Premessa: Sì, ebbene sì, sono ritornata, dopo un bel po’ di giorni di stanchezza generale, di non pochi problemi che mi hanno totalmente assorbito ogni energia. Avrei voluto che la marea di tenebra che aveva offuscato, ottenebrato, inglobato nella sua oscurità l’anno precedente non avesse presentato altri conti da pagare, ma sembra non sia così. Purtroppo la vita non può sempre essere rose e fiori, ci sono anche le spine e, quando ci si punge, fanno molto male. Le preoccupazioni del quotidiano a volte non mi permettono di fare, progettare e pensare quel che davvero vorrei, ma, che dire? Sempre avanti, a testa alta e senza mai arrendersi, nè buttarsi giù. Non ne varrebbe la pena, dato che devo essere forte come sempre.
A ogni modo, bando alle ciance, colgo nuovamente l’occasione per ringraziare coloro che passano anche se di sfuggita in questo mio piccolo mondo color lilla. Non è nelle mie corde farmi bella per cose del genere, nelle quali ripongo pochissima considerazione, però so di dare moltissimo in questo spazio e in maniera originale, genuina, sincera. C’è chi considera i blog con pochi o anche senza commenti, come blog di poco conto. Io mi faccio un bel po’ di risate nei confronti di certa gente e me ne frego altamente. La realtà alla quale partecipo e cioè quella di scrivere in un blog e avere un sito, per quanto io sia onestamente fuori da tutto e tutti, per scelta, non è delle migliori. C’è anche chi non scrive in un blog poco commentato come il mio perchè lo riterrebbe un commento a vuoto. Beh, sappiate che per educazione io rispondo sempre a tutti i commenti. Purtroppo in internet ci si mangia e ci si riempie la bocca di moltissime fregnacce. Io sono un navigatore solitario che pensa solo e solamente a ciò che piace di più e cioè SCRIVERE E LEGGERE. Il resto, invidie, stupidità e ipocrisie varie, non fanno per me. Continuerò a linkare siti che meritano, a parlare di libri che meritano, a parlare di scrittura e varie, con entusiasmo e passione. Detto ciò arrivo al punto.

I DIARI DELLA FAMIGLIA DRACULA DI JEANNE KALOGRIDIS
Ora che ho una signora libreria a casa mia, mi sono accorta di avere tanti romanzi da dover leggere. Purtroppo, ultimamente sono stata delusa da alcune letture, che mi hanno costretto a mollare il romanzo a metà. Odio doverlo fare, ma sinceramente se leggo qualcosa che non mi piace proprio, non posso continuarne la lettura, andrei contro me stessa e la mia natura. Ultimamente infatti stavo leggendo il romanzo di una esordiente e dopo poche pagine mi sono dovuta fermare. Mi è dispiaciuto moltissimo, perchè stimo la persona, ma trovavo la lettura talmente noiosa e poco credibile che mi sono dovuta fermare. Non è nelle mie corde far stare male qualcuno che stimo e che so si è dato tanto da fare, proprio perchè so che cosa vuol dire e così, ho declinato la cosa e ho evitato di darle un dispiacere. Non dirò mai chi sia questa persona. Lo faccio per rispetto, anche perchè il mio è solo un parere in mezzo a tanti positivi, dunque non sono nessuno…così lo faccio per tutti i romanzi, se un romanzo non mi piace non mi premuro di fustigare a sangue nè chi l’ha scritto, nè il libro stesso!
E vengo ai DIARI della KALOGRIDIS. Innanzitutto non mi piacciono i vampiri. Le mie letture sui succhiasangue si sono ridotte alle estreme e fantasiose della Hamilton e a quelle molto più leggere e paradisiache della MEYER. Non mi dilungo sulla povera e bistrattata Meyer, perchè è un po’ il destino di tutti gli scrittori che hanno avuto un grandissimo successo ( per invidia? oh secondo me tanta). Come ad esempio DAN BROWN e il suo benedetto codice. Insomma, ne ho sentite di cotte e di crude su entrambi, e ho sempre sorriso a riguardo. In effetti, sentir dire che un romanzo fa schifo dopo che hai letto tutti e quattro libri mi sa molto di ridicolo. Io non mi sprecherei neanche in dieci righe, altro che buttare via i soldi per quattro tomi! E vabbè, non siamo tutti uguali e questo è un paese libero e democratico e ognuno la pensa come vuole.
