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La corsa a ostacoli

n86647555282_2329531_7006322E vi  domanderete che cavolo c’entri questo titolo con il post. C’entra, c’entra, eccome se c’entra.

Avevo promesso a me stessa che non avrei mai più toccato le mie riflessioni sulla scrittura e l’editoria, ma essendo un’autrice che cerca in maniera onesta e lavorando sodo con la fatica e il sudore e tutto il resto di compiere i passi meno lunghi della gamba e fare tutte le cose per bene per quanto riguarda l’invio dei romanzi a scopo pubblicazione e a case editrici rigorosamente senza contributo, ecco… dicevo che sebbene si tenti queste vie nella completa onestà d’intenti, non è tutto oro quel che luccica, anzi direi che la strada è irta di tantissimi ostacoli.

Lo spunto mi è stato suggerito involontariamente( ribadisco questo punto) leggendo un articolo sulla famigerata editoria a pagamento di Aldo Moscatelli, per altro molto interessante, arguto ed esaustivo come sono sempre gli articoli e i post di Aldo. Vi metto il link al suo blog e così poi potrete scaricare la rivista con l’articolo annesso.

http://casadeisognatori.splinder.com/post/22367749/GOCCE

Aperta parentesi: in questa rivista c’è anche una recensione all’Antologia, Un sogno dentro un sogno vol. 3, e si parla brevemente anche del mio racconto; più che una recensione la trovo una descrizione di quel che l’Antologia offre, per chi volesse leggerla. Chiusa parentesi.

Non voglio affatto parlare di editori a pagamento, per carità vade retro, ne ho le scatole piene, anche perchè ne parlano tutti in tutte le salse e quindi ormai lo sanno anche i muri di che si tratta. Ribadisco che essendo nettamente contraria, sono anche certa purtroppo che continueranno a proliferare, anche se si fa di tutto per poterli ostacolare. Più ne parlano, meglio è, ma nessuno potrà entrare nella testa degli scrittori che vogliono a tutti i costi pubblicare, nè nella testa degli editori che ne approfittano. Da che mondo è mondo le cose potranno cambiare, forse, solo se, come dice bene Aldo nell’articolo, ci fosse una Legge che vieta agli editori di farsi pagare. Ahhhh, aspetta e spera, dico io! Non nutro molte speranze in questo… Però si può e si deve combattere e forse si può farlo magari comprando romanzi delle piccole case editrici serie e senza contributo, no? Ecco questa è cosa da farsi. Ma anche qui diciamoci la verità, ci sono tante parole e pochi fatti. Nel mio piccolo ho comprato abbastanza romanzi di autori esordienti. Fino a ora però devo dire che non sono rimasta entusiasta di quel che ho letto a parte il romanzo di Aldo Moscatelli, Hitler era innocente( e a dire il vero, un po’ mi manca l’Aldo scrittore). Purtroppo sono tanto esigente, quando si tratta di scrittori agli esordi.

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AMABILI RESTI di ALICE SEBOLD: il romanzo… il film…

Avviso i cari lettori, e vi ringrazio perchè siete davvero moltissimi, che i miei post saranno sporadici, proprio perchè come ho già precedentemente scritto, verteranno quasi esclusivamente sulle mie letture, a parte qualche post dove, forse, metterò qualche mio scritto. Io leggo a periodi, ma in questo ho ripreso il mio tram tram abituale perchè il romanzo che mi faceva dannare l’ho terminato con mia somma gioia e adesso è in lettura. In realtà ne ho ripreso un ennesimo, scritto tanti anni or sono, e lo sto revisionando… Eh sì, ne ho un bel po’ di finiti ai quali non ho mai dato alcuna possibilità di una eventuale pubblicazione, ovviamente sempre con case editrici NON A PAGAMENTO ( credo sia chiaro e lampante ormai, no?). Ad esempio quello che ho ultimato è troppo lungo e mi sono già bruciata alcune strade… credo che mi modernizzerò e penserò alle case editrici in digitale, a questo proposito se andate sul blog e il forum del WRITER’S DREAM troverete una notizia molto importante a riguardo.

Ma veniamo a noi.

AMABILI RESTI

Prima di andare al cinema a vedere il film, ho voluto a tutti i costi leggere il romanzo.

