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Per non dimenticare, 27 gennaio-giornata della memoria

Oggi è la giornata della memoria. Per quel che mi riguarda io non dimentico mai e la commozione che provo in questo momento ne è la prova. Eppure non ho ‘vissuto’ l’orrore, nemmeno tramite i miei parenti, dello sterminio nazista. Però mi sento solidale con chi ha sofferto nella vita e questo tipo di sofferenza è talmente atroce da non lasciarmi indifferente. Ecco, non siate indifferenti, perché IGNORARE è un brutto sintomo, come il dimenticare. Quello è uno stralcio di Storia che purtroppo non si DEVE ignorare. Ci fa capire che il Male è in ognuno di noi e che possiamo scegliere chi essere nella vita…nel Bene e nel Male.

Vi posto un’accurata lista di persone che hanno salvato molti ebrei dalla deportazione e dalla morte, rischiando la loro stessa vita. L’ho presa dal blog del mio editore preferito, Aldo Moscatelli, che troverete QUI e poi vi rimando al mio lunghissimo post riguardante il suo romanzo ‘Hitler era Innocente’ che lo trovate QUI e che consiglio a tutti di comprare, perché è illuminante, bellissimo, commovente…

Mantenere la memoria è necessario per tutti noi!

E questi sono degli accenni sulla nascita della giornata della memoria che ho trovato QUI e mi sembrano abbastanza degni di nota!

Dal post di Aldo Moscatelli:

Di Schindler, grazie al notissimo e straordinario film di Spielberg, si sa molto.

Di Perlasca anche, grazie a una recente fiction di successo e all’operato della Fondazione omonima.

Ma c’è gente di cui si sa poco o nulla, almeno nel nostro Paese.

Questa è la mia piccola e parziale lista (il tempo per affrontare le mie solitarie ricerche storiche è stato poco, ahimé), in rigoroso ordine alfabetico:

Don Francesco Antonioli e don Armando Alessandrini, offrirono riparo e cure ai giovani

ebrei che frequentavano la scuola della quale erano responsabili.

Bill Barazetti, cittadino svizzero, la cui storia è davvero incredibile: consentì a 663 bambini ebrei di fuggire dalla Cecoslovacchia, mettendoli in salvo nell’Inghilterra di Churchill. Tutto questo grazie ai “soliti” documenti falsi. Barazetti non rivelò a nessuno, neanche ai suoi figli, quel che fece. Soltanto pochi anni fa, ormai povero e malato, ha chiesto aiuto a uno dei bimbi salvati, il quale a sua volta si è messo in contatto con gli altri. Oggi quei bambini ormai cresciuti, col loro sostegno, consentono a Barazetti di vivere una vecchiaia dignitosa.

Berthold Beitz, la cui storia è identica a quella di Schindler: dirigeva una fabbrica e reclutava in massa gli ebrei per garantire loro la sopravvivenza. Ne salvò tantissimi.

Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano, organizzò una rete clandestina a favore degli ebrei e di altri perseguitati, che venivano aiutati a fuggire dalla Germania hitleriana.

Hans Georg Calmeyer, a capo di un ufficio olandese (l’Olanda allora era già occupata dai nazisti), salvò la vita (dato ufficiale) a quasi 3.000 ebrei, ma c’è chi parla addirittura di 5.000 israeliti scampati alla morte grazie alla sua attività di sabotaggio. Come Schindler, per anni sostenne di non aver fatto abbastanza.

Karl De Bavier, svizzero, console a Milano, concesse il visto d’ingresso a 1.600 ebrei, prima che (come Grueninger, vedi sotto) venisse pizzicato e sospeso dall’incarico.

Georges Ferdinand Duckwitz, ambasciatore tedesco in Danimarca. Saputo del progetto di cattura degli ebrei danesi, informò segretamente i dirigenti della Resistenza antinazista locale, salvando così numerosi ebrei.

Paul Grueninger, svizzero, gendarme alla frontiera con l’Austria, lasciò varcare illegalmente il confine a 3.000 ebrei. Scoperto, perse il lavoro e il diritto alla pensione.

Donata e Eberhard Helmrich, aiutarono gli ebrei fin dalla “notte dei cristalli” e mediante vari sotterfugi ne salvarono almeno 100.