Ho comprato i libri della Kalogridis di una edizione del Messaggero, non so quanto antica fosse, ma a giudicare da come era ridotta, forse era di qualche annetto fa. Però la spesa era ottima, ben 4,90 euri, e date le mie poche finanze mi ci sono buttata a capofitto. Quindi in un solo super librone erano contenuti tutti e tre i romanzi della saga. IL PATTO CON IL VAMPIRO, I FIGLI DEL VAMPIRO e IL SIGNORE DEI VAMPIRI. E finalmente ho capito chi cavolo fosse il dottor Van Helsing che io lo attribuivo a quel bellissimo fusto di HUGH JACKMAN nell’omonimo film, sul quale ci ho sbavato un bel po’. Ovviamente quel film non è la vera leggenda di Van Helsing e della sua lotta contro il figlio del demonio. Invece, la Kalogridis si basa non solo sul Dracula di Stoker, e qui ho un vivido ricordo dell’altro bel fascinoso di Gary Oldman nelle vesti dell’assetato Dracula, ma anche in leggende e basi prettamente storiche sul famoso Vlad Tsepesh l’impalatore e poi definito Dracul nella leggenda che lo considerava il figlio del diavolo.Ciò significa che il famoso VLAD non era Dracul.
Ho letto questi romanzi con una sorta di disgusto misto a un profondo fascino. Odio i vampiri, è chiaro. Non mi piacciono queste creature che non hanno nulla di interessante perchè la loro natura è irrimediabilmente diabolica. Saranno belli perchè incarnarno un Dio, ma è oscuro e quindi alla fine quel Dio diventa il male. E’ lo stesso male. La scrittrice però non solo ha risaltato nella storia della famiglia il fatto del vampiro come incarnazione del male, ma ha oscillato di continuo tra bene e male, rendendo la storia non un mero scritto horror e gotico, ma dandone un costrutto e una importanza quasi metafisica. Non ho mai letto nulla di così ben azzeccato e ben descritto nella lotta ETERNA TRA BENE E MALE. Ci sono delle scene talmente terrificanti che mi hanno davvero orripilato, ma ci stavano perfettamente bene. Erano logicamente inserite e non avulse dalla storia. Il fascino di questi romanzi sta nella tensione continua tra il male che sembra imperversare senza dare alcuna tregua e un Bene che pian piano cerca di farsi strada proprio tra le spire del MALE stesso.
Sono stata positivamente colpita, anche dalla forma epistolare dei romanzi, che non appensatisce affatto la lettura. Anzi, ne tratteggia il carattere dei vari personaggi, cosicchè si conoscono meglio. Sono romanzi pieni di dolore, ma anche di compassione, di forza e di coraggio, delle debolezze che esistono nel cuore dell’uomo. Come ad esempio la paura della morte che permette di dover fare patti con potenze sovrannaturali per poi esserne schiacciati. E il Bene che sembra perdere e invece…non vado oltre. Questa non è letteratura horror fine a se stessa, ma con un messaggio al suo interno. E per chi penserà che sia pazza, forse non ha capito molte cose della vita.
E’ una lettura che appassiona, che coinvolge, che fa anche inorridire, ma lo giuro anche commuovere…Non mi dilungo oltre, ma se volete leggerli fate davvero un buon acquisto.
PS: piccola curiosità. Conosco una signora Romena che mi ha erudito parecchio sulla sua terra natìa, seppur quasi mai sulla Transilvania, che credo non le piaccia poi così tanto, e mi ha regalato un souvenir proveniente proprio dal castello di Dracula. Un porta gioie in legno, eccolo qui, non è strano e inquietante?

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