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Letteratura, lettura, lettore…

Non potete capire il significato del post dal titolo. L’ho fatto apposta. Un po’ perchè mi piace tenere sulle spine i miei carissimi lettori, che ringrazio per essere primo così numerosi, secondo per avere la forza e il coraggio di leggermi fino in fondo complimentandoVi con me. Dovrei trovare un modo per premiarvi, se pubblicherò Vi regalerò il mio romanzo, ci state???

In questo post ho il dentino avvelenato, siete perciò avvisati!

Parliamo di LIBRI E DI TENDENZE…

Innanzitutto: chi stabilisce che quella data lettura è una ciofeca e la tal altra non lo è?

Chi ha detto che un genere è migliore di un altro? E che cavolo è un genere?

Chi lo dice che un lettore è migliore di un altro, perchè dipende da quel che legge? Quindi rimane un ignorante se legge ‘caxxate’ e invece è un emerito ‘dottore’ se ne legge altre? Quali letture deve leggere per essere un dottore e quali altre per essere un cazzuto?

Chi mi dice se sono un dottore, che per altro lo sono per legge? Sono laureata, io eh? Mica pizza e fichi.

Questa cosa non mi ha fatto dormir la notte, vi giuro. Perchè volevo parlare di un romanzo che avevo letto, parlarne a modo mio, non una recensione, ma una comunicazione conviviale con altre persone: del tipo, oh sai, ho letto quel romanzo, beh devo dirti che mi è piaciuto per alcune cose, per altre magari no, etc…solo che, eccheccavoli essendo un urban fantasy con creature tipo lupi mannari, mi era venuto il panico. Io che odio i vampiri, vo a scrivere di lupi mannari nel mio blog, mi prenderanno per una deficiente.

Allora sono andata a ritroso e mi sono messa a riflettere anche su questa cosa: e cioè che c’è una specie di divisione, classificazione di letture. Letture e per proprietà transitiva di lettori. Letture di serie? Chi diavolo ha detto che ci sono letture di serie? Chi è stato? Dio? No, vero? Allora se non è stato lui, ma noi poveri umani, vuol dire che quella classificazione non ha alcun valore. Siamo noi che diamo un valore a quel che leggiamo, un valore a seconda di quel che proviamo di quella lettura, giusto? Se siamo noi, che siamo tanti, allora vuol dire che come tali saremmo tutti diversi, e che non c’è alcuna legge che mi dice che ci siano letture e lettori di serie A e B! Questo non è TOTOCALCIO, per Dio, è SANA LETTERATURA!

Per altro, dal momento in cui una persona LEGGE allora farà un’azione importante per se stessa. Insomma meglio leggere che star davanti alla tivù inebetiti, giusto? La lettura forma la mente, LA LETTURA in generale.

LA LETTURA è CULTURA!

Aspettate che fo confusione. Torno al mio punto d’origine, altrimenti voi che mi LEGGETE non ci capirete una emerita mazza, e quella sarà solo colpa mia.

Che cos’è LA LETTERATURA? E’ una forma di espressione umana che ha come mezzo l’espressione verbale e risultato il componimento verbale. Essendo una forma di espressione che proviene dal nostro ingegno, o intelletto avrà varie finalità: comunicazione, arte,informazione, istruzione, memoria, intrattenimento. Capito? Perciò qualsiasi cosa io legga, anche se è intrattenimento( qualcosa di ironico quindi), leggo LETTERATURA e non schifezze!!!

Andiamo avanti: Le forme sono la poesia, la prosa e il teatro e anche fin qui non ci piove. Si legge poesia, si leggono piece teatrali, si legge la prosa. La PROSA INCLUDE OGNI FORMA DI ESPRESSIONE LETTERARIA, quindi ci sta di mezzo anche un chick-lit, giusto?

Andiamo ancora avanti. All’uomo piace complicarsi la vita e quindi mi deve ancora suddividere la LETTERATURA. Parliamo di GENERI. Se si parla di generi da Wikipedia io leggo che si considerano generi NOBILI e LETTERATURA DI GENERE. Capitemi bene, se mi si scrive che si considerano, mi dice che siamo noi che come al solito dobbiamo classificare qualcosa, perchè proprio non possiamo fare a meno di farlo. Ci sono i GENERI CLASSICI E I SOTTOGENERI, già quel sotto mi manda in bestia, ma lo dice Wikipedia e non lo contraddico.

I generi classici sono: epica, elegia, lirica, narrativa, tragedia, commedia, satira, saggistica, storiografia, umorismo.

I generi e sottogeneri della narrativa di genere sono invece: azione, avventura, erotico, fantastico, fantascienza, fantasy, horror, giallo, noir, poliziesco, legal thriller, medical thriller, spionaggio, mystery, romantico.