ALICE SEBOLD mi ha sorpreso. Ricordate il film GHOST? Il compianto Patrick Swayze moriva assassinato ingiustamente e tramite una veggente, il morto, ovvero Patrick, cercava in tutti i modi di far capire alla moglie che era in pericolo di vita e che il suo migliore amico lo aveva assassinato perchè si era trovato invischiato in affari loschi. Ora, non entro in merito di quel film bellissimo, ma diciamo che  in AMABILI RESTI il tema dell’aldilà è trattato in maniera preponderante, anche se in modo completamente diverso.

Io ho amato questo romanzo, ve lo dico subito. L’ho amato perchè innanzitutto ho scorto nella scrittura dell’autrice una rara sensibilità, nell’affrontare certi temi, così scabrosi, e tuttavia così reali, che mi fanno inorridire al solo pensiero. Delicata e struggente, non si è lasciata andare a immagini truculente, horror per dircela tutta, che io non sopporto. Nemmeno la violenza è resa esplicita, e su questo tutti capiscono che voglio dire, no? Ma qui si sente, si prova la sofferenza della protagonista, che comprende di essere in pericolo di vita perchè ingannata dall’apparente bonarietà del vicino di casa, la persona più anonima che passava inosservata a tutti, che era invece così malato da struprarla e poi tagliarla a pezzi, metterla dentro un sacco e chiuderla in una cassaforte. Susie Salmon scappa da quel dolore, e si ritrova in una specie di Limbo, un posto che non è nè cielo, nè terra, ma un luogo di mezzo, dove tante anime restano lì perchè non sopportano di distaccarsi da quel che erano state e dalla loro famiglia. E’ proprio questo che capita a Susie. Il romanzo non è un banale resoconto dell’omicidio, ma quanto il racconto di quel che capita dei suoi AMABILI RESTI, e quindi la sua famiglia, dopo la morte. Lo sguardo di Susie, in prima persona ripercorre ogni momento di vita, disperazione, sofferenza e caduta nel baratro del padre e della madre. I personaggi sono caratterizzati molto bene, sono vissuti, con i loro difetti e i pregi. Non voglio raccontare oltre, altrimenti scapperei negli spoiler, ma mi sono commossa in alcuni punti, in altri ho parteggiato perchè l’assassino, un pedofilo come purtroppo ce ne sono tanti nel mondo, fosse scoperto… Non sarà così purtroppo, ma la SEBOLD confida molto nella giustizia divina, particolare che ho apprezzato. L’unico neo, se mi è permesso dirlo, è stata la traduzione. Per carità, non è tradotto male, ma sinceramente mi aspettavo che una casa editrice come la E/O, almeno facesse correzione di bozze, perchè quei se stesso, con il sè accentato proprio non si possono vedere. Sarò anche tanto esigente, ma non si può tralasciare un errore grammaticale così vistoso. Questo la dice lunga sul fatto che i refusi nei romanzi delle case editrici grandi, abbondano e le tal case editrici manco se ne accorgono, oppure se ne infischiano. Io, invece, sto molto attenta ai refusi e agli errori nei romanzi e mi disturba moltissimo trovarli in romanzi così importanti.

Riguardo al film, devo dire che è stato piuttosto attinente al romanzo, ma ho ringraziato il cielo di aver letto prima il romanzo, perchè come ben si sa, difficilmente un film riesce a trasporre tutto ciò che c’è in un romanzo. Comprimere una storia come questa non è stato facile, ho apprezzato lo sforzo e ho amato moltissimo la figura del padre, così come nel romanzo , direi il carattere meglio descritto in tutte le sue sfaccettature, ma tante cose sono state omesse e hanno rischiato di falciare la reale comprensione della storia, cosa che mi sono premurata di colmare a film finito con l’amica che è venuta con me a vedere il film, la quale mi ha detto che ora è invogliata a leggere il romanzo!

Se potessi dare un voto, direi 8 al romanzo e 7 al film ( ma 10 all’attore che interpreta il padre, perchè non mi smentisco mai!!!)

Vi lascio citando un tratto quasi a fine romanzo… ce ne sono parecchi che ho annotato, ma questo a mio parere racchiude il significato della storia e soprattutto del bellissimo titolo:

” Guardando la mia famiglia brindare a champagne, pensai al fatto che dalla mia morte le loro vite si erano trascinate avanti e indietro… Queste erano le bellissime ossa cresciute intorno alla mia assenza; i legami- a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi – nati dopo che me n’ero andata. E allora cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me. Gli avvenimenti cui la mia morte aveva dato luogo erano semplicemente le ossa di un corpo che in un momento futuro imprevedibile sarebbe divenuto intero. Il prezzo di quel che ormai vedevo come un corpo miracoloso era stato la mia vita.”

BUONA LETTURA!

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