Purtroppo ultimamente ho dovuto abbandonare un po’ il blog per altri impegni. Il vuoto che ho vissuto per mesi e mesi pare essersi dissolto. Ora sembra che un po’ di luce stia illuminando la mia strada. Chissà. Dato il mio carattere, procedo sempre coi piedi di piombo e vedremo che succederà. Il problema è che, dopo aver pubblicato il mio romanzo, ho avuto una tale sfiducia nei confronti delle case editrici da inviare il mio romanzo a sole due case…In due anni! Forse, non dovrei nemmeno considerarmi una scrittrice che vuole pubblicare, ma solo una persona a cui piace scrivere perchè è la sua passione, poi se riesce anche a pubblicare quel che scrive va benissimo, altrimenti non importa! Quisquiglie.
Oggi vorrei parlare di una cosa che mi ha profondamente colpito, e nulla ha a che fare con i miei progetti in campo letterario. Ieri sono andata in un centro commerciale e ho visto esposto nella vetrina di una libreria il nuovo romanzo di Carlos Ruiz Zafon. Il mio sgomento è stato nel vedere il TOMO grosso quanto un volume della enciclopedia Treccani. WOW, mi sono detta, anche questo qui, come vena creatrice ne aveva di cose da dire… Presa dalla curiosità mi sono avvicinata al TOMO e ho aperto il romanzo, e spalancato la bocca dal terrore.
Ma dico io, ma che razza di spreco di carta è quella di pubblicare un romanzo che dalle quasi 400 o più pagine, potrebbe esserne ridotto alla metà? E io dovrei pagare ben 22,50 per un romanzo che, ne varrebbe la metà? Il corpo del testo sarà stato un 14 e più, le pagine erano spesse, nemmeno avessero tagliato tre quercie per produrne una, e per di più il margine di rilegatura e quello a destra erano spessi sì e no 2 cm ciascuno.
Risultato? Ero schifata. Siamo in clima di recessione e la nota casa editrice mi vuol far spendere fior di soldi, per me valgono ancora dato che non ho così tante possibilità, per acquistare un romanzo del genere? Sarà anche bello, anche se a me Zafon non ha entusiasmato granchè, ma è talmente ridicolo che lo trovo un abominio.
Dico NO NO e poi NO, lo trovo una offesa verso i lettori. Punto e stop!
Sabato scorso sono andata alla presentazione del romanzo d’esordio di una giovanissima scrittrice, Lucilla Galanti. Il suo romanzo s’intitola Altrove da me e è edito da I SOGNATORI. Ormai tutti coloro che mi leggono sanno quanto io ami questa casa editrice, che è seria e di sani principi. La presentazione è stata molto interessante e divertente, tolti gli imbarazzi dell’autrice, per la quale ho nutrito sentimenti quasi materni, di protezione, perchè sì, so che vuol dire cercare di arrabattarsi in questo pazzo mondo. Però l’autrice è molto in gamba e anche se ventenne, sa il fatto suo. Mi collego allo spreco di cui parlavo poco prima e dico che i romanzi editi da questa casa editrice sono molto ma molto carini.
La stampa è ottima, in offset, l’impaginazione anche, la grafica della copertina molto piacevole fatta bene e, anche se il romanzo è in versione tascabile, per altro molto graziosa, non toglie nulla al romanzo stesso, che è leggibilissimo e soprattutto costa poco. Preferisco perciò comprare un romanzo di qualità di una casa editrice che ha soli tre anni, ma già si è ritagliata un posto di tutto rispetto tra le piccole case editrici di autori esordienti e lasciare quel popò di TOMO insulso, UNO SPRECO DI CARTA IRRAGIONEVOLE a chi vorrà buttare al vento più di venti euro, coi quali ci si potrebbe comprare ben due libri tascabili, migliori anche come qualità! FATE VOBIS!
E’ il caso di dire MEDITATE GENTE, MEDITATE!
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