Per chi mi dice che Shakespeare sia meglio di Stephanie Meyer, il ragionamento non fa una piega. Non è questo il punto, lo so benissimo che la narrativa classica fa parte di un bagaglio culturale che bisognerebbe conoscere alla perfezione. I grandi sono grandi, non discuto su questo. DOBBIAMO LEGGERLI!

Ma se una persona mi legge ad esempio un romanzo rosa, tipo che ne so IL CAVALIERE D’INVERNO quindi un romanzo che va per la maggiore e uno mi dice, ma guarda che schifezza mi legge sta qua, che ignorante, allora è lì che sinceramente io non mi trovo d’accordo. Innanzitutto bisogna parlare con cognizione di causa. Come fa uno a dire che un romanzo fa schifo a priori? Ha la palla di cristallo? Ha sentito qualcuno che ha detto che fa schifo e quindi come una pecora, gli va dietro? Ah, bravo, molto bravo. Io che ho letto IL CAVALIERE D’INVERNO invece potrò dire la mia sul tale romanzo. E a me è piaciuto moltissimo, e nel mio blog ne ho parlato profusamente. Naturalmente, se poi tu lo hai letto e non ti è piaciuto e mi dici anche i motivi, allora io rispetto la tua opinione. Ma è ovvio che anche tu rispetterai la mia, perchè a me è piaciuto e tu non sei nessuno per dirmi che sei più intelligente di me, che per altro sono laureata quasi con il massimo dei voti ( insomma a dirla lunga prima de parlà, pensaci).

Chi è il LETTORE? Colui che legge. Nè più nè meno. Se io che sono una lettrice che legge cento libri all’anno, vario da genere a genere e mi soffermo sulla narrativa chiamiamola contemporanea, mentre mi soffermo di meno sui classici perchè ne ho letti moltissimi all’Università, e pur amandoli, ora prediligo leggere altro, qual è la mia colpa? Ribadisco: Chi sostiene che uno è più intelligente o bravo dell’altro perchè dipende dal romanzo che legge?

Facciamo un esempio. Lo testo sulla mia persona. Ora sto leggendo un importante scrittore Russo, del secolo scorso, il quale mi piace moltissimo. Si chiama MICHAIL BULGAKOV.

Tutti penseranno: Ohhhhhhh che brava, legge un Russo, in genere sono molto noiosi e tristi i Russi. Ma che intelligente, ma che personcina per bene… Ma se per caso io, me medesima, dico che prima di leggermi BULGAKOV mi sono letta la Stiefvater che nessuno quasi conosce e che io considererei, mi si passi il termine, LA MEYER DEI LUPACCHIOTTI, allora già vedo alcune bocche storcersi dal disgusto.

Ebbene sì, sono una lettrice di lupacchiotti, e allora? Sono ignorante? Mi piacciono i lupi, che cavoli.

Non mi farò mai vedere LETTRICE DI SERIE A solo perchè adesso vi dico che mi è piaciuto moltissimo IL SOLE DI MEZZANOTTE di SALMAN RUSHDIE, oppure fustigatemi se vi dico che Camilleri proprio non mi va giù!

Alla fine ragazzi miei è LEGGERE che conta. Nessuno è più bravo di un altro. Se la smettessimo di catalogare, di classificare, di guardarci con disgusto solo perchè uno ha letto TWILIGHT, e che caxxo avrà mai fatto sto qua che l’ha letta? Ha ammazzato qualcuno? Ha fatto del male a qualcuno?

Non sto parlando di criteri. I criteri tramite i quali un romanzo è migliore di un altro, esistono. Non sto facendo un trattato di letteratura in questo post. Dico solo che secondo me la tendenza a valutare le persone da quello che leggono, esiste. Niente di più stupido. Come ad esempio, mi era capitato di leggere che la libreria MONDOLIBRO sarebbe da abolire. Boh, a che pro dire questa grande cazzata? Innanzitutto,  nessuno ti corre dietro se non vuoi aderire a Mondolibro, a me non hanno puntato la pistola alla tempia. Una volta ogni tre mesi, me ne vado lì e compro qualche romanzo, che per altro ha praticamente di tutto, DALLA LETTURA DI SERIE A a QUELLA B, tanto per farmi capire da chi non vuol capire e mi capita anche di avere dei libri in omaggio! Non sopporto gli sputa sentenze! Anche perchè al giorno d’oggi purtroppo io non sputo sopra uno sconto!

Mi sembra di essere tornata ai tempi dell’Inquisizione! Tu LETTORUCOLO DI SERIE B sei condannata al rogo dai lettori DI SERIE A. Ah ah ah

Io sono per vivi e lascia vivere. Se a uno non piace un certo romanzo, non dovrà sputare mai sentenze sulle opinioni altrui, solo perchè magari a altri quel tale romanzo è piaciuto. Per altro io leggerei di tutto, è che non ho tempo per leggere tutto. Anche perchè scrivo, DI TUTTO! Sono un ALIEN!

