Ho meditato a lungo prima di scrivere questo post. E, forse, stamane mi sono svegliata col piede sbagliato e sono incazzata col mondo intero, oppure è la vecchiaia che afferra con forza i neuroni del mio cervello e li stritola cosicchè questi, troppo stimolati da ciò che sentono e vedono e leggono in giro poi si traumatizzano insorgendo e replicando precisazioni. Alla sottoscritta perciò non rimane altro che dar loro retta e sfogarsi un pochino. Magari mi tirerò la zappa sui piedi( o forse mi tolgo qualche innocuo sassolino dalla scarpa), ma sfido chiunque a non voler dire la propria sul proprio blog! Nei toni giusti ovviamente. A volte mi domando dove stia la verità. Ma essa sta sempre nel mezzo, questo è poco ma sicuro. È provato che io odio l’ambiente editoriale, odio le bagarre che leggo nei vari forum di scrittori che si definiscono esordienti( e odio anche i forum in generale ma a posteriori non a priori), odio le competizioni letterarie( sono una pacifica), odio chi si crede sempre nel giusto quando invece dovrebbe un attimino pensare che forse non sempre lo è, odio me stessa perché a volte odio l’essere scrittori e gli editori senza fare alcun distinguo. Li odio perché forse non sono ancora riuscita a digerire alcuni momenti di terribile ansia e posso dirlo, disperazione… sì disperazione nell’ingoiare situazioni assurde e kafkiane, e nello sforzarmi di pensare in positivo quando invece mi sentivo come un naufrago alla deriva. Che dire? Mica ho sedici anni, nel pieno della mia ‘giovinezza che prende tutto con leggerezza’! Sono nell’età dei bilanci, della piena maturità, della quasi decadenza, nessuno a me verrà a dire quel che dovrò fare( manco glielo permetterei) perché sono nel pieno delle mie facoltà. So quello che voglio fare, dove arrivare e come arrivarci. Lo so e proseguo sempre e comunque per la mia strada. Con umiltà! Quello che a volte non mi va giù è il poco rispetto da parte di persone che sputano sentenze e coltivano assurdi pregiudizi. È assodato che io sono una che preferisce farsi gli affari suoi. È assodato anche che io sia una persona assolutamente normale( ma particolare e amo esserlo), che sa stare al proprio posto e che soprattutto mai e poi mai si è montata la testa anche perché non c’è mai stato di che montarsela. Vi domanderete dove voglia andare a parare, e in effetti me lo sto domandando pure io, ma volevo puntualizzare alcune cosucce per la gioia di chi mi legge. Poi dopo aver letto potete anche fregarvene perché è così che si fa, lo faccio pure io, non crediate!! Vorrei parlare della mia categoria, di me e della mia esperienza, di come agisco, di come mi comporto.
Essere SCRITTORI, una parola che a me personalmente fa paura. Non mi reputerei scrittrice se uno non dicesse che quando si pubblica lo si diventa! Beh, ho già pubblicato un romanzo e dopo ho provato concretamente di non essere una nullità essendo stata apprezzata dai lettori( ripeterò fino alla nausea che il pregiudizio di credere che chi compra il libro di uno scrittore esordiente siano solo i parenti è una mera falsità, vale per me e anche per tutti coloro che hanno pubblicato, compresi quelli a pagamento); c’è anche chi pensa che chi pubblica cavolate sia talmente pomposo da definirsi scrittore, beh volevo dire che non ho pubblicato una cavolata tanto per fare chiarezza. In qualsiasi modo sia andato, chi vorrà additarmi perché me la tiro solo perché dico che ho pubblicato, faccia pure, chissenefrega. Tant’è ho pubblicato e non ho speso un euro per l’editore( con l’agente invece sì, ma quello è un altro discorso e poi sono stata dentro con tutto alla fine). Ma ancora non mi sento una scrittrice, questo sì…Quando si frequentano blog o forum o chicchessia e si parla di certe cose, o lo si fa perché magari si vorrebbe con la propria esperienza, positiva o negativa che sia, aiutare chi vorrebbe pubblicare senza incappare in brutte situazioni( ricordatevi però che la pappa pronta non ci sarà mai e dovrete sempre subire attacchi, se non dal vostro editore ma magari da altri, e critiche etc.. quindi siate sempre pronti e soprattutto desistete e non lasciatevi fuorviare da nessuno), oppure si va per confrontarsi, per capirsi, per migliorarsi etc.. A me piace migliorare, e mentre tanti pensano di essere già THE BEST, per me non è affatto vero. Nella scrittura non si finisce mai di imparare. Certo, c’è chi scrive bene, chi abbastanza bene, chi poco bene, ma anche lì scusatemi, si può imparare. Si deve. In dieci anni che scrivo e soffro per tutto e con tutto, mi accorgo che il mio modo di scrivere è lentamente evoluto. Parlo di evoluzione, lenta maturazione( nei contenuti e non solo nella forma) quella che ero ai tempi di Il verde e l’acciaio, ora non c’è più. Tanto meglio, almeno posso dire che sono cambiata, invece c’è sempre chi rimane fermo! Poi ci sono i geni e beh ma a me dei geni non me ne può fregare un emerita mazza. Io rispetto, ma esigo anche rispetto. Se c’è qualcuno a cui non piace ciò che scrivo preferisco me lo dica in faccia, invece di girarci intorno. Dopotutto se non apprezzo la scrittura di qualcuno e me lo domanda, glielo dico con le buone, con gentilezza, con delicatezza. Chi cavolo ha detto che bisogna criticare ferocemente solamente per far capire? Sì, purtroppo c’è anche chi lo pensa. Che idiozie!