Wilm Hosenfeld, garantì la sopravvivenza a numerose persone, specie bambini. È passato alla storia per aver aiutato un pianista sfuggito alla barbarie nazista (ne è stato tratto il celebre film di Polanski). Il pianista in questione, Szpilman, definì Hosenfeld “l’unico essere umano con indosso l’uniforme tedesca che io abbia mai conosciuto”.

Imhof, svizzero, console a Venezia, concesse il visto d’ingresso ad almeno 500 ebrei.

Massimiliano Kolbe, nascose centinaia di ebrei destinati ai Lager. Scoperto ed internato, si offrì volontario per morire al posto di altre persone, nel campo di sterminio di Auschwitz.

Gino Martinoli, dirigente della Olivetti di Ivrea, salvò dal carcere e dalla deportazione 800 antifascisti, tra cui molti ebrei, spacciandoli per impiegati della Olivetti (azienda che lavorava per i tedeschi e che quindi garantiva una certa sicurezza a chi vi prestava servizio).

Aristide Sousa Mendes, console portoghese nella Francia collaborazionista, cacciato con disonore (e senza pensione) per avere stampato migliaia di visti illegali.

Marian Molenda, deportato polacco, si rifiutò di eseguire un ordine imposto dalle SS (sprangare il block 31 per immettervi il gas e sterminare così i 600 occupanti). Per questo diniego fu ucciso a percosse.

Giovanni Palatucci, poliziotto, salvò (assieme ai suoi tre collaboratori Americo Cucciniello, Alberino Palombo e Feliciano Ricicardelli) da 3.000 a 5.000 ebrei, falsificandone i documenti. Scoperto, venne arrestato e deportato nel lager di Dachau, ove perì.

Dimitar Peshev, ministro e poi vice-presidente del Parlamento bulgaro, aderì inizialmente al nazismo. Poi comprese l’assurdità del regime hitleriano e si adoperò per impedire la deportazione di 50.000 ebrei bulgari. Con l’aiuto della popolazione, riuscì nel suo intento. Per questo motivo perse la sua carica istituzionale, morendo in condizioni d’estrema povertà.

Chiune Sugihara, il “Perlasca giapponese”, agì in territorio lituano e salvò un numero di ebrei compreso fra 6.000 e 10.000. Nonostante i continui divieti imposti dal governo nipponico (che era a conoscenza dell’attività antinazista di Sugihara), rilasciò visti di transito a profusione. Con la fine della guerra rientrò in Giappone, e ovviamente dimesso con disonore dal servizio diplomatico, per aver disobbedito ai diktat imposti dal suo governo. Non so quanti fra voi conoscono la cultura giapponese, ma azioni del genere – nell’ottica nipponica – sono quanto di più umiliante possa esistere. Figuriamoci per un uomo che in un quinquennio aveva salvato (in media) 150 persone al mese. Nel 1968 però venne riconosciuto da uno degli ebrei che aveva aiutato, e così la sua incredibile storia fu nota a tutti. Il Giappone riabiliterà Sugihara senza clamori e senza una sola parola di scuse.

Raimondo Viale, prete, si prese cura di circa 350 ebrei (di varia nazionalità), per lo più individui che avevano oltrepassato il confine italiano passando dalla Francia, e cercando riparo nelle montagne cuneesi.

Maria Helena Francoise Isabel Von Maltzan, contessa tedesco-svedese, nascose in casa propria e accudì personalmente oltre 60 ebrei.

Raoul Wallenberg, colui che numericamente ha salvato il maggior numero di ebrei: 100.000. Come ci riuscì? Nei modi più assurdi e – davvero – romanzeschi. Principalmente fornendo migliaia e migliaia di passaporti svedesi (Wallenberg era svedese e agì per conto del suo coraggioso governo) a qualunque ebreo. Il paradosso, nell’epopea di Wallenberg, è questo: per difendere gli ebrei, dimenticò di crearsi una documentazione tale da porlo al di sopra di ogni sospetto, cosicché quando i russi liberarono Budapest (la città nella quale agì), egli si ritrovò nell’assurda situazione di doversi difendere dall’accusa di collaborazionismo. Sparì nella vecchia URSS, e di lui non si seppe più nulla.

