Archive for » agosto, 2008 «

Scrivere…

È da un po’ di tempo che voglio scrivere questo post, purtroppo, sono presa da molteplici impegni piuttosto gravosi e mi rimane ben poco per scrivere.

Innanzitutto, mi sono accorta che avere un sito internet, una vetrina dove poter esprimere concretamente la mia più grande passione, è un buon biglietto da visita. Infatti recentemente mi è capitato di essere contattata dalla redattrice, per altro molto gentile, di una importante Rivista. Perciò mi sono detta che, se una redattrice di una Rivista è approdata tramite ricerca al mio sito, facendomi i complimenti, allora lo potrebbe pure fare un editore, no? Mai dire di mai alla Santa provvidenza, io sono fiduciosa, chissà…

Il mio sito http://www.emanuelacapovilla.it/ non solamente è approdo per i lettori, ma anche per molti scrittori che mi inviano mail e mi domandano consigli e aiuti. Mi sento sempre piuttosto responsabile di ciò che dico loro, primo perché vorrei far capire che ‘scrivere’ deve essere prima di tutto una passione, poi in secondo luogo, forse e con molti ‘se’ un possibile lavoro. Quindi per chiarezza e correttezza, mi piacerebbe che lo scrittore capisse a che cosa va incontro quando incomincia la tortuosa e complicata ricerca di case editrici per il suo romanzo. Mi sono sempre stupita della mancanza di organizzazione di uno scrittore con un romanzo in mano. Vorrebbe tutto e subito e magari non sa quanto altro lavoro ci sia da fare in quel romanzo che lui è convinto sia perfetto. Dirò sempre fino alla nausea che bisogna leggersi e rileggersi non per cento, ma duecento, trecento volte prima di essere certi che il proprio lavoro sia ben scritto e perciò valutabile. Forse lo scrittore non crede che se c’è anche un minimo di errori di battitura, altrimenti detto refuso, e di grammatica, l’editore potrebbe cestinare la propria fatica. Se un lavoro è pieno di refusi o di errori grammaticali, lo scrittore non è in pieno possesso dei rudimenti della scrittura stessa. Mi è capitato che una scrittrice mi dicesse: strano ho sempre pensato sia meglio il contenuto che la forma. Dico, sì è vero, ma se quel contenuto, molto buono è scritto in un pessimo italiano, anche l’editore più onesto e sincero scarterà l’opera stessa. Con questo non voglio dire che lo scrittore non sia bravo a scrivere, ma semplicemente che molte volte chi scrive è così acerbo che ha bisogno di un aiuto per essere sostenuto. Correggere uno scritto non è cosa da poco, l’ho fatto pure io e gratis e posso dire che l’impegno è grande e complicato. Perciò se non si hanno problemi di pecunia, potete anche cercare bravi agenti, che vi aiuteranno a limare la vostra creatura e a trovarvi, se possibile la casa editrice che fa al caso vostro. Altrimenti, affidatevi agli amici, magari che sappiano molto bene la grammatica Italiana, gente che ami leggere che possa darvi consigli sulla vostra storia e anche sul modo in cui è stata scritta. Poi, se volete entrare nel mondo editoriale e conoscere altra gente come voi, si può sempre far parte dei forum di scrittori emergenti. Ce ne sono molti in giro e testando con mano pure io alcuni di questi, mi sono accorta che c’è molto da imparare e da assimilare. Infatti recentemente ho scoperto che facevo enormi errori di punteggiatura. Sì, ebbene lo scrittore deve stare attento anche a come si presenta il romanzo. La forma è anticamera del contenuto, ne fa parte e quindi deve essere considerata allo stesso modo. Io conosco solo una casa editrice che valuta TUTTI i lavori degli esordienti, con una scheda di valutazione, e gratis e quella è I SOGNATORI. Ora anche in quel caso ci sono diversi modi in cui loro agiscono e vi rimando al link della casa editrice nei miei blogroll. 