Altro esempio: DAN BROWN, povero disgraziato, ha fatto i milioni, allora siamo milioni di fessi, stupidi e ignoranti! Ah LA MASSA quant’è ignorante, non è vero? Se a uno non è piaciuto DAN BROWN mi va bene, figuriamoci, ma se uno dice puah quella gran caxxata lì, chi lo legge è deficiente, allora la cosa non mi sta molto bene. Chi diavolo sei per dirmi che sono una stupida solo perchè mi piace un romanzo, scusa?

Ma tu, quando leggi un romanzo, lo leggi e poi lo metti via e te lo dimentichi, oppure fai come me e te ne vai a farti le tue belle ricerchine tipo compri saggi per informarti se per davvero quella storia ha un fondo di verità, eh? Oppure ti informi sulla vita dell’autore, ti chiedi come abbia avuto la brillante idea di scrivere un così bel romanzo? Ti domandi quale sia stata la sua strada prima di diventare così famoso? Oppure com era prima di aver scritto quel bel romanzo che ti è piaciuto tanto? No, eh? Leggi, chiudi e poi lo metti a impolverarsi in libreria! Sotto a chi tocca adesso, alè! Che cosa hai imparato? Che cosa ti ha lasciato? Ti emozioni tanto che magari te lo porti a letto e leggi i passi che ti sono piaciuti di più? No, eh? Leggi, chiudi e poi sotto un altro.

MA CHE SEI UN AUTOMA?

Sì, lo so, con questo discorso non posso dir nulla su chi legge pure MOCCIA, ci potrebbero essere delle eccezioni, ma rispetto i tanti ragazzini che lo leggono… e che leggono pure i fantasy che personalmente non sopporto, però qualcuno ne leggo, perchè essendo di larghe vedute, ogni tanto mi rendo conto che qualche fantasy buono, c’è. Oltre al fatto che MARION ZIMMER BRADLEY è il mio santino, e guai a chi me la tocca!

CONCLUSIONI:

Secondo me LA LETTERATURA è UNIVERSALE.

Secondo me non c’è nulla che deve essere nè AL FEMMINILE o AL MASCHILE.

Secondo me se a uno piace una lettura e a me non piace, rispetterò il giudizio altrui, senza sparare sulla povera Croce Rossa.

Secondo me CHIUNQUE LEGGA QUALUNQUE COSA fa bene, a meno che non sia NOVELLA 2000, perchè in quel caso proprio non saprei come cavolo difenderlo!!!

PS: sia chiaro carissimi, che non mi rivolgo a nessuno, io parlo di tendenza, eh?

PS NUMBER TWO: alla fine non vi ho parlato di SHIVER, mannaggia, lo farò in un altro post!

PS number three: il post è ironico non volutamente, io sono così anche nella realtà, mentre la foto l’ho messa apposta!

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Retrospettive Linguistiche in cerca di verità

Terrò questo post evidenziato perchè penso che sia molto attinente con il tema della scrittura e potrebbe essere di profonda riflessione per tutti coloro che a volte pensano quanto sia facile scrivere, senza capire che facile proprio non lo è!

“Coloro i quali affermano che la parola, il suo profilo, il suo aspetto fonico condizionano lo sbocciare della poesia hanno diritto di vivere. Costoro hanno scoperto la strada che conduce all’eterna fioritura della poesia.” Citazione suggeritami dalla giornalista di Radio Vaticana e grande amica Emanuela Campanile( che ringrazio), perfetta per questo post! La citazione è di Majakovsij, poeta e drammaturgo russo.

Pensavo a quanto possa essere difficile, per chi ama lavorare con le parole, riuscire a trasmettere ‘qualcosa’. Qualcosa ovvero una qualsiasi forma di espressione emozionale.

QUALCOSA di per sè vuol dire qualcosa. In effetti è proprio la qual-cosa perchè io so che quel qualcosa ha un valore ben preciso!

Aspettate che ne vengo a capo e non rischierete di mettermi la camicia di forza.

Se ci pensate bene, le PAROLE sono solo lettere, quindi un sistema di segni, composto di vocali e consonanti, che uniti in un certo qual modo, nel modo che noi conosciamo, quindi UNIVERSALMENTE CONSAPEVOLE E CONOSCIUTO, formano parole, frasi, pensieri, frammenti, riflessioni…

Avete mai pensato a quanto il linguaggio sia fondamentale? Al SENSO di ogni singola parola unita a un’altra( ma non che faccia senso, però)?

