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Un dialogo nonsense tra marito e moglie!

Non so che mi prende. Un giorno ho letto il commento a proposito di un mio racconto, di una persona che stimo moltissimo il quale mi disse che di quel racconto aveva apprezzato il lato umoristico. In questi giorni il mio umore altalenante, mi ha fatto odiare la tastiera e soprattutto la scrittura. Sembra che i tempi de IL VERDE E L’ACCIAIO, siano finiti. Potrei cogitare qualcosa alla Ripa di Meana, del tipo I MIEI PRIMI QUARANT’ANNI, ma non c’è molto da scherzarci sopra sui miei 40 anni. Però ogni tanto mi accorgo di avere una vena di nonsense che forse proviene dal ramo bislacco della mia squinternata famiglia, o forse dal fatto di avere un parente stretto, attore comico, che scrive e recita commedie in dialetto veneto, è famosissimo e fa morire dal ridere. Per dirla tutta, non mi sembra di far tanto ridere, mio marito non ride mai alle mie battute, ma oggi ho sfornato una IDIOZIA, un dialogo tra marito e moglie e in qualcosa mi ci sono pure trovata. Lo posto qui, sapendo che mi renderò ridicola, ma tanto nessuno mi conosce, giusto? Mica vi incontrerò per strada e voi riderete di me dicendo: guarda è quella che ha scritto quella cavolata sul blog! Buona lettura e mi raccomando, dormite sogni tranquilli!

SHRECK

−Dimmi a che stai pensando.

−No!

−Perché NO? Mi offendi se non lo fai.

−Ma perché cavolo ti devo dire che penso, se in questo momento non sto pensando a un cazzo di nulla?

−Ah, oh mi sembrava.

−Ti sembrava, che?

−Mi sembrava dal tuo sguardo assorto e perso nel vuoto, che stessi pensando a qualcosa di serio, ma se  dici di no, allora, in teoria dovrei crederti.

−Credimi.

−Sì, ti credo ma…

−Ah eccola con il solito MA, dai dimmi sputa il rospo, e che cazzo!

−Non dire parolacce!

−Se le dico è perché mi vengono spontanee.

−Ah ecco lo sapevo, sei un maleducato, un villano. E io che speravo di cambiarti quando ti ho sposato!

−Oh Mio Dio, odio quando fai così. Cambiarmi, e perché mai? Ma che è? Hai le tue cose per caso? Non puoi guardarti la televisione senza rompermi?

− Ecco mi viene l’ansia, oh signoriddio mi sento tremare e ho la tachicardia. Ma perché mi devi rovinare sempre le mie serate tranquille? Ecco a che cosa si è ridotto il nostro matrimonio.

−Che c’entra tutto questo con il nostro matrimonio? Vuoi basare una delle tue sparate da psicopatica con dieci anni di matrimonio? Ma sei fuori di cranio?

−Io no, tu?

−No.

−Allora non c’è niente da dire, cioè non hai nulla da dire immagino.

−No.

−Sei il solito cretino.

−Porco mondo, vuoi sempre avere l’ultima parola in tutto.

−Ma scusa, io cerco di comunicare con te e tu sei il solito orco.

−Comunicare? Orco? Questa è bella.

−Sì, un orco, come Shreck, solo che lui è molto più simpatico.

−Ci credo è un cartone animato e per dirtela tutta, della moglie di Shreck che ne dici?

−Ahhhhhh ora mi paragoni alla moglie di Shreck, sei uno screanzato.

−Macchè figurati, lei è molto meglio di te.

−O signoriddioooo non puoi dirmi queste cose, non puoi essere così spietato. Oh, il mio cuore, senti come batte, devo misurarmi la pressione, sarà schizzata a mille! E io sarei brutta come quella lì?

−Solo che non sei verde.