Esperienze: una scrittrice lesse un mio piccolo racconto( era surreale, e leggermente horror ma il finale lasciava spiazzati e io adoro le sorprese, ma lei la sorpresa non la gradì) e mi apostrofò dicendo che ero una persona immorale. La sottoscritta non fece altro che dire alla suddetta che se si critica un racconto, non si deve criticare chi l’ha scritto, non è detto che quel racconto rispecchi ciò che l’autore è nella realtà. Quella volta mi caddero le braccia, però poi volli a tutti i costi farmi capire senza mandarla a quel paese instaurando con lei un breve ma simpatico rapporto di scambio reciproco di opere. Alla fine cambiò idea su di me e su quel che scrivevo! Secondo me se una persona non ti capisce e rimane nelle proprie idee, non si può far nulla, ma se si è abbastanza intelligenti, forse si può sempre rimediare. Un’altra volta ho smesso di scambiare opinioni con uno scrittore che era troppo preso dalle sue idee e se dicevo A e lui B era per forza B. Se non vedo spiragli di luce nemmeno mi sforzo. Dopotutto perché cavolo mi devo sbattere con gli altri per farmi capire? Se c’è alchimia negli scambi d’opinione lo si comprende al volo. Per ciò che mi riguarda mi accorgo subito se ne vale la pena, altrimenti chiudo e mi dileguo. Io accetto ogni cosa( critiche soprattutto ma con garbo), ma deve anche accettarla la controparte sennò si è monocorde e alla fine anche monotoni! La volta più divertente fu quando mi fu fortemente contestato un racconto, perchè evidentemente non trasmise quel che mi ero prefissata. Ringraziai chi me lo disse con assoluta onestà, senza pormi tanti problemi. Mi fu addirittura lodato lo stile nel quale era scritto…bene, anzi meglio…il mio stile asciutto e conciso, so che faceva orrore a alcuni ma a altri piaceva moltissimo! Bene, ottimo, questione di gusti, no? Solo che poi, mi resi conto che chi mi aveva lodato lo stile, l’aveva utilizzato in un suo personale racconto che ebbe moltissimi elogi, proprio per come era stato scritto. Fosse stato il contenuto, non mi sarebbe apparso strano, ma in questo caso fu così palese( per altro chi lo usò non era avvezzo a farlo in altri lavori), evidentemente non ero abbastanza simpatica…Olè…che ridere, sì mi feci una grassa e grossa risata. Ma ho imparato anche quella volta. Dopotutto uno potrebbe dirmi, ma chi te lo dice che tu sei unica e che il tuo stile è unico? No, non lo è difatti, e non lo sono e nemmeno lo vorrei che Dio me ne scampi, però quella volta mi sono sentita presa in giro. Che sia lecita ogni cosa nella scrittura? No, non c’entra il modo di scrivere, che per altro ho ricambiato nuovamente, ma un po’ di serietà! Non datemi della frustrata perchè non lo sono, io dico quel che mi è capitato, la realtà dei fatti è questa, punto e stop!!