Il senso delle nostre parole è fondamentale per comunicare, altrimenti scriviamo o diciamo non-senso( quindi neghiamo il senso). A volte un non-senso ha senso, ma questo è un altro discorso.

Ha in effetti un SENSO quel che sto scrivendo?

Per me è una ossessione, un problema, un cruccio. Quando scrivo, che sia un racconto o un romanzo o una poesia o un pensiero, mi soffermo molto sul significato che ha la singola parola e al modo in cui si fonde con le seguenti che nell’insieme esprimeranno quel QUALCOSA al quale mi riferivo all’inizio. Quel QUALCOSA è l’immagine che ho nella testa, l’istantanea che nella mia mente non ha bisogno di molte parole per essere descritta… A meno che non faccia il fotografo, dovrò usare abilmente le parole per descrivere quel che intendo!

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OCCHI- racconto pubblicato nell’Antologia ‘Nella pelle’ di Perrone Editore.

PREMESSA: Voglio festeggiare la notevole affluenza di visite al mio blog ringraziando tutti coloro che sostano nella mia amatissima CASA TRA I MONDI con commenti, visite e le numerose mail. Per altro se andate su google e lo cercate, lo troverete in prima posizione. Un vero traguardo, per un blog partito in sordina e che si è meritato, senza essermi fatta pubblicità tra bloggers, ammirazione e i complimenti! Vuol dire che non scrivo cavolate! GRAZIE A TUTTI!

Sto traslocando i racconti che avevo nel mio sito, poichè a breve, quel sito diventerà statico e sarà solo una vetrina di presentazione mia e delle mie opere. Non trasporterò tutto, perchè ci sono racconti che non mi piacciono più, essendo stati scritti molto tempo fa, con una tecnica di scrittura che non mi appartiene. Non vedo più me stessa in quel che scrivevo…

OCCHI, pubblicato nel 2008, è ermetico. Asciutto. Emozioni dosate col contagocce, ma che trasportano il lettore in medias res, nella storia. E’ molto breve, quasi una pennellata di emozioni. Il mio stile, però, si è evoluto ulteriormente, sono sempre in fase di sperimentazione, così evito di fossilizzarmi. Chissà dove andrò a finire, mah!

BUONA LETTURA!


OCCHI


La tazzina di caffè cadde in terra. Mi abbassai per raccogliere i cocci, mi tagliai.

Sangue rosso, denso, gocciolò dal palmo, imbrattandomi la camicia bianca.

La mia vista s’annebbiò.

Prontamente, lui afferrò la mano ferita e premette con le labbra sul taglio. Appoggiò la mia testa sulla sua spalla.

Profumo di uomo, virile, solleticò maliziosamente le mie narici.

Imbarazzata. Eccitata. Tentai di ritrarmi, non ci riuscii.

Gemetti. Il dolore cessò. Morbide labbra. Il calore della sua bocca. Fremetti.

Dolci, invadenti, dolorosi, ricordi.

Alzai lo sguardo. Occhi negli occhi. Un contatto intimo, confidenziale, il mio cuore martellò impazzito.

Rabbrividii. Di piacere, di paura.

Mi sentii sporca dentro, il languore prevalse. La ferita era nel cuore e nell’anima.

La rabbia fu tale da scostarmi dalla sua provocante spalla e rubargli la mia mano, prendere un fazzoletto e tamponarmi il sangue.

Occhi, insondabili, fissi su di me.

—Fa male?—  che rispondergli? Sì mi fa male al cuore?

Scesi dallo sgabello del bar. Volevo andarmene, fuggire da lì, da lui, dalla mia inutile, complicata, impossibile, assurda vita. Mi trattenne, riprese la mano e ne baciò il palmo. Tremai. Emanava un calore intenso, l’odore conturbante del piacere mi avvolse.

Occhi neri come la notte. Occhi intensi che vogliono risposte. Occhi che soffrono ma non mollano.

—Scusami!­— esclamò.

Vivevo nelle tenebre. Sprofondata nel baratro senza intravvederne la luce. Mi aveva spezzato il cuore o io il suo?

Mi feci coraggio.

Lo guardai e, meravigliata, vi lessi la verità.

Occhi limpidi, occhi profondi, occhi audaci, occhi ardenti.

E desiderio. Intenso, vibrante, desiderio. E amore, dolce, amato amore.

Feci la mia scelta. Di vita. Scelsi di raggiungere il suo cuore, perdonando il mio.

—Fa l’amore con me!- esordii senza incespicare nelle parole. Decisa. Risoluta. Le gote in fiamme.

Il sorriso aleggiò tra le sue labbra.

Occhi luminosi riflessi nei miei.

—Sì- mi sussurrò all’orecchio.

Afferrò gentilmente la mano ferita. Ci alzammo. Uscimmo.