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Riflessioni…’Un sogno dentro un sogno’, Antologia vol.1

RIFLESSIONI:In genere le Antologie di racconti piacciono meno dei romanzi. In particolar modo se sono antologie di concorsi con racconti di scrittori esordienti. Infatti c’è poco spazio per loro nel panorama letterario. E non solo…non sono molto lette e tanti le considerano inutili. Beh a meno che ovviamente il tale scrittore non partecipi con un racconto nell’antologia stessa, allora in quel caso le recensioni positivissime fioccano a dismisura. L’ho fatto pure io sia chiaro, però io leggo ANCHE i racconti degli altri scrittori esordienti, e leggo ANCHE le antologie dove il mio racconto non è presente. Come sempre questa è la mia opinione, quindi confutabile o discutibile. Eppure non sarebbe male se gli scrittori trovassero il piacere puramente letterario di comprare volumi di antologie derivanti da concorsi SERI dove non ne sono compartecipi. Parlo di concorsi seri come UN SOGNO DENTRO UN SOGNO della casa editrice I SOGNATORI ad esempio( ma anche altri tipo Perrone Editore!).

Prima di tutto io penso che leggere queste antologie possa servire moltissimo agli scrittori che umilmente vogliono, vorrebbero, avessero intenzione di migliorare se stessi, cercando di evitare i soliti pregiudizi sul fatto che magari loro scrivono meglio di chi è stato pubblicato( alzi la mano chi non l’ha mai pensato!). Nessuno è nato imparato, nessuno è maestro di nessuno… siamo tutti qui per imparare… Quale modo migliore se non osservare, studiare, criticare con correttezza e senza ferocia( non mi piace criticare per il gusto di farlo) e perché no stimare e apprezzare i lavori altrui e meritevoli? Frequento l’ambiente da un bel po’ di tempo e molte volte ho trovato presunzione e non umiltà in giro.

Dopotutto leggere è l’anticamera dello scrivere, se uno non leggesse non potrebbe assolutamente cercare di migliorare: nello stile, nel linguaggio, nella forma linguistica…è come una strada in salita, dopodiché l’esordiente, l’emergente o in qualsiasi modo vorrà chiamarsi potrà trovare (e deve trovarla) la propria strada e la seguirà con fatica, sudore e lacrime e sangue( senza fatica e porte in faccia non si va avanti). Bisogna leggere, bisogna anche e soprattutto leggere i lavori pubblicati dalle piccole case editrici, quelle serie e oneste che lavorano molto bene intendiamoci, non di certo quelle che pubblicano con contributo. A questo proposito vi rimando QUI e ancora QUI e ancora QUI.

Ora io una casa editrice seria l’ho conosciuta e apprezzata non come scrittrice, ma come lettrice. E trovo così assurdo che tanti scrittori vogliano inviare la loro opera a una casa editrice senza leggere ciò che pubblica che mi cadono le braccia. Ma si sa a volte non si è informati a sufficienza, non ci si confronta, si pretende e basta! Io posso dire senz’altro che cosa faccio e non mi comporto così. Invece, cerco e studio e provo( e ci metto anche anni perché alla fine chi va piano va sano e va lontano, soprattutto va SANO…), se poi non mi trovo in sintonia con quella casa editrice, con quello che pubblica, con i temi che affronta etc.. non invio nulla( badate bene, parlo di INVIARE non di  riuscire anche a PUBBLICARE). L ‘anno scorso mi è capitato proprio questo: mi sembrava di aver trovato un luogo tranquillo, dove nessuno sgomitava, dove non ci fosse rivalità e invidia tra gli scrittori, dove ci fosse scambio reciproco e invece poi mi sono scontrata con una realtà che non si confaceva al mio modo di vivere e approcciare alla scrittura e così l’ho scartata. Bisogna agire con prudenza e riflessione. Dopotutto noi siamo padroni di noi stessi…

Per ciò che riguarda la casa editrice I SOGNATORI a mio onesto parere e dopo un lungo tempo di scambio di mail e di post nel loro blog etc…per me è una delle migliori nel campo editoriale. So che potrò inviare un mio lavoro e avere un riscontro tecnico e serio su quel che ho scritto. Positivo e negativo che sia…leggete QUI e infine lo ammetto, mi sono affezionata all’editore come persona, lui ascolta molto spesso i miei sproloqui via mail( intendiamoci può scrivergli chiunque e lui risponderà a tutti con affabilità e gentilezza) e non so come, ma ancora mi risponde!

Ho letto quasi tutti i romanzi della sua casa editrice e devo dire che il livello di letteratura è molto alto. Infatti ho già dato un mio piccolo contributo anche in questo blog. Nel mio modo scorrevole e intenzionalmente poco ‘raffinato’ di scrivere, quindi colloquiale (dopotutto non sto scrivendo un romanzo), ma dando spazio alle sensazioni e alle emozioni, più che a una critica professionale che mi riguarda poco. Per di più in questo blog ciò che NON MI PIACE non ha spazio, trovo ridicolo criticare ferocemente, mi dà fastidio quindi lo evito come la peste.