−Ahhhhh, ma perché ti ho sposato quella volta? Perché ero così innamorata e cieca, come tutte le donne oneste e di buoni sentimenti, ecco perchè. La mia vita è un inferno, all’inizio tutta passione, poi neanche mi guarderesti se camminassi nuda per casa! Non ti accorgi di chi hai accanto, non mi porti più fuori, non mi hai mai regalato un mazzo di fiori, Dio che disgrazia la mia vita. Mamma mi aveva avvertita, ma io no, ho fatto di testa mia.

−Già certo, perché non vai da mammà a dirle che sei la più sfigata della terra e che hai sposato il cugino di Shreck? Per la cronaca: non hai mai camminato nuda per casa, non so come reagirei se lo facessi, potresti provarci, però.

−Ahhh il solito porco. Vuoi solo il mio corpo. Ma dov’è finito l’amore? Dov’era l’uomo dolce e romantico che ho sposato? Dov’è sparito?

−L’hai detto tu, è sparito, chissà perché! Tu mi metti in bocca ciò che non penso. Tu ti tiri la zappa sui piedi. Non ti vado più bene, allora perché mi hai sposato?

−Perché hai tanti soldi.

−Bene, brava.

−Anche se sei un brutto orco.

−Certo, ma lasciami stare. Il soffitto è molto più interessante di te…

−Quando mi porterai a comprare quel vestito che mi piaceva tanto?

−Quando vuoi, anche domani.

−Sei un tesoro, lo sai che ti voglio bene, anche se sei un orco.

−Sì lo so, te ne voglio anche io. Smettila di parlare o ti si seccherà la lingua.

−Va bene amore. A me piace parlare, mi piace il dialogo e il confronto, sei tu che non vuoi mai parlare con me. Ci fosse una volta che mi dici che pensi.

−Ci credo, tu parli per mille. Che cazzo dovrei dire se tu hai sempre ragione?

−Davvero, lo pensi sul serio? Allora era questo che pensavi prima non è vero? Dimmelo, dimmelo.

−Ebbene sì, è vero.

−Oh, finalmente! Non ti senti meglio adesso?

−Certo.

−Vedi? Non serviva litigare per questa sciocchezza.

−Certo amore, ma adesso guarda la tivvù, c’è l’attore che ti piace tanto.

−Oh sì, è vero. Questo sì che mi fa sangue…Zitto adesso!

 

 

 

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A proposito di…quel che la televisione manda in onda di sera!