Occhi negli occhi, felici, forse…

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Letture romantiche: Sylvia Z. Summers e il romance storico…

IMPORTANTE PREMESSA: A tutti coloro che amano il genere, a chi ama l’amore in tutte le sue sfaccettature, a chi scrive di questo genere con passione e impegno, alle donne che amano sognare… proprio come me!

Quali sono gli ingredienti del ROMANCE STORICO? Amore, vendetta, intrigo, passione, sesso, maschio Alpha, amicizia, sentimenti, il tutto all’interno di un determinato periodo storico. Non scrivo di questo genere, ma ci sono migliaia di lettrici che adorano leggerli e tra queste ci sono anche io.

Brevi cenni:Ho conosciuto il romance con Kathleen Woodiwiss, e me ne sono innamorata. Ho letti tutti i suoi romanzi che conservo gelosamente, dopodichè sono passata alla Rosemary Rogers molto più audace e a volte per davvero osè. Infine Jennifer Wilde, che, udite udite, non è altri che un uomo, ahimè pure deceduto a quanto mi pare di aver letto, ciò significa che ci sono maschietti che scrivono di questo genere e, ne sono certa, che lo leggono. Motivo in più per evitare di parlare di Letteratura al Femminile, la Letteratura deve essere Universale, e non faccio retorica. Quando mi sono iscritta alla Mondolibro, le copertine di questi romance mi hanno catturata talmente da comprarne a decine che poi ho apprezzato anche per il loro contenuto. Infine, ho conosciuto la cara amica scrittrice di romance, Sonia Caporali, e tramite lei mi sono immersa in un mondo virtuale( che ora è pure reale), UN MONDO TUTTO ROSA, che non pensavo esistesse. Non pensavo nemmeno ci fossero brave, talentuose scrittrici Italiane di romance storici pubblicate dalla famosa HARLEQUIN MONDADORI. Roberta Ciuffi, Mariangela Camocardi, Kathleen Mcgregor, Sylvia Z. Summers sono le più famose. Ma sono certa il numero di brave autrici di romance che verranno pubblicate dalla Harlequin Mondadori crescerà! La mia ignoranza su una notizia così importante, mi ha portato a dover colmare la lacuna e dover leggere queste brave autrici. Ho cominciato con lei, che per altro apprezzo molto anche come persona, è carinissima:

SYLVIA Z. SUMMERS

Posso dire con cognizione di causa, avendo letto i suoi due romanzi( i primi di una lunga futura serie), che questa è una brava scrittrice di talento del romance storico. E’ Italiana, ma scrive sotto pseudonimo, una scelta che trovo molto intrigante. I suoi due romanzi, non hanno molto bisogno di presentazione, hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e Silvia è molto amata dalle lettrici di romance. E’ doveroso presentarli anche qui:

DI TENEBRA E D’AMORE


Londra, 1896

Se non è facile adattarsi alle usanze di un paese straniero, lo è ancor meno quando si è dovuto rinunciare a una promettente carriera artistica. È ciò che succede a Odyle Chagny, costretta a lasciare la Francia e ad accontentarsi di fare l’istitutrice delle due figlie di Lord Moran. Dalla sua posizione ai margini del bel mondo, la giovane si rende conto ben presto che in quell’ambiente dove tutto sembra perfetto, in realtà molti nascondono oscuri segreti. Che dire, per esempio, di Lord Tristan Brisbane, l’attraente e un po’ impacciato gentiluomo la cui timida insicurezza mal si accorda con le voci inquietanti che circolano sul suo conto? O dell’avvenente Lady Moran, che pur circondata dal lusso conduce un’esistenza triste e solitaria? Generosa e perspicace, Odyle si ritrova così in una scomoda posizione, scoprendo a proprie spese che nell’Inghilterra puritana di fine Ottocento può bastare un sussurro per distruggere una vita.

AMORE E ALTRI SOSPETTI

Inghilterra, 1805

La cittadina di St. Jules, sulle scogliere del Devon, è nel più totale scompiglio. Al porto, il sindaco ha appena accolto un misterioso gentiluomo dall’aria tormentata, che non pare affatto felice di trovarsi al centro dell’attenzione generale. Chi è? Perché è venuto proprio a St. Jules? E come mai due tenenti della Marina lo seguono passo passo? Queste e molte altre sono le domande a cui la vivace Pheabe Swan, autrice degli articoli più pungenti del giornale locale, vorrebbe trovare risposta. Tanto più che altri strani eventi turbano la serenità della placida cittadina. Nonostante i numerosi avvertimenti e le minacce ricevute, Pheabe non può smettere di indagare sul nuovo arrivato, anche perché quell’uomo dagli occhi blu, profondi come l’oceano, è il più affascinante che lei abbia mai visto.