L’antologia volume 1 UN SOGNO DENTRO UN SOGNO è molto bella. In essa ci sono dieci stupendi racconti di alta qualità, nella forma, nello stile e nei temi affrontati. Ammetto che ci sono scrittori sconosciuti di una bravura quasi spiazzante. E quando qualcosa mi spiazza, mi trovo davvero in difficoltà a parlarne nei particolari. Così se per davvero volete leggere qualcosa di meritevole, comprate quest’Antologia come anche anche il secondo volume che ne mantiene lo stesso livello. Costa poco ma vi arricchisce dentro…soprattutto se siete scrittori, qui c’è molto DA IMPARARE!! Andate a dare una occhiata QUI e non sarete delusi…

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L’OROLOGIO DI CENERE, di Aldo Moscatelli


Ed eccomi al romanzo della casa editrice I SOGNATORI: L’OROLOGIO DI CENERE di Aldo Moscatelli. Era da tempo che volevo leggerlo, essendo una estimatrice dello scrittore, dell’editore e anche del genere del romanzo in questione.

Parto dalla confezione esteriore, e cioè la copertina. La trovo piacevole, il disegno è molto bello, e mi piace moltissimo la copertina ruvida, la trovo elegante. Sono libri tascabili che si possono portare ovunque, non pesano, costano poco, sono un ottimo prodotto e li consiglio. Tutti ovviamente, nessuno escluso. In particolare ho apprezzato il titolo del romanzo. Di primo acchito sorprende, perché non sembra abbia molto a che fare col romanzo, poi piano piano che ci si addentra nella storia, il lettore incomincia a comprendere il suo significato. Forse mi sbaglierò, ma secondo me l’autore ha voluto nel titolo dare ampio spazio alla  personale visione del lettore. Quello che ho compreso io è questo: Il tempo scorre e a volte talmente in fretta da non riuscire nemmeno a rendersi conto che la vita è breve e che è necessario svelare se stessi e soprattutto riuscire a risolvere le questioni incompiute della vita, quelle che ci hanno fatto soffrire, liberarsi dai fantasmi del passato, come lo stesso investigatore privato River Crane necessiterebbe…In effetti River Crane è un investigatore senza speranze, egli ha perso la voglia di lottare, il perché? Lo si scoprirà nei suoi incubi, non dico altro… Un fatto doloroso lo ha ridotto così, a bere e a frequentare bar dei bassifondi di una New Orleans grigia e oscura. Però il suo spirito arguto e intelligente non si lascia sfuggire il colpevole di una vicenda intricatissima che lo vede suo malgrado protagonista. È un personaggio atipico, circondato da amici tutt’altro che rispettabili ma simpatici…Il finale è inaspettato. Un romanzo che scorre lento, come il fluire della vita stessa. La scrittura è molto elegante, forse risulta ‘troppo’ elegante trattandosi di argomenti così NERI… ma è solo una questione di poco conto, che non inficia la buona qualità del romanzo!

Ho apprezzato molto l’intervista che si trova alla fine del libro. Aldo parla di tutto, della scrittura, del suo romanzo in maniera approfondita, del mondo dell’editoria…essa è una porta aperta sull’anima dello scrittore’(citando la sua prima risposta), sui suoi pensieri e riflessioni. Non ho altro da aggiungere a riguardo, compratelo e leggetelo, io lo trovo un ottimo romanzo d’esordio. Che dire, secondo me Aldo scrive benissimo. Lo consiglio! Ed ecco il link al suo romanzo: L’OROLOGIO DI CENERE

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Antologia ‘Un sogno dentro un sogno’, volume 2

Eccola qui l’Antologia dell’ultimo concorso UN SOGNO DENTRO UN SOGNO, edito dalla casa editrice, la mia preferita, I SOGNATORI di Aldo Moscatelli. Ho comprato l’antologia come regalo di Natale e devo proprio dire che il piacere che ho riscontrato nel leggerla, soprattutto trattandosi di racconti di scrittori tutti bravi e tutti esordienti, è stato immenso.