Ho inserito questa buffa immagine di bimbi, tanto per presentare il post. Che dire, ieri sera in televisione non c’era molto da vedere. Si poteva optare per i belloni vipponi dell’ISOLA DEI FAMOSI, insieme ai nonvipponi e poco belloni dei NON FAMOSI( quel Carlo però è uno spasso, se non fosse che rompe le palle 24 ore su 24), con la Ventura in splendida forma anche se diciamoci la verità, sarei anche io in ottima forma se mi fossi rifatta labbra, zigomi, naso e arcata sopraccigliare e tolti i brufoli e le occhiaie, rifatto il decolletè e forse qualcos’altro più in giù. Cioè non ci vuole mica tanto per essere bellissimi se ci si rifà giusto? Be’ e poi servono i dindini, e loro, I VIP, ne hanno fin troppi…Però anche i rifatti invecchieranno e invecchierà anche ciò che hanno ritoccato e saranno costretti a ritoccarsi vita natural durante, diventando di plastica come Micheal Jackson, cadendo in pezzi e costretti a rimanere dentro una camera iperbarica! Detto questo ieri sera ho deciso di non sorbirmi le perle di saggezza della Vento, e nemmeno la quantità d’idiozie sparate da Luca Giurato o Mara Venier, che poverina la metteranno in naftalina fino alla prossima edizione del programma. Perciò ho girato su canale cinque e mi sono rivista per l’ennesima volta IL CODICE DA VINCI, con un Tom Hanks in stile Indiana Jones, ma che sinceramente poco gli si addice quel ruolo. Insomma, perchè proprio lui nei panni dello studioso Robert Langdon? No, NO NO! Langdon è un uomo d’azione, HANKS invece rende di più nel drammatico, stile CASTAWAY, oppure nel comico, Stile ora non mi ricordo( perchè davvero non ricordo che ho visto…)! In questo film, sembra che sia perennemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, non c’è nel ruolo, non c’è proprio, non lo posso proprio vedere( da frustarmi col cilicio insomma, e poi glieli potevano tagliare quei capelli insulsi?)! Adoro il rosso di HAPPYDAYS come regista, ma stavolta ha fatto cilecca e se penso che in ANGELI E DEMONI me lo devo risorbire, mi viene male. Però ho fatto occhi da mercante e me lo sono rivisto. Sapete che cosa mi piace di più di quel film? La sceneggiatura e la colonna sonora e la scena finale. Davvero un bel film, ma quasi completamente diverso dal romanzo, IL CODICE DA VINCI, che mi è piaciuto molto, punto e basta. Sì sento già le sparate di chi mi leggerà dicendomi” ma ti è piaciuta quella caxxata di BROWN?” Sì, perchè? Ho fatto del male a qualcuno? Uè ragazzi, è un romanzo, ricordiamoci che è un romanzo. E poi, sono anni e anni che m’informo su certi argomenti e insomma posso almeno giudicare da me! Quindi, a me è piaciuto e non me ne frega nulla se mi scomunicano. Caro LEONARDO DA VINCI, tu sì che sei un genio. Chi altri mai sarà come te, che ti divertivi a prendere in giro un po’ tutti coi tuoi dipinti? Vabbè, lasciamo perdere. Quando sono andata a letto a mezzanotte e passa, e ho girato su rai due, erano ancora lì sull’isola a decidere se farsi bruciare la faccia oppure dare un calcio in quel posto a LAGO, oppure se far fare l’isola ai cani della Vento. Mio Dio, me ne sono andata a letto con un quesito spaccacervello: che cosa potevo pensare di giuseppe lago se fosse rimasto sull’isola…che cosa? Niente, assolutamente nulla, ma chi caxxo è LAGO? E chi cavolo si crede di essere? Boh!

Tanto per la cronaca: stasera non guardo nulla alla televisione, ma mi sparerò con gioia un film, un bellissimo film( però mi farò anche l’OCIO perchè c’è James Mcavoy…), in dvd: L’ULTIMO RE DI SCOZIA! Tiè!

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‘Hitler era innocente’, di Aldo Moscatelli. Per non dimenticare, mai.

LUNGA PREMESSA: Ho già espresso a suo tempo quanto mi piace questa casa editrice? Be’, lo ripeterò all’infinito. L’esperienza segna e insegna. Dato che la mia personale esperienza nel campo editoriale, vedi pubblicazione del mio libro con conseguente disfatta di caporetto mi ha segnato, io ho imparato in tanti anni in cui scrivo ( premesso che come scrittrice potrei valere un bel tubo!) che cosa vuol dire soffrire per l’indifferenza di un editore. Perciò sono anni che cerco come una pazza una casa editrice seria, onesta, GIUSTA, che pubblichi libri validi. Chissenefrega se i miei scritti non piaceranno, ma almeno l’ho trovata! Un punto di partenza e magari per me uno di arrivo, così dormirò sogni tranquilli quando appenderò finalmente e per la felicità altrui la tastiera al chiodo. Ho trovato qualcuno che mi ha ascoltato e è stato così gentile da rispondere alle mie a volte sciocche domande, ricambiandomi con una cortesia che non sono abituata a ricevere.

Tutto questo è Aldo Moscatelli e la sua casa editrice I SOGNATORI. Scrittori miei, partite dal presupposto che, per quanto siate bravi, ci vuole un posteriore enorme prima di poter essere pubblicati da una grande. Ci sono( be’ ci sono è parola grossa, c’è fino a questo momento per me!) piccole case editrici che sono a mio dire molto ma molto meglio… Questa è una mia personale opinione( confutabile certo, ma pur sempre la mia opinione), testata sul campo! Ma veniamo al romanzo!