Ovviamente li ho apprezzati entrambi, preferendo però il secondo, forse perchè mi sono innamorata del bel Julian Emerson, un insieme tra il mio amato MR DARCY( quello del film) e l’adorato Tom Lefroy, l’innamorato di Jane Austen del famoso film sulla vita dell’autrice Londinese, BECOMING JANE. Julian è un personaggio forte, intraprendente, coraggioso, leale e sincero, e anche molto innamorato. Silvia è stata bravissima a delinearlo!

Avendo letto AMORE E ALTRI SOSPETTI prima di DI TENEBRA E D’AMORE, ho fatto un viaggio a ritroso alla scoperta di questa autrice. Innanzitutto ha uno stile elegante, non ridondante, una tecnica perfetta, ogni parola si trova nel posto giusto, nulla è lasciato al caso. E’ uno stile piacevole da leggere, perchè, anche se deve rispettare i canoni che richiede il genere, e quindi una sorta di linguaggio che si avvicini alle consuetudini dell’epoca, non è affatto pesante o aulico. I suoi romanzi non sono propriamente incentrati sulla storia d’amore dei protagonisti, bensì costruiti intorno a più storie, poi collegate ai personaggi principali, quindi è un romanzo CORALE, a più voci… nonchè il periodo storico non è delegato a una semplice sfumatura di fondo, ma gli si dà il giusto risalto. Il tutto condito con un po’ di suspence, di intrigo, una sfumatura di giallo che, come scrittrice di thriller, personalmente adoro. C’è anche una sottile ironia nei personaggi più singolari, quasi un tratteggio di caricatura, ma che non cade mai nel ridicolo. Una cosa è certa: Silvia ha una ottima padronanza di linguaggio, non si limita a parlare della storia d’amore e riesce a inserire eventi importanti della storia, o tematiche sociali ( basti pensare alla condizione  nelle miniere nel secondo romanzo, o alla tematica sulle dipendenze da droghe nel primo), che rendono il romance, meno romance, ma più romanzo storico. Per costruire un mondo intorno ai personaggi principali, si nota un accurato studio, pazienza e amore  per la scrittura stessa.

E già con AMORE E ALTRI SOSPETTI Silvia ha fatto un notevole balzo in avanti, di professionalità. Non posso che augurare alla scrittrice una carriera luminosa e splendente e mi piacerebbe tanto, un giorno, leggerla in panni totalmente diversi, magari con un thriller o un giallo alla Agata Christie, dato che so lei apprezza molto la scrittrice e in effetti ne vedo qualche eco nei suoi scritti.

Infine mi piacerebbe che, come le stesse scrittrici di romance auspicano, i romanzi non si trovassero solo nelle edicole, ma anche nelle librerie, perchè non hanno nulla di meno di quelli che noi troviamo in libreria, anzi, secondo me, farebbero un ottima figura. Per di più questo genere, e tutti quelli del rosa, ha notevole successo di pubblico.

E ora link importanti: Il primo è il link del blog di Juneross, IMMERGITI IN UN MONDO ROSA, tramite il quale, si evince dal titolo del blog, tutte le lettrici di rosa in ogni sua sfumatura si ritrovano per parlare delle loro scrittrici preferite, dei loro romanzi preferiti e molto altro ancora( inoltre Jumeross è una ragazza molto gentile e disponibile):

http://www.junerossblog.com/

Qui troverete anche una interessante, dettagliata intervista a Sylvia Z.Summers, nella quale racconta ciò che sta dietro il romanzo, in questo caso DI TENEBRA E D’AMORE, io trovo interessante scoprire il background, i risvolti che hanno portato il tale autore a scrivere il tal romanzo:

http://www.junerossblog.com/2008/10/sylvia-zsummers.html

Per ultimo link, un appuntamento importante di fine Settembre( ormai già trascorso, ma lo fanno ogni anno, quindi non disperate), il WFF, Women’s fiction Festival, che potrebbe anche essere una ottima opportunità per le aspiranti scrittrici… Non vorrei dire cavolate e quindi vi rimando a un link nel quale potrete leggere da Voi, di che si tratta.

http://tragliscaffali.periodicoitaliano.info/?p=1369

Infine, dato che finalmente oggi sono riuscita a scrivere questo post, agognato da tempo, ma che proprio per colpa del poco tempo non ero mai riuscita a terminare e a scrivere, spero in maniera decente, rinnovo i miei più cari AUGURI a SILVIA, per il suo compleanno!

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Scrittori in cerca di editore, parte terza!

Continua il mio viaggio in questo pazzo mondo, che secondo me ha più le fattezze di un universo parallelo, lo puoi raggiungere ma di sicuro mai abitarci!