La copertina parla da sola, la definirei l’immagine iconografica, l’essenza, di ogni racconto all’interno del libro. Una presentazione di quel che aspetta il lettore una volta che apre la copertina e si immerge in un mondo di sogno…A me è piaciuto molto immergermi in essa, sono certa piacerà a tutti coloro che vorranno comprarlo, perchè a mio parere merita davvero.

In genere sono molto critica mentre leggo. Di qualsiasi cosa intendo. Anche se si trattasse di un romanzo di un autore noto. Per di più, oramai, dopo parecchi anni in cui la mia passione è diventata parte imprescindibile di me, non sono nemmeno in grado di scindere la me stessa scrittrice con la me stessa lettrice. Sono oramai legate inesorabilmente, senza via di scampo. Quando ho iniziato a leggere l’antologia perciò ho immancabilmente letto e valutato con entrambe. Il motivo per cui lo dico è perchè ritengo che, chi scrive, veda e legga con maggiore discernimento e capacità interpretativa, come se avessimo la cognizione di altre dimensioni che non siano le sole tre di cui siamo al corrente.

Tutti i racconti sono scritti molto bene e ognuno ha una sua caratteristica che lo rende speciale e diverso dagli altri. Approvo moltissimo le diverse angolazioni, voci, che sviluppano un unico tema, quello del sogno.

I migliori sono a mio parere L’ESTRO DISARMONICO, IL VERO LUIGI, PER SUA DIVINA PROVVIDENZA, SIAMO TUTTI MORTI e NOVEMBRE. Dirò poche righe su questi ma meritano!

L’ESTRO DISARMONICO: semplicemente sui generis, originale, divertente nella follia dei personaggi e dell’ambientazione. Ma quel che mi ha lasciato davvero strabiliata è il modo in cui ha fatto propria l’espressione linguistica andando contro tutti i canoni linguistici e stilistici che molte volte limitano gli scrittori. Ad esempio l’ultima pagina: senza un punto, quasi senza virgole, con un punto di domanda che non sai da dove arrivi nella pagina seguente, leggi… leggi tutto d’un fiato e alla fine quasi ti manca il fiato e vorresti sapere dove il narratore vuole andare a parare…l’ho trovato innovativo. Dieci e lode a questo scrittore! Personalmente ammiro l’essere alternativi, l’essere se stessi senza conformarsi per paura di non essere compresi, tutti sono capaci di scrivere qualcosa, ma pochi di scrivere qualcosa che colpisca il lettore nel cuore, nell’anima.

IL VERO LUIGI: se quello precedente l’ho ammirato per l’aspetto più formale e linguistico, questo è particolare per il contenuto. Divertentissimo e brillante. Più di tutti si avvicina al tema UN SOGNO DENTRO UN SOGNO, non era facile dover narrare in prima persona per il primo Luigi e in terza per i suoi sogni. Molto bravo, originale, mi ha divertito molto. Anche il finale è inaspettato!

PER SUA DIVINA PROVVIDENZA: di questa autrice mi piace la semplicità della sua scrittura. Il modo in cui guarda il mondo. Il racconto era particolare e le visioni assolutamente divertenti,  l’ironia nasconde una velata malinconia…lo ripeto ha talento!

SIAMO TUTTI MORTI: questo racconto mi è piaciuto per la sua originalità, per la semplicità della scrittura, perché ha avuto un’ idea molto interessante e nello stesso tempo è riuscita a non ridicolizzarla. Verso il finale non ride più e vuole comunicare qualcosa, un suo pensiero, ciò che la stessa autrice pensa… Brava!

NOVEMBRE: Molto bello, scritto bene e divertente nella narrazione. Quando si parla di argomenti difficili trovo molto efficace utilizzare l’ironia e il sarcasmo. E’ come sorridere delle disgrazie della vita, lo faccio sempre, e personalmente lo apprezzo molto di più di qualcosa di eccessivamente melenso. Questo racconto ha vinto il premio della critica…

Un’altra considerazione importante: sul blog de I SOGNATORI, l’editore Aldo Moscatelli ha intervistato, anzi sta intervistando a tranche, due per volta, i protagonisti dell’antologia, con domande molto pertinenti e interessanti. Trovo l’iniziativa lodevole, in tante antologie lette e nelle quali anche la sottoscritta ha preso parte, non è mai capitata una cosa simile, tanto meno alla sottoscritta. Andate a dare una occhiata, ne vale davvero la pena.Link sotto:

http://casadeisognatori.splinder.com/post/19390923/CONCORSO+2008+-+INTERVISTE+(Pa

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