Come vedete ci sono tanti passaggi da considerare. Tutti importanti. Non è facile, e chi ha fretta difficilmente ascolterà chi come me, ha trascorso tanto tempo nel perfezionare ogni tipo di tecnica. Insomma non si ha un background così fitto se prima non si lavora faticosamente su ciò che si vuole realmente ottenere. A esempio a me piace molto leggere i lavori degli esordienti, ma mi è capitato anche che lo stesso scrittore temesse che leggendolo, rubassi chissà che cosa. No, per piacere, non cadete nel ridicolo. È bello misurarsi, leggersi, imparare gli uni dagli altri senza prevaricare, criticarsi con cognizione di causa, mai con cattiveria o ferocia ( purtroppo ho visto scrittori che dilaniavano i lavori di altri scrittori per il solo gusto di rompere le palle e basta). Mi è capitato ultimamente un bel lavoro tra le mani, un bel thriller, che però doveva essere riveduto e corretto. La cosa che ho detto all’autrice era che doveva prenderlo in mano lei e lavorarci su con serietà. Insomma non si può pretendere che un lavoro scritto alla bell’e meglio possa essere pubblicabile. Un lavoro deve essere scritto alla perfezione, riveduto, corretto, criticato prima dall’autore stesso. Poi deve passare sotto l’attenta supervisione di lettori fidati, o di un editor e infine può essere inviato alle case editrici.

Non è semplice, anzi il contrario e a volte viene a noia tremenda, ma pensate al risultato e tutto filerà liscio come l’olio. Abbiate pazienza, non fretta. E tanta umiltà non siate vanitosi, non porta a nulla pensare di essere i migliori. Dopotutto, non è detto che, se voi pensate che il vostro romanzo sia bellissimo, l’editore la pensi allo stesso modo. Quindi abituatevi ai rifiuti. Ma se rincorrete un sogno, non fermatevi mai…

 

No tags for this post.

Le Avventure di Anita Blake

Laurell K.Hamilton

Ammetto che NODO DI SANGUE non mi aveva granchè entusiasmata. Non è da molto che mi sto facendo una cultura sul genere licantro−vampiresco. Ho incominciato con la MEYER, ammirando di gran lunga i suoi romanzi, per quel modo di concepire i mostri, come non−mostri, quindi capaci di amare e di soffrire come chiunque. Poi c’è stato Martin MILLAR, e ho trovato interessante il suo approccio nel mondo dei licantropi, totalmente immerso in quello moderno. Il suo mondo non è così orribile come sembra, tanto più che i licantropi lottano tra di loro e considerano gli umani totalmente inferiori, sebbene si mescolino nel loro mondo e alcuni tentino di viverci a contatto. Con LAURELL K.HAMILTON invece sono stata catapultata in un mondo oscuro, dove i mostri convivono apertamente con gli umani, e il mondo stesso sembra aver spiegato il velo del soprannaturale, rivelando che esiste, è reale e tangibile e assurdamente orribile.

ANITA BLAKE è una donna incredibile. Piccola ma astuta e a volte anche feroce, è una sterminatrice di vampiri, e una negromante. Essa ha in sè il potere di agire su tutti i morti, diciamo sulla morte in generale. La morte e il sangue. Armata fino ai denti, possiede un arsenale di pistole, complete di proiettili d’argento, da far invidia al più terribile dei mercenari e con estrema audacia e abilità, indossa pugnali d’argento tra gli avambracci. Sarà piccola, ma è temibile per tutti. E a mano a mano che si leggono i suoi romanzi e la sua storia prende forma e vita, diventa sempre più potente e terribile. Non solo per chi lavora e la ama, ma anche per chi la vuole combattere.

I romanzi di ANITA BLAKE li ho trovati estremamente fantasiosi e proprio per questo forse un tantino anche spudorati e assurdi nel modo in cui il nostro mondo è caduto in balia di esseri talmente mostruosi da sforare nel ridicolo. Però mi sono piaciuti lo stesso. Lo so, una contraddizione, ma li trovo scritti bene, avvincenti, e con una suspence calibrata nel migliore dei modi. A esempio ho scoperto che essere licantropi non equivale necessariamente a essere uomini lupo, ma a essere potenzialmente trasformabili in bestie, le quali bestie potrebbero essere non solo lupi, ma anche leopardi, ratti, addirittura cigni. I vampiri comunque rimangono i più terribili di tutto questo CIRCO DI DANNATI, e quelli più amati dalla risvegliante stessa, la quale dopo una breve ma intensa storia d’amore con un affascinante e potente lupo mannaro, RICHARD, cede alle avance del vampiro JEAN−CLAUDE il Master della città dove vive, S.Louis. Avrei scommesso qualsiasi cosa sul lupo, che trovavo molto più interessante, ma evidentemente la stessa autrice aveva una passione per il vampiro, spietato ma non così crudele come sembra agli inizi. La relazione con un non−morto porterà la stessa ANITA in un mare di guai e anche a affrontare situazioni che la trasformeranno in ciò che lei stessa fin dagli inizi reprimeva. Ognuno di noi possiede il lato oscuro, non serve essere mostri per averlo, e proprio quel lato oscuro a volte reclama di rivelarsi e di sopprimere il lato buono, quello che rende l’essere umano diverso da una bestia…

A chi piacciono le forti emozioni, senza aspettarsi troppi messaggi d’alto contenuto morale, e ama il genere un po’ horror e un po’ thriller e mistery, posso tranquillamente consigliare queste letture.