Mi impressiona il fatto che nei blog degli scrittori esordienti non si affronti questo grosso problema, ma si rimane ancorati nella propria piccola realtà di scrittore che vuol a tutti i costi farsi conoscere e raggiungere il maggior numero di utenti possibile. Scusatemi, ma alla fine sono gli editori che vi devono pubblicare, non di certo i lettori. I lettori sono importanti, ma mai che legga in un blog un segno di protesta, o di minima comprensione del grosso dilemma che ci vede tutti partecipi: la difficoltà di pubblicare, di trovare un editore serio e onesto, di inviare il nostro lavoro alle case editrici che abbiano nella collana almeno il genere che tratta il romanzo. No, la maggior parte pensa ai frutti del proprio lavoro, a quanto nel contratto potranno guadagnare. Mi vien da ridere. Non crediate che i grandi scrittori guadagnino così tanto, in genere le cifre sono molto ma molto gonfiate, se il tizio e il caio ha venduto milioni di copie, allora potete benissimo dimezzare quella cifra e forse arriverete alla realtà. Ma veniamo a noi, a me non me ne frega nulla di cifre e guadagni. PUNTO E STOP.

Il forum del Writer’s Dream, finora mi sembra il luogo più adatto a trattare certi risvolti della editoria e degli scrittori esordienti. Di più non dico, andate nel loro sito e blog e troverete di tutto, almeno fanno informazione, anche se non sono d’accordo su ogni cosa, però nell’ambito delle case editrici sono gli unici che hanno fatto chiarezza e si son presi tante mazzate per aver osato parlare delle case editrici a pagamento! Insomma, esiste anche l’omertà editoriale, purtroppo.

Oggi vorrei porre  attenzione su qualcosa nella quale mi sono imbattuta l’altro giorno ed è davvero molto ma molto divertente, sì ridere per non piangere. Innanzitutto, la regola: se nel sito web di una casa editrice non c’è nessun contatto, nulla che possa far pensare che la tale casa editrice legga anche manoscritti di autori emergenti e non… a meno che non siano raccomandati oppure che abbiano un agente letterario ( la maggior parte delle volte questa condizione è imprescindibile, ma anche qui ci sarebbero tante cose da aggiungere), è meglio lasciarla perdere. Lo dicono anche le ragazze di Studio 83 nel loro vademecum, a me sembra talmente chiaro e lampante,  non serve che uno me la consigli, ma in effetti tanti lo fanno lo stesso, inviando a vuoto. Ma che senso c’è, scusatemi? Perchè non vi prendete un po’ di calma e soprattutto cercate di inviare a una o due, senza fare invio SELVAGGIO? Spendete soldi per niente! Indirizzatevi su una grande, se proprio volete, ma date risalto anche alle piccole case editrici, che hanno fatto di male per essere così snobbate? Vi credete così bravi da pensare che la Mondadori vi farà un contratto esclusivo solo per voi? Allora, ponderate bene, cercate e fatevi un idea della casa editrice e magari sarebbe bene che compraste anche qualche suo romanzo. Che sia piccola o grande, non importa, solo comprando un romanzo di quella casa editrice vi renderete conto di come sono pubblicati i libri, della cura con cui li stampano, dell’editing fatto al testo, della validità delle opere pubblicate. Insomma, ci sono romanzi pubblicati dalle grandi che lasciano a desiderare, per non dire che sono delle ciofeche belle e buone! E, cosa ancor più importante, quando si parla di piccola casa editrice, non è termine dispregiativo, anzi. La piccola casa editrice che lavora bene, che è ben supportata, un po’ alla volta potrà anche raggiungere livelli di media grandezza. Anche le più grandi hanno iniziato così…Diamo spazio anche alle piccole realtà che lavorano seriamente, che non chiedono contributi, che possono farcela e continuano il loro lavoro onestamente, non buttiamo via soldi per quelle a pagamento!

Come al solito mi perdo nei meandri dei miei pensieri, quando quello che volevo dire era altro.