 

LUNGA INTRODUZIONE: vorrei descrivere non solo le molteplici sensazioni che questo libro mi ha suscitato, ma anche quel che l’autore stesso mi ha dato parlandone con me. Premetto che lui lo fa con chiunque, è una persona talmente gentile che ne sono rimasta sbalordita. Un punto in più per chi si dà agli altri confrontandosi con umiltà. Quello che ho scoperto su questo libro ha dato prova di quel che pensavo sia del romanzo che dell’autore.

Non mi soffermerò perciò sulla copertina ‘anomala’, o sul commovente disegno all’interno, o sul titolo, o ancora sulla trama del romanzo, perché ci sono molte recensioni, oltre a quella dell’autore nel suo sito, fatte molto bene che ne parlano. Il mio approccio sarà diverso. Per primo, ringrazio pubblicamente ALDO MOSCATELLI per la sua grande disponibilità, e nel suo sapermi leggere e rispondere. Avendomi concesso l’opportunità di parlare del suo romanzo, ho preso la palla al balzo. Insomma quando mai mi ricapiterà? 

Qui di seguito i link del libro nel sito della casa editrice( con la copertina del romanzo, mi dispiace ma in questo blog me la dà troppo grande!) e alcune particolareggiate recensioni, molto interessanti e scritte bene.

http://www.casadeisognatori.com/2frammenti7.htm

http://sonnenbarke.splinder.com/post/17667988/Hitler+e+dintorni

http://rossiorizzonti.splinder.com/post/17704022/Hitler+era+innocente

 
 

 

 IL LIBRO: mi è piaciuto moltissimo. Partirò dagli albori, ma è solo per risaltarne l’importanza del suo contenuto. Quindi mettetevi comodi. Io amo Israele, ho visitato Gerusalemme e la città Santa e mi sono sentita come a casa. Strano a dirlo, quella è una terra tanto straziata, ma meravigliosa. Lì si respira una profonda spiritualità, si vive la sacralità del luogo. Le sensazioni che ho provato lì, sono difficili da spiegare. La mia passione per tutto ciò che è ebraico, mi ha portato a studiarne la lingua come autodidatta, a conoscere, seppur in termini superficiali, la religione, la cabala, l’importanza mistica dell’alfabeto ebraico, di tutto un po’. Ho ancora negli occhi la mia titubanza nell’osservare le sei stelle di David apposte sopra il muro di cinta, accanto a quello famoso del pianto, all’esterno della città santa.  Chi è andato lì, magari se le ricorderà, oppure non ci avrà neppure fatto caso. Ma io sì, la curiosità in quel caso era direttamente proporzionale all’ignoranza. Un ebreo mi avrebbe fissato con tanto d’occhi: Non sai che significano quelle sei stelle? No, non lo sapevo. Per loro il dolore è sempre lì, visibile. E’ dinanzi agli occhi l’orrore che mai dimenticheranno. Sei stelle, sei milioni di ebrei, di uomini, uccisi,  a opera di un pazzo. Rifacendomi al titolo del romanzo posso confermare la teoria che sì, Hitler è stata la conseguenza di tutto, di chi lo ha ascoltato, di chi gli ha dato l’opportunità di sterminare milioni di ebrei, di un regime che accettava le idee di un individuo del genere senza batter ciglio. Una vergogna. Una immensa vergogna per tutto il genere umano.

Perché? Perché tutto questo abominio? È questo che ho scritto a Aldo dapprincipio. Una premessa fondamentale. Se nessuno mi può rispondere, almeno non posso, non devo dimenticare. Nessuno può, nessuno dovrebbe…

Il principale presupposto del romanzo HITLER ERA INNOCENTE è proprio questo. La memoria deve restare viva nei nostri cuori, essa è fondamentale altrimenti ci ritroveremo punto e a capo.