NODO DI SANGUE, IL CIRCO DEI DANNATI, POLVERE ALLA POLVERE, LUNA NERA, IL BALLO DELLA MORTE si possono comprare in edizione tascabile dalla TEA EDIZIONI, che in agosto offriva un ulteriore sconto sui libri fino a 12 euro, ridotti a 5,90 euro. Quindi c’è tempo di risparmiare per chi desiderasse leggere le avventure di ANITA BLAKE. Invece DONO DI CENERE e BLUE MOON, l’unico che mi manca, sono distribuiti in edizione rilegata dalla NORD!

A tutti buona lettura e buon…orrore!

 

No tags for this post.

Tra Vampiri, Licantropi e Fate: Laurell KHamilton e Melissa Marr

Ultimamente, durante le mie numerose visite in libreria alla ricerca di qualcosa d’interessante, ma anche di non estremamente impegnativo, da leggere, ho notato il proliferare di un tipo di Letteratura Fantastica, dove i personaggi principali, quali vampiri, licantropi o fate, si mescolano alla modernità.

In LA CASA TRA I MONDI, ho incominciato, diciamo questo lungo, piacevole, viaggio attraverso questi romanzi fantastici e mi sono imbattuta in diversi autori che narrano delle stesse creature, ma in maniera diversa tra loro. Poco male, il viaggio è a dir poco interessante e divertente per una come me che legge una media di un libro a settimana… Gli ultimi romanzi che ho letto sono davvero diversi tra loro, anche se non tra i migliori.

NODO DI SANGUE di Laurell K. Hamilton è il primo di una lunga serie di romanzi, che trattano di vampiri, licantropi, ratti mannari, necrofagi, zombie e il panorama più terribile delle mostruosità, a cui fa da protagonista una Sterminatrice, altresì Risvegliante di Zombie, cioè persone morte che vengono risvegliate per essere interrogate sulle cause della loro morte, di nome ANITA BLAKE. All’inizio lo trovavo piuttosto ‘disgustoso’, perché per quanto la protagonista parli  in prima persona e sia una donna dinamica, ma anche molto coraggiosa, e sappia come agire in ogni situazione, anche la più orribile, ecco…non è poi sto gran chè. In realtà, però, se uno lo legge per ciò che il libro vale, non è poi così male. Mi spiego meglio: ognuno si aspetta da un romanzo grandi cose, se uno si aspetta più di quel che lo stesso romanzo può dare, ne viene deluso, se invece prende la storia così com’è, senza pensare a alta letteratura, invece, può anche essere passabile. Risultato? Ho anche comprato il seguito di NODO DI SANGUE e cioè IL CIRCO DEI DANNATI e LUNA NERA, e trovo il secondo molto meglio del primo. Forse perché sapendo come è il primo, non mi aspetto poi così tanto dagli altri! Una serie di romanzi, senza troppe pretese adatto a chi volesse trascorrere qualche po’ di tempo con gli esseri più spregevoli che per cause di forza maggiore hanno invaso la terra, diciamo che non è propriamente horror, perché c’è molta ironia nel personaggio femminile, anche se c’è molto sangue e omicidi e combattimenti, ma vengono stemperati dal racconto in prima persona e questa forse è una delle poche cose che mi piacciono del romanzo. Si dà il fatto che la HAMILTON sia una delle autrici più lette di questo genere e che le avventure di ANITA BLAKE siano al loro quindicesimo episodio. A me ricordano molto le avventure di BUFFY, un serial televisivo di una ragazza che sterminava i vampiri, ci sono molte similitudini a quella serie tivù in questi romanzi!

