e tutto è tornato liscio come l’olio, come vedete! E GRAZIE perchè nel mese scorso siete stati così numerosi da meritarvi un bonus bacio virtuale ( purtroppo non ho altro a disposizione, tipo che ne so un mio romanzo pubblicato da regalarvi aggratis…).
PUNTO SECONDO: ringrazio di cuore Aldo Moscatelli, l’editore de I SOGNATORI, di aver scritto un post nel suo blog tempo addietro ( in realtà l’avevo ringraziato già qui sul blog, ma quel post purtroppo è andato perduto quando il blog si è rotto!) suggeritogli da un mio post LA CORSA A OSTACOLI, e ne ha parlato in qualità di editore, sempre in maniera chiara ed esaustiva. Ora, io non sono qui a disperarmi e fustigarmi col cilicio, perchè ho ben chiara la mia strada e quel che intendo fare col mio thriller che ora è al vaglio di alcune case editrici, grandi e piccole. Inoltre, ho cominciato da poco a provare e a mettermi in gioco dopo quattro anni dall’ultimo romanzo pubblicato… quindi, sempre in pista, fiduciosa e testa alta e schiena dritta, come si suol dire! Tanto a me non m’ammazza nessuno, da brava IENA quale sono.
PUNTO TERZO: LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE! Che vorrò mai dire? Lo spunto lo traggo da qui,
http://www.writersdream.org/blog/2010/04/inversione-dei-poli/
in verità, mi sgolo da mo’ sul mio blog con gli scrittori esordienti e con i lettori, che leggono gli scrittori esordienti, di LEGGERE i romanzi delle piccole case editrici( io sono fan numero uno de I SOGNATORI, ma ce ne sono parecchie altre in gamba, eh?), esattamente come scrive la founder del WD, perchè è giusto che certe brave case editrici abbiano la possibilità di continuare il loro lavoro serio, e che gli scrittori abbiano un tantino di logica nell’evitare ogni tanto il romanzone di una grande, favorendo il piccolo, chè a volte sono molto meglio, poco ma sicuro. La si fa anche a se stessi, perchè qualora queste case editrici non ce la facciano più a continuare il lavoro, è una in meno possibile per noi scrittori… Io potrei indirizzarvi verso le mie preferite: I SOGNATORI, VORAS, INTERMEZZI, GALAAD. Ci sono alcuni romanzi di questi che m’ispirano parecchio e ho adottato, da adesso in poi, la condotta di comprare romanzi solo di case editrici piccole anche perchè se io invio un manoscritto a queste case editrici, trovo giusto leggere i romanzi che pubblicano, no? Infatti tra un po’ ne comprerò un bel po’ de I SOGNATORI, dato che ho l’intenzione di farmi valutare da loro un mio romanzo che eccede in lunghezza; desidero sudare sulle mie opere e quindi prima di inviare a qualsiasi casa editrice, voglio farlo valutare da persone molto competenti del campo. Magari questo modo potrebbe diventare la regola anche per altri scrittori esordienti pronti a migliorarsi. Io questo lo spero sempre, ma va da sè che in questo ambiente l’umiltà è cosa assai rara!
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