A pag 112, c’è un passo molto importante: narra Felicien, il protagonista del romanzo, mentre riflette sulla morte: “Per comprendere le basi del mio dolore, in seguito alla morte di Tamara, dovete immaginare allora che proprio questo individuo, a voi così caro,venga strappato alla vita da un momento all’altro, con violenza, senza parole né lacrime, o la possibilità di abituarsi lentamente alla sua scomparsa. Rifletteteci. Visualizzate il suo volto, e osservatelo, mentre esala l’ultimo respiro, mentre il fato vi nega un saluto, un abbraccio, la possibilità di piangere la sua morte. Niente di niente. Uno strappo brutale, diretto, dalla vita alla negazione della vita.

Se respingete questo pensiero, non potrete mai cogliere la sofferenza che la maggior parte dei deportati ha conosciuto durante l’Olocausto. Vi chiedo di sentirlo, questo pensiero, e non dimenticarlo. Se per un istante, uno soltanto, proverete un’angoscia irrazionale,vorrà dire che queste mie parole non sono state semplicemente lette, ma sentite.” Un passaggio intenso, che mi ha colpito. Per chi non ha mai vissuto la perdita di una persona cara, rimane tale, sono frasi profonde e sofferte, che si possono accettare ma non capire fino in fondo. Ma io l’ho provata quella sofferenza, così intensa, che ti strazia il cuore, perciò ho immaginato tutto questo dolore, moltiplicato per cento mille volte dentro quei campi di sterminio. Secondo voi, come si può sopravvivere a tutto questo senza essere segnati per sempre? È giusto quindi dimenticare?

Ha ragione Felicien quindi, questo romanzo non bisogna solo leggerlo, ma SENTIRLO in profondità.

Altra cosa importante: quello di cui non ero a conoscenza, riguarda la presenza di persone nei lager che non fossero appartenenti alla razza ebrea, ma che per un motivo o per l’altro, erano d’intralcio al regime nazista. I personaggi del Lager Libertà.

Un libro è anche veicolo di conoscenza, tramite questo romanzo ho imparato qualcosa. Ho letto e vissuto con gli occhi della mente tutto l’orrore, il vero orrore, come lo chiama Felicien, e l’ho provato sulla mia pelle.

La scrittura è fluida, scorrevole, perfetta, senza sbavature. Si racconta di orrore e di morte, ma senza scadere nelle banalità, nè nella volgarità, seppur descriva minuziosamente la realtà nella sua crudeltà e efferatezza. In genere quando leggo, o sono mossa nell’animo oppure no. In questo caso non è solamente il contesto che mi ha mosso, ma il fatto che tra le righe si prova la stessa sofferenza dei personaggi, della situazione in quel Lager, si prova l’odio, il rancore, il dolore… lo si prova attraverso le parole di Felicien, lo si avverte, ci si sente coinvolti. In effetti non ho percepito alcun distacco, nel protagonista. Lui sì, narra gli avvenimenti, ma nello stesso tempo si sente sopraffatto da quegli stessi. Si soffre con lui fino alla fine.

Un romanzo difficile, l’argomento trattato è ostico e può risultare per alcuni troppo inflazionato, ma secondo me chi preferisce dare fiato alla bocca e partire prevenuto senza prima leggerlo si sbaglia di grosso. Questo romanzo è diverso. A volte, chi legge non pensa a quel che c’è dietro a un romanzo. Quanto tempo e fatica e sudore ci siano voluti per poterlo realizzare. Come scrittrice invece lo so, è proprio questo che ho domandato a Aldo. Concludo citando alcuni passi che l’autore mi ha scritto e che trovo molto interessanti al fine di comprendere appieno l’importanza che ha avuto per lui Hitler era innocente:

E’ stato difficilissimo scrivere “Hitler era innocente”, sì…. nell’urgenza di contribuire alla salvaguardia della Memoria, a un certo punto mi sono chiesto se avrei avuto il tempo di lasciare una mia testimonianza sull’argomento. La consapevolezza del poco tempo che la vita ci offre per realizzare cose davvero importanti mi ha spinto a cominciarlo durante il periodo universitario, tra un esame e l’altro, elaborandolo pian piano, a volte in piena notte. L’ho concluso da editore, tra la lettura di un manoscritto e l’altra, tra una mail e una scheda di valutazione. Nel totale ho impiegato sei anni. Ho scritto “Hitler era innocente” perchè avevo un mucchio di cose da dire, e non sapevo (come potevo, d’altronde?) se avrei avuto il tempo di vita necessario a concluderlo.

… la durezza dell’argomento affrontato, le mille volte in cui mi sono chiesto con quale titolo potevo scandagliare la mente di un deportato, nonché la sofferenza nel rievocare (per immagini mentali) le atrocità patite concretamente da milioni di individui… tutto questo non è passato in secondo piano, no. Io non sono come Flaubert, che desiderava astrarsi e diventare un’entità separata dal testo. Gli elementi duri, durissimi del romanzo sono rimasti lì a farmi compagnia, lasciandosi contemplare. Era giusto così. Perchè l’atto dello scrivere… quello, era davvero importante! Più di ogni altra cosa. Non quello che provavo. La scrittura è urgenza, è tensione. Obbligarsi a “guardare” ti rende un tutt’uno col testo. Ed è quello che ho fatto. Poi, tenendo conto del messaggio insito nel romanzo, mi è parso doveroso mettere da parte le mie sensazioni, le facili tentazioni commerciali e finanche l’ego dello scrittore di romanzi, per concentrarmi sul dopo, su quello che lasciavo  in eredità ai pochi lettori intenzionati a offrire una possibilità a “Hitler era innocente“.

A tutti BUONA LETTURA!

 

 

 

 

 

 

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A proposito di…LAVANDA

Oggi ho bisogno di completo relax. Purtroppo riesco a rilassarmi ben poco in questo periodo, troppi pensieri, troppe preoccupazioni, troppe delusioni, troppo di tutto! La mia passione per la lavanda e i suoi derivati per me è una mania. Tutto ciò che è LAVANDA e ALLA LAVANDA diventa mio. A esempio ieri facendo la spesa c’era un detersivo per i pavimenti alla lavanda, e che dire è diventato mio pure quello! Quest’anno va di moda il viola nell’abbigliamento, be’ non è proprio il mio colore preferito, diciamo che il color lavanda non è viola viola, per di più non sta bene a tutti, ma essendo bionda e anche molto pallida, forse una tinta forte come quella non potrà che andarmi bene. Infine so che il colore ha una valenza prettamente spirituale, mi han detto che significa intuitività, riflessività…Sì, è decisamente il mio momento LAVANDA! Oggi ho voglia di relax e di LAVANDA, quindi immergerò anche questo bel blog in un vasto campo di profumati fiori LAVANDA!

 

 

 

 

 

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AVEBURY

Oggi inauguro una nuova categoria. In A PROPOSITO DI… parlerò di varie curiosità o di qualsiasi cosa mi passi per la mente. Infatti ho deciso di chiudere il mio forum, per mancanza di tempo necessario per starci dietro e aggiungerò le curiosità e le passioni temporanee su questo piccolo blog. Oggi vorrei delucidare i naviganti del mio blog sulla foto che trovate nel banner in alto. Questa è AVEBURY uno dei più grandi HENGE, cerchi di pietre, che esistano in Inghilterra e si trova nella contea dello Wiltshire. Qui riporterò il link di wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Avebury con le notizie su questo luogo mistico e secondo me magico! Adoro questi cerchi di pietre, e spero tanto un giorno di andarli a visitare…

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