Ecco qua la quarta di copertina: Anita Blake. Occhi e capelli neri, carnagione chiara, fisico atletico. Il suo lavoro è quello di Risvegliante presso la Animators Inc. di St. Louis: dietro compenso – e per un breve periodo – resuscita i morti (cosa molto utile, ad esempio nei processi per omicidio o nelle ereditarietà contese). Ma Anita ha anche un secondo «impiego»: è una cacciatrice di vampiri autorizzata. da qualche tempo, infatti, i vampiri sono stati legalmente riconosciuti; possono vivere, lavorare e avere contatti con gli umani, però, se qualcuno sgarra, ci pensa lei a sistemarlo con la sua Browning, caricata a proiettili placcati in argento. Non per nulla i vampiri l’hanno soprannominata la Sterminatrice…
Eppure è proprio un vampiro quello che, in una soffocante mattina di luglio, si presenta nel suo ufficio e la fa una proposta  quanto meno singolare: occuparsi del serial killer che sta terrorizzando la città e si accanisce esclusivamente sui vampiri. Soltanto grazie a lei, alle sue doti e alla sua esperienza, sarà possibile individuarlo e mettere fine alla strage. Anita è decisa a rifiutare, però, quella sera stessa, incontra Jean-Claude, un potentissimo vampiro che, senza mezzi termini, la ricatta: o lei accetta l’incarico oppure la sua amica Catherine morirà. E così, per Anita, comincia una caccia inquietante in un universo oscuro, popolato da esseri sfuggenti e mutevoli, determinati a tutto pur di controllare lei e le sue facoltà: lo stesso Jean-Claude, al cui fascino è quasi impossibile resistere; Nikolaos, la potentissima Master della città, che ha più di mille anni ma conserva l’aspetto di una deliziosa fanciulla; Philip, l’intrigante umano che ha bisogno di essere succhiato quasi a morte dai vampiri… Imprigionata in una ragnatela di inganni e di trappole, senza potersi fidare di niente e di nessuno, Anita dovrà muoversi con cautela e sfoderare tutto il suo coraggio (oltre che il suo crocifisso) per sopravvivere. Perché è molto difficile sapere chi o che cosa è in agguato là fuori, nelle profonde, caldissime notti di St. Louis. E spesso, per scoprirlo, si è costretti a stringere un pericoloso nodo di sangue

 

 

 

WICKED LOVELY di Melissa Marr tratta esclusivamente di creature del regno fatato. Si legge velocemente e è piacevole, anche se poco incisivo riguardo la storia di Aislinn, una umana con il dono della seconda Vista, e Keenan, il Re dell’Estate che da secoli è in lotta di potere con la madre, la Regina d’inverno la quale, se il Re non troverà la vera Regina, dimorerà su creature fatate e umani, dominando nel gelo e uccidendo sia il genere umano che quello del popolo dell’Estate. Il regno delle fate mi ha sempre affascinato, in questo romanzo, le fate non sono i piacevoli esseri alati che ognuno di noi ha sempre immaginato. Al contrario, sono dispettosi, dissoluti, e anche sanguinari a volte. Un romanzo accattivante, ma piuttosto frivolo e leggero, una lettura Estiva piacevole, ma nulla di più di questo. Anche qui si mescola il moderno con l’immaginario. La figura più bella del romanzo è il ragazzo innamorato di AIslinn, SETH. Egli incarna l’eroe romantico, seppur sia pieno di tatuaggi e piercing e viva solo in un vagone d’acciaio, pronto a salvare la propria amata da qualsivoglia pericolo… molto carino! Una piacevole lettura estiva…

Quarta di copertina: Aislinn vive in una cittadina della provincia americana con la nonna. La sua vita assomiglia a quella di milioni di ragazze, se non fosse per un aspetto: ha il potere di vedere le fate. Fate malvagie che infestano la città, creature pagane, maliziose e lascive che si presentano in bande a fare dispetti, divertendosi alle spalle degli umani. Aislinn ha imparato a proteggersi da loro facendo finta di non vedere, seguendo i saggi consigli della nonna: non guardare le fate invisibili, non rivolgere loro la parola e, soprattutto, non attirare mai la loro attenzione. Ma quando alcuni esseri fatati cominciano a seguirla da vicino, le regole diventano impossibili da rispettare e lei confessa il suo segreto alla persona più cara che ha: Seth, diciotto anni, capelli blu, piercing e un vecchio vagone di un treno abbandonato come casa, un ragazzo verso cui prova sentimenti profondi che vanno al di là dell’amicizia. Il loro legame sarà messo a dura prova da Keenan, Re dell’estate e guida del Regno Fatato, che vede in Aislinn la prescelta, destinata a diventare la compagna della sua vita. Per lei diventa sempre più difficile allontanarlo, resistere alla sua bellezza abbagliante, ignorare quella strana e calda alchimia che la scuote in ogni parte. Il cuore di Aislinn è diviso, dovrà fare la sua scelta, in un emozionante conflitto tra amore eterno e amore terreno.

Tirando le somme però per me i romanzi della MEYER sono di gran lunga migliori come anche il romanzo RAGAZZE LUPO di Martin Millar.

 

 

 

Related Posts with ThumbnailsNo tags for this post.