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IL VERDE E L’ACCIAIO: dalla presentazione in libreria DRAGHI, Novembre 2006.
Il Verde e l’Acciaio non è un vero e proprio thriller, almeno non rientra a mio parere nei canoni della tradizione del thriller. Infatti la mia non è la classica storia di delitti inspiegabili, con un detective che cerca a ogni costo il colpevole. La protagonista principale vive una normalità che è specchio della nostra. Lei racconta in prima persona la sua vicenda. Vive serenamente nella normalità. E’ proprio questa normalità, e perciò l’inconsapevolezza, che la porta, tramite un evento violento, allo stravolgimento della sua esistenza. Questo evento la sconvolge a tal punto di accorgersi di quanto la sua vita sia priva di contenuti e di valori e di quella passione che lei possiede ma tiene ben nascosta dentro di sé. Ho cercato di valutare le sue reazioni. Tutto ciò la porta a scoprire un lato nascosto di sé. Ho voluto caratterizzare psicologicamente i personaggi, tralasciando la realtà della città in cui vivo come una delicata sfumatura di sfondo, come in un quadro. Meno però per ciò che riguarda la realtà della malavita del brenta dove ho inserito il personaggio maschile principale della mia vicenda per caratterizzare meglio la sua sete di vendetta e la durezza che lo contraddistingue. Ovviamente l’incontro-scontro di questi due personaggi così diversi sarà per entrambi fondamentale per cambiare e migliorare se stessi. Essi sono in antitesi tra loro, come il bianco e il nero, e incontrandosi il bianco diventerà un po’ nero e vice versa, l’uno imparerà dall’altra la dignità della propria esistenza e l’altra capirà che oltre alla paura, alla violenza esiste anche la forza di lottare per i propri valori e la forza di perdonare se stessi e gli altri. Non sono gli unici personaggi a comparire, e tuttavia sono tutti intrecciati gli uni agli altri, la suspence è alta fino alla fine. Ogni personaggio fa parte di un piccolo pezzetto di puzzle e ogni pezzo si incastra perfettamente solo alla fine.
Il libro, che ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Padova, è stato presentato in anteprima Nazionale il 1 Aprile 2006, a Padova, Palazzo Moroni, con la partecipazione dell’Assessore alle Politiche Culturali e ha avuto ottimi riscontri di critica e pubblico.
E’ stato positivamente recensito da una giornalista del Gazzettino di Padova, Maria Pia Codato.
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