Scrivere..pubblicare questo è il dilemma: Forse io sarò un caso a parte. Pubblicherò solo a tempo debito, con chi vorrò io( e se ci riuscirò ovvio), con chi crederà davvero in me e nel mentre non mi ammazzo nell’inviare i miei romanzi a destra e a manca. Lo ripeto sono due anni che non invio nulla. L’ho fatto volutamente perché prima io voglio testare, conoscere, capire, vedere, riflettere, migliorarmi, andare avanti con onestà e sincerità. Paga alla fine? Forse no, ma io sono così e ormai alla veneranda età di 40 anni non mi si può cambiare. Il mio ex editore, l’innominabile, mi ha trattata peggio di una stupida, per altro non ha mosso mai un dito delle sue sporche mani da editore per aiutarmi. Ho fatto tutto io e quando dico così, significa che ho fatto davvero tutto io. Mi sono sbattuta in ogni dove per pubblicizzare il mio romanzo, per trovare sponsor per evitare di dover spendere soldi per la presentazione, giornalisti, trafili sui giornali, interviste radiofoniche e spazi televisivi ( a costo ZERO!!!) e pure patrocini vari, avevo persino trovato il distributore del veneto, bastava che l’editore facesse una telefonata che poi non ha mai fatto. E questo perché? Si era accorto che non ero una cretina e che non avevo mangiato la foglia, alla fine voleva accontentarmi con trenta copie gratuite di cui potevo disporre come volevo senza fare alcunchè. Ora vi immaginate come mi sono sentita quando il giorno prima di presentare il romanzo in una sala del Comune di Padova( con la presenza di un Assessore), mio marito che fa il poligrafico si è accorto che il romanzo non era stato stampato in una tipografia, ma solo in una copisteria, contravvenendo al contratto? Oppure quando sono andata in libreria e mi hanno detto che loro non conoscevano il romanzo, né tantomeno il sedicente editore sempre contravvenendo al contratto? Avrei dovuto arrendermi, ma non l’ho fatto. Sono andata avanti e sebbene il romanzo non era impaginato alla perfezione, aveva una copertina che faceva ribrezzo etc… l’ho presentato lo stesso e ho avuto tutto il riconoscimento che IL MIO ROMANZO meritava. Perciò mi sono rotta di abbassare la testa con chi mi fa sentire meno di altri, la mia scrittura non è perfetta ne sono consapevole in primis io che mi critico ferocemente( non sarò un genio, ma se ai lettori piaccio, perché devo affermare il contrario? Uno capisce al volo che sono umile altrimenti ha il prosciutto negli occhi, gli inetti sono altri) etc.. io scrivo in maniera semplice e discorsiva, i paroloni li lascio agli altri, a me piace la semplicità, adoro la ricercatezza se ne vale la pena nel contesto. E soprattutto quando vengo a conoscenza che a distanza di tempo e dei dolori e delle batoste che ho ricevuto, c’è chi quatto quatto dopo aver apprezzato il mio romanzo se ne va a leggere i racconti del mio sito( e sono tanti). Oppure chi, dopo due lunghi anni, si è ricordato della sottoscritta che nemmeno conosce personalmente e da professoressa qual è, mi considera idonea e giusta per incontrare una intera scolaresca e parlare del romanzo, della esperienza come scrittrice e come assidua lettrice. Perché io in primis sono una lettrice che ama scrivere e non ho nessuna para o turba psichica! Ecco, quando mi accadono queste bellissime cose, posso essere orgogliosa di me stessa. Tutto deriva dalla mia fatica, dalle mie lacrime… Badate bene, non parlo di editori, però posso dirvi che cosa sto facendo. Innanzitutto penso ai miei scritti, sono perfezionista e non mi va di inviare nulla che non sia rivisto almeno trecento o quattrocento volte e poi criticato da persone fidate e competenti( nessun amico intimo). Dopodichè se sono certa che quella casa editrice mi ispira allora…forse..invio… Finora sono ancora titubante e molto( a volte ho paura dei partiti presi), con questo non significa che non ci sia gente che stimi tantissimo( case editrici che strastimo sia GRANDI che PICCOLE) che la mia stima è illimitata checché uno possa pensare il contrario(io la penso così, sono un microcosmo nel macrocosmo dell’editoria, sono un puntino, una che scrive e basta, la mia opinione non dovrebbe paventare nessuno). Sforzarmi sempre di essere quella che non sono però sarebbe diabolico! Quindi, difendo nella mia categoria: gli onesti, i sinceri e quelli che fanno di tutto per essere compresi, quelli che vogliono migliorare… alla fine è solo questione di gusti, di fortuna, di talento. C’è chi ha gusto, chi ha fortuna, chi un talento eccelso, ma come mai leggo un racconto bellissimo e poi dell’autore se ne perde traccia?…mah, che sarà sta cosa? Forse ci vorrebbe più fiducia, più fiducia da entrambe le parti. Ora, sia chiaro che tutto questo non c’entra con tutti i problemi che esistono all’interno dell’editoria, ma è la mia umile opinione. Secondo me c’è posto, c’è posto per tutti quelli che se lo meritano, se solo fossero creduti, a volte non si crede abbastanza negli autori( però questa modus operandi potrebbe cambiare e sono certa che prima o poi succederà). AMEN!!!
PS: un’altra cosa, se qualcuno volesse confrontarsi con ciò detto, prego di non fare lo struzzo e abbia il coraggio di farlo nel mio blog e non sparlare alle mie spalle nel suo( anche perché lo vedo), nessuna inettitudine prego!! Io amo il confronto educato e civile. Dopotutto qui si parla di me, solo di me…
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