Ciò che ho trovato nella voce proposte editoriali di una grande casa editrice. Non farò nomi, se volete domandatemi in privato, tanto di case grandi non ce ne sono tante e potrete trovarla da voi. Quel che mi ha fatto sorridere è quella pagina scaricabile in pdf che la tal casa editrice ha proprinato allo scrittore esordiente che vorrebbe pubblicare con loro. Fin dalle prime battute è IL SENSO DEL CONTROSENSO; si vuole dare il contentino all’autore, oppure ci si vuole far leggere chissà, consigliando di inviare il manoscritto, ma tenendo conto che i lettori che hanno all’interno della casa editrice sono oberati di lavoro , che la casa editrice pubblica pochi volumi all’anno e che soprattutto sono nomi stranieri( già da qui il mio cervello si mette in moto con migliaia di?????). Non è finita: comincia la solita tiritera del ‘non inviate raccolte di racconti, saggi o poesie, perchè si sa nessuno le considera, tanto meno una casa editrice grande’( questo lo sanno anche i muri ormai). Attenzione, il modo in cui dover inviare è pressochè ENCOMIABILE: per salvaguardare le foreste meglio inviare via mail, ma solo sinossi e un estratto di tot cartelle, i tempi saranno lunghissimi e ovviamente solo nel caso RARISSIMO che ci sia interesse per quelle tot cartelle ( PRATICAMENTE MAI). Il paragrafo finale merita un premio nobel all’intelligenza: ovviamente meglio avvalersi di una scuola di scrittura e di un agente letterario però…qui sta il bello…loro ricordano che in internet ci sono molte forme d’espressione presenti e un’alternativa valida alla pubblicazione! MA AVETE CAPITO come hanno rigirato la frittata? E io dovrei inviare il mio romanzo o anche una infima sinossi quando è così logico che hanno fatto di tutto per farci rinunciare? MA DOVE SIAMO FINITI? Ma non facevano più bella figura a dire chiaramente le cose? NOI NON VOGLIAMO MANOSCRITTI DI ESORDIENTI, perchè ci troviamo da soli gli scrittori da pubblicare…per la salvaguardia delle foreste, beh, quello secondo me era il tocco da maestro! I veri ecologisti sono quelli che pubblicano su carta riciclata, PUNTO!

Per ciò che riguarda la ricerca di case editrici, vi posso dire che cosa ho fatto io, anche se magari a nessuno interesserà. Ho inviato a sole due case editrici il cartaceo ( è un malloppone enorme, altro che disboscamento foreste): uno a una casa piccola, l’unica che aveva nella sua collana un riferimento a romanzi thriller e poi a una grande, l’unica che ha un riquadro con PROPOSTE INVIO DATTILOSCRITTI , e ti dice dove inviare e stop. La invio a questa casa grande, perchè tra le grandi è quella che mi piace di più. Non sono supportata da un agente letterario, so che alcune case grandi richiedono questo( e vabbè, e poi? potrebbe sempre essere a vuoto, le probabilità di farcela sono sempre scarse, a meno che non si sia dei veri talenti), ma sinceramente non lo farò mai più. Aver vissuto una esperienza anni or sono e molto negativa, mi ha fatto comprendere che posso benissimo farcela anche da sola. A mio onesto parere, credo che le agenzie letterarie in Italia non abbiano la mentalità dei veri agenti all’estero, e cioè supportare i talenti esordienti dando loro la reale possibilità di essere conosciuti dalle grandi case editrici, in genere si trincerano dietro nomi di grandi ma alla fine il risultato cambia poco. Personalmente non mi fido, ma non posso fare di tutta l’erba un fascio. Di serie e professionali ce ne saranno senz’altro! Dico quel che penso e basta. Lo dico con cognizione di causa e anche perchè ho le prove testate di altri scrittori, che hanno avuto più o meno l’esperienza simile alla mia. RIPETO: è la mia opinione e non voglio fomentare discorsi retorici, sarei ben felice se qualcuno potesse, dati alla mano però, dirmi il contrario! Se il problema fosse l’editing ci si può benissimo far aiutare da un’associazione culturale come STUDIO 83: sono bravissime, costano poco e hanno una professionalità che non ho ancora trovato in altri, loro non fanno le agenti. Però…però, carissimi scrittori, questa è la mia opinione, vorrei trovare qualcuno che si è trovato bene con un agente e ha ottenuto ciò che il suo romanzo meritava…anzi, scrivetemi, mi piace anche dare belle notizie, mica solo brutte, eccheccavoli! Non c’è cosa più gradita di una smentita, mo’ ho fatto pure la rima!

Bene, carissimi lettori. Potrei anche dilungarmi sul mio problema personale di ritrovarmi in un genere nella scrittura, ma quello a cui sarei davvero portata non è considerato di qualità ( il che con un romanzo simile in mano, CHE HO SCRITTO E POTREI BENISSIMO INVIARE, mi farebbe scartare quasi tutte le piccole case editrici e deviare verso le grandi, perciò, peggio che andar di notte), ahimè e qui scendiamo in un altro discorso che sarebbe bene sviscerare alle prossimine… Io parlo de LA LETTERATURA AL FEMMINILE, che non comprende solo i famosi romanzi rosa, romance e i suoi derivati ( a proposito più avanti parlerò di una scrittrice molto brava di romance storici, SYLVIA Z.SUMMERS, vorrei dar voce anche ai talenti Italiani), ma il genere al quale sono più portata e cioè il CHICK-LIT. Alzi la mano chi sa che vuol dire e chi conosce qualche romanzo di un’autrice del genere? Farei terra bruciata, ho paura…

Bene, alla prossima…